Giannetti, Daniela (2015) Potenziale nutraceutico della frazione polifenolica di Cynara Scolymus. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Potenziale nutraceutico della frazione polifenolica di Cynara Scolymus
Autori:
AutoreEmail
Giannetti, Danieladaniela.giannetti@unina.it
Data: 30 Marzo 2015
Numero di pagine: 88
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Farmacia
Scuola di dottorato: Scienze farmaceutiche
Dottorato: Scienza del farmaco
Ciclo di dottorato: 27
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
D'Auria, Maria Valeriamadauria@unina.it
Tutor:
nomeemail
Ritieni, Alberto[non definito]
Data: 30 Marzo 2015
Numero di pagine: 88
Parole chiave: nutraceutica, carciofo, integratori alimentari
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 03 - Scienze chimiche > CHIM/10 - Chimica degli alimenti
Aree tematiche (7° programma Quadro): BIOTECNOLOGIE, PRODOTTI ALIMENTARI E AGRICOLTURA > "Fork to farm" - Prodotti alimentari (inclusi prodotti ittici), salute e benessere
Depositato il: 10 Apr 2015 11:32
Ultima modifica: 24 Set 2015 12:55
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/10225
DOI: 10.6092/UNINA/FEDOA/10225

Abstract

E' stato studiato il potere nutraceutico di Cynara Scolymus attraverso la valutazione del profilo qualitativo e quantitativo dei metaboliti secondari, studi di bioaccessibilità in vitro della componente polifenolica bioattiva e test cellulari in vitro per valutare effetti su parametri metabolici. Sono state considerate due parti della pianta: il capolino ed il gambo. Il confronto tra cinque diversi genotipi di carciofo ha mostrato un profilo metabolomico simile, ma ha evidenziato una ricchezza maggiore del gambo rispetto al capolino corrispondente di ogni genotipo, confermata poi dai test sull'attività antiossidante. Dagli studi di bioaccessibilità in vitro è emerso che il processo di cottura al microonde innalza il contenuto polifenolico della matrice vegetale di partenza (+175,5 %), e che i polifenoli risultano poco bioaccessibili (17% in media) a causa della sensibilità alle condizioni di digestione gastrica. I test cellulari in vitro, su cellule HepG2 mostrano che il capolino cotto di carciofo è il più attivo nell'inibire l'up-take di glucosio cellulare (+17 volte la sua quota extracellulare rispetto al controllo). Inoltre, esso è in grado di agire sul metabolismo lipidico, riducendo l'assorbimento cellulare dei trigliceridi (+109 volte il contenuto extracellulare rispetto al controllo), mediante inibizione dell'attività della lipasi pancreatica (-60% rispetto al controllo); inibendo l'up-take del colesterolo (+53 volte la sua quota extracellulare rispetto al controllo); aumentando l'assorbimento cellulare delle LDL (-75% del contenuto extracellulare rispetto al controllo); aumentando l'espressione della ApoA1 (+1400% rispetto al controllo). Infine, l'estratto polifenolico del capolino cotto svolge un'azione protettiva sulle cellule, mediante aumento della loro proliferazione (+76% rispetto al controllo), riduzione delle specie reattive dell'azoto (TBARS) (-68% rispetto al controllo) e aumento dell'ossido nitrico (NO) extracellulare (+866.6% rispetto al controllo). I nostri risultati vogliono essere d'aiuto alle industrie produttrici di integratori alimentari, suggerendo l'applicazione di stress termici alle matrici di partenza al fine di aumentarne il contenuto di molecole bioattive; suggeriscono la formulazione dell'estratto di Cynara Scolymus in compresse o capsule gastroresistenti per preservarne la quota polifenolica; propongono l'utilizzo del gambo come matrice di partenza, in quanto fonte ricca di metaboliti bioattivi; e incoraggiano l'utilizzo di formulazioni farmaceutiche a base di Cynara Scolymus per il trattamento di diverse patologie metaboliche. Ovviamente, ulteriori studi in vivo e clinici sono necessari per confermare tali proprietà salutistiche.

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