La Rocca, Ludovica (2022) Is that the reflective-maker evaluation era? Valutazione e co-valutazione come pratica nella rigenerazione urbana. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Resource language: Italiano
Title: Is that the reflective-maker evaluation era? Valutazione e co-valutazione come pratica nella rigenerazione urbana
Creators:
CreatorsEmail
La Rocca, Ludovicaludovicalarocca@gmail.com
Date: 9 June 2022
Number of Pages: 205
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Architettura
Dottorato: Architettura
Ciclo di dottorato: 34
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Mangone, Fabiofabio.mangone@unina.it
Tutor:
nomeemail
Cerreta, MariaUNSPECIFIED
Panaro, SimonaUNSPECIFIED
Date: 9 June 2022
Number of Pages: 205
Keywords: co-valutazione; valutazione riflessiva; rigenerazione urbana; riuso adattivo
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/20 - Tecnica e pianificazione urbanistica
Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/21 - Urbanistica
Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/22 - Estimo
Date Deposited: 14 Jun 2022 05:52
Last Modified: 28 Feb 2024 11:06
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/14381

Collection description

La crescita esponenziale dei contesti urbani è uno degli sviluppi più significativi del 21° secolo che rende le città ambienti complessi (de Koning et al. 2017) in cui i problemi e le sfide urbane, allo stesso tempo, generano terreno fertile per l’innovazione attraverso processi collaborativi di rigenerazione urbana. Alle soglie dell’antropocene (Crutzen 2006), infatti, una crescita così significativa delle città-manufatto impone lo sviluppo di strategie rigenerative resilienti e sostenibili, capaci non solo di modificare le organizzazioni spaziali, ma anche di influire sulle condizioni che producono innovazione sociale (Ostanel 2017) attraverso «nuove idee che soddisfano nuovi bisogni sociali creando nuove relazioni e collaborazioni» tra gli abitanti (Murray, Caulier-Grice, and Mulgan 2010). Le città contemporanee si stanno confrontando per questo con una complessità senza precedenti in cui è sempre più evidente come “la trasformazione delle relazioni sociali nello spazio e la riproduzione di identità e culture legate a un luogo” (Moulaert 2009) sia una componente imprescindibile e fortemente integrata allo sviluppo urbano. La sperimentazione di pratiche di rigenerazione urbana e innovazione sociale trova il proprio campo di esercizio proprio nel “costruire” spazio pubblico, assumendo la prospettiva delle capabilities (Sen 1999) nel riconsiderare l’effettiva possibilità per ciascun individuo di usare la città (Blecic and Cecchini 2016) in una ritrovata dimensione di comunità, e degli approcci collaborativi, “facendo luogo” attraverso percorsi di co-progettazione e co-gestione dei beni comuni. Alla luce delle sfide poste dalle attuali condizioni socioeconomiche, il riuso creativo e collaborativo di questi beni diventa in particolare il campo di indagine privilegiato, e si inserisce nella necessità di intercettare soluzioni intelligenti e innovative in grado di raggiungere efficacemente impatti sociali positivi, anche sviluppando nuove forme di imprenditoria e adottando nuovi modelli economici, facilitando non solo il raggiungimento di obiettivi predefiniti, ma anche la generazione di nuove catene di valore che devono ancora essere pienamente esplorate e valutate (Coscia and Rubino 2021) attraverso il pieno coinvolgimento delle comunità locali. In questo contesto, i processi di rigenerazione urbana si riconoscono ormai come dispositivi in grado di generare nuovi valori e impatti multidimensionali (Tricarico and le Xuan 2014; Vicari and Moulaert 2009) in cui le dimensioni sociale, ambientale ed economica sono fortemente integrate. In particolare, la valutazione d’impatto sociale si configura sempre più come processo strategico in cui da mera rendicontazione esterna al progetto, si assume come strumento intenzionale per imprimere valore nell’intero processo (Venturi 2017), necessario sia a garantire il raggiungimento degli obiettivi previsti, tanto quanto lo sviluppo delle organizzazioni chiamate a strutturare le proprie azioni in una chiave generativa. In questa prospettiva, la valutazione d’impatto si indaga come strumento necessario sia in termini di accountability, per orientare investimenti pubblici e sostenere nuove forme di impact investing (Barber, Morse, and Yasuda 