Guidi, Laura (2007) Vivere la guerra: percorsi biografici e ruoli di genere tra Risorgimento e primo conflitto mondiale. [non definito]. ClioPress, Napoli.

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Tipologia del documento: Monografia ([non definito])
Titolo: Vivere la guerra: percorsi biografici e ruoli di genere tra Risorgimento e primo conflitto mondiale
Autori:
AutoreEmail
Guidi, Lauralaura.guidi@unina.it
Autore/i: Laura Guidi, Università di Napoli “Federico II” Laura Guidi insegna Storia Contemporanea e Storia delle Donne e dell’Identità di Genere presso l’Università di Napoli “Federico II”, nell’ambito della quale è stata, inoltre, una delle promotrici del corso di Dottorato in Studi di Genere. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi di storia sociale e di storia delle donne nell’età contemporanea. Per ClioPress ha curato il volume Scritture femminili e Storia.
Editors:
CuratoreEmail
Guidi, Lauraguidi@unina.it
Data: 11 Ottobre 2007
Tipo di data: Pubblicazione
Numero di pagine: 168
URL ufficiale: http://www.fedoabooks.unina.it/index.php/fedoapres...
Luogo di pubblicazione: Napoli
Editore: ClioPress
Data: 11 Ottobre 2007
Titolo della serie: Saggi
ISBN: 978-88-88904-10-8
Numero: 5
Numero di pagine: 168
Parole chiave: Guerra, Risorgimento, Prima guerra mondiale
NBN (National Bibliographic Number): urn:nbn:it:unina-22048
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/04 - Storia contemporanea
Informazioni aggiuntive: Indice: Laura Guidi, Introduzione; Marco Meriggi, Il seduttore e il cappellano. Elaborazioni della guerra e del genere lungo la strada dei Mille; Marcella Varriale, “Enfin l’Italie combat”: Louise Colet “patriota italiana”; Annamaria Lamarra, La guerra che «non si lascia dimenticare»; Anna Grazia Ricca, Figure della mascolinità nell’immaginario della Grande Guerra; Laura Guidi, Un nazionalismo declinato al femminile. 1914-1918; Angela Russo, “Viva l'Italia tutta redenta!”. Interventiste alla vigilia della Grande Guerra; Dianella Gagliani, Guerra e identità di genere in età contemporanea. Una discussione; Indice dei nomi; Autori
Depositato il: 15 Ott 2007
Ultima modifica: 05 Gen 2018 15:22
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/1227
DOI: 10.6093/978-88-88904-10-8

Abstract

[English]: Through the various essays that compose it, the volume gives voice to subjective experiences and perceptions of men and women involved in military conflicts between the Risorgimento period and the Great War: historical phases characterized by deep elements of continuity regarding the symbolic construction of national identity, but also by equally strong watersheds. The comparison between different contexts is valuable in investigating the relationship between gender, nation, and war. Starting from a stereotype that is still strong, though it has been challenged by recent research − associating women with the desire for peace and men at the will of competition and conquest −, the volume inquired whether a specific "gender" perception of wars emerged from the texts analyzed, and to what extent these conflicts have prodded crisis and transformation in the relations between women and men. In the writings of fighters analyzed in the book − Bourbonists and Garibaldians on the Risorgimento scene, British and Italian volunteers in the First World War − "fighting the war" assumes very different meanings in relation to the side that was chosen and to the individual personality; however, it always represents a crucial moment of confrontation with dominant models of virility. The writings of Louise Colet − a passionate supporter of the Italian cause −, the images of "angels" and "fury" emerging from the male memories of the Risorgimento, alongside writings of so many women mobilized in 1914-18 − from Vera Brittain to Italian irredentists and nationalists, to the feminist minority who remained faithful to pacifist internationalism − remind us that in the nineteenth century, as in the terrible conflict that opens the "age of extremes", the war transformed profoundly, in addition to the lives of men called cannot, in fact, ignore the historical dimension that needs to inform any study that is to be done today on these works./ [Italiano]: Attraverso i diversi saggi che lo compongono, il volume dà voce ad esperienze e percezioni soggettive di uomini e donne coinvolti in conflitti bellici tra periodo risorgimentale e Grande Guerra: fasi storiche caratterizzate da profondi elementi di continuità riguardo alla costruzione simbolica dell’identità nazionale, ma anche da altrettanto forti cesure. Il confronto tra contesti diversi si rivela prezioso per indagare il rapporto tra genere, nazione, guerra. Partendo da uno stereotipo ancora forte, benché messo in discussione da ricerche recenti, che associa le donne al desiderio di pace e gli uomini alla volontà di competizione e di conquista, ci siamo chiesti se dai testi analizzati emergesse una specifica percezione “di genere” delle guerre, e in che misura i conflitti bellici considerati abbiano prodotto crisi e a trasformazione nelle relazioni tra donne e uomini. Negli scritti di combattenti analizzati nel volume – borbonici e garibaldini sulla scena risorgimentale, volontari inglesi ed italiani del primo conflitto mondiale – “fare la guerra” assume significati molto diversi, in relazione allo schieramento cui si appartiene e alla personalità individuale; ma rappresenta tuttavia, sempre, un momento di confronto cruciale con i modelli di virilità dominanti. Gli scritti di Louise Colet, appassionata sostenitrice della causa italiana, le immagini di “angeli” e “furie” che emergono dalle memorie maschili del Risorgimento, accanto agli scritti di tante donne mobilitatesi nel 1914-18 – dall’inglese Vera Brittain, alle irredentiste e nazionaliste italiane, alla minoranza femminista che restò, controcorrente, fedele all’internazionalismo pacifista – ci ricordano che nell’Ottocento, così come nel terribile conflitto che apre il “secolo breve”, la guerra investì e trasformò profondamente, oltre alla vita degli uomini chiamati al fronte, anche quella delle donne - benché la memoria “canonica” le abbia cancellate, presentando ogni guerra, in quanto tale, come teatro esclusivo della virilità.

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