UNSPECIFIED (2007) Vivere la guerra: percorsi biografici e ruoli di genere tra Risorgimento e primo conflitto mondiale. UNSPECIFIED. ClioPress, Napoli.

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Item Type: Monograph (UNSPECIFIED)
Additional Information: Indice: Laura Guidi, Introduzione; Marco Meriggi, Il seduttore e il cappellano. Elaborazioni della guerra e del genere lungo la strada dei Mille; Marcella Varriale, “Enfin l’Italie combat”: Louise Colet “patriota italiana”; Annamaria Lamarra, La guerra che «non si lascia dimenticare»; Anna Grazia Ricca, Figure della mascolinità nell’immaginario della Grande Guerra; Laura Guidi, Un nazionalismo declinato al femminile. 1914-1918; Angela Russo, “Viva l'Italia tutta redenta!”. Interventiste alla vigilia della Grande Guerra; Dianella Gagliani, Guerra e identità di genere in età contemporanea. Una discussione; Indice dei nomi; Autori
Uncontrolled Keywords: Guerra, Risorgimento, Prima guerra mondiale
Date Deposited: 15 Oct 2007
Last Modified: 30 Apr 2014 19:25
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/1227

Abstract

Attraverso i diversi saggi che lo compongono, il volume dà voce ad esperienze e percezioni soggettive di uomini e donne coinvolti in conflitti bellici tra periodo risorgimentale e Grande Guerra: fasi storiche caratterizzate da profondi elementi di continuità riguardo alla costruzione simbolica dell’identità nazionale, ma anche da altrettanto forti cesure. Il confronto tra contesti diversi si rivela prezioso per indagare il rapporto tra genere, nazione, guerra. Partendo da uno stereotipo ancora forte, benché messo in discussione da ricerche recenti, che associa le donne al desiderio di pace e gli uomini alla volontà di competizione e di conquista, ci siamo chiesti se dai testi analizzati emergesse una specifica percezione “di genere” delle guerre, e in che misura i conflitti bellici considerati abbiano prodotto crisi e a trasformazione nelle relazioni tra donne e uomini. Negli scritti di combattenti analizzati nel volume – borbonici e garibaldini sulla scena risorgimentale, volontari inglesi ed italiani del primo conflitto mondiale – “fare la guerra” assume significati molto diversi, in relazione allo schieramento cui si appartiene e alla personalità individuale; ma rappresenta tuttavia, sempre, un momento di confronto cruciale con i modelli di virilità dominanti. Gli scritti di Louise Colet, appassionata sostenitrice della causa italiana, le immagini di “angeli” e “furie” che emergono dalle memorie maschili del Risorgimento, accanto agli scritti di tante donne mobilitatesi nel 1914-18 – dall’inglese Vera Brittain, alle irredentiste e nazionaliste italiane, alla minoranza femminista che restò, controcorrente, fedele all’internazionalismo pacifista – ci ricordano che nell’Ottocento, così come nel terribile conflitto che apre il “secolo breve”, la guerra investì e trasformò profondamente, oltre alla vita degli uomini chiamati al fronte, anche quella delle donne - benché la memoria “canonica” le abbia cancellate, presentando ogni guerra, in quanto tale, come teatro esclusivo della virilità.

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