2021), che in quanto approccio di apprendimento condiviso in grado di incrementare il coinvolgimento attivo delle comununità, analizzando differenti tecniche e strumenti nella classifcazione di metodi di processo, monetari e metodi di impatto. A partire dalla necessità di esplorare approcci collaborativi e comunity-based multiattoriali, lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana di successo si basa sul rafforzamento della cooperazione e del partenariato tra attori pubblici e privati come motori di una capacità manageriale efficace, fornendo una strategia di gestione della rete come fonte di un impatto significativo sui risultati (Kort e Klijn, 2011). In tal senso, si analizzano approcci di co-governance per affrontare e risolvere i problemi di sviluppo urbano sostenendo la crescita di innovazione come risultato dell'interazione tra diverse organizzazioni (Romanelli and Zbuchea 2020), analizzando, tra gli altri approcci, le più recenti evoluzioni dei living lab nella dimensione di “urban living lab” (Concilio 2016). Lì dove il miglioramento delle condizioni urbane, e dunque umane, resta il fine da perseguire per i cittadini non più soltanto beneficiari, ma co-produttori del cambiamento stesso e non più solo stake-holder portatori di interesse, ma asset-holder in quanto portatori di risorse (Venturi and Zandonai 2016), la costruzione di una cassetta degli attrezzi adeguata a supportare processi collaborativi di rigenerazione urbana rappresenta un’esigenza condivisa. A tale scopo, approcci di co-produzione, come il placemaking (Horgan 2019; Project for Public Space 2018), così come strumenti e linguaggi funzionali all’engagment degli stakeholders, dedotti dal game design (Kim 2018), sono indagate in quanto modalità operative per declinare tecniche collaborative di coinvolgimento, monitoraggio e valutazione dei processi attivati. Le nuove logiche della co-produzione, dunque, frutto della traslazione da un contesto di welfare state ad uno di welfare society, impongono una riflessione sul ruolo della valutazione alle porte della quinta ondata della “co-valutazione” (Krogstrup and Mortensen 2021). L’approccio collaborativo della valutazione suggerisce contestualmente un ripensamento della figura del valutatore che condivide il potere decisionale con gli stakeholder coinvolti nel processo, da una parte abilitandoli al pensiero critico, e dall’altro esprimendosi in una dimensione riflessiva e adattiva in cui, perseguendo modalità informali, l’utente è coinvolto in una riflessione condivisa sull’esperienza fatta per comprenderne limiti e potenzialità al fine di trasformare quanto appreso, orientando di volta in volta il processo in corso. È in questo contesto che si inserisce la ricerca-azione condotta per esplorare sul campo l’attivazione di un processo di valutazione collaborativo inteso come strumento strategico e progettuale in grado di definire, monitorare, orientare e valutare un percorso di rigenerazione urbana a tal scopo attivato nel centro storico di Salerno e particolarmente dedicato al riuso e alla valorizzazione del patrimonio in dismissione. Le esperienze attivate, attraverso un’interazione costante con la parte teorica, diventano occasione concreta per definire un approccio metodologico in cui approcci valutativi collaborativi e cooperativi si accompagnano a vari livelli e fasi del processo decisionale, attingendo dalle metodologie consolidate per reinterpretarle in modalità ibride e collaborative. In quanto risultato delle esperienze maturate nel contesto reale, la proposta metodologica restituisce un “Reflective-maker evaluator toolkit”, un un processo-tipo articolato in sei principali fasi (identificazione, innesco, sperimentazione situata, riflessione in azione, implementazione e apprendimento adattivo), in cui l’approccio metodologico suggerito si caratterizza per essere flessibile, adattivo, incrementale, evolutivo e trasformativo, in cui la capacità riflessiva e quella operativa costituiscono le componenti essenziali. La tesi esplora dunque la possibilità di configurare una nuova era della valutazione, in cui il valutatore può acquisire un ruolo riflessivo e di maker allo stesso tempo, riposizionandosi al centro della costruzione di processi di rigenerazione urbana in cui le trasformazioni spaziali si manifestano come mezzi per poter innescare comunità critiche, consapevoli, coese e sostenibili.

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