Mazza, Angelino (2009) La gestione securitaria degli spazi urbani come deriva delle politiche integrate di sicurezza urbana: i casi di Barcellona e Bologna. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Italiano
Title: La gestione securitaria degli spazi urbani come deriva delle politiche integrate di sicurezza urbana: i casi di Barcellona e Bologna.
Creators:
CreatorsEmail
Mazza, Angelinoangelino.mazza@unina.it
Date: 2009
Number of Pages: 291
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Progettazione urbana e di urbanistica
Doctoral School: Architettura
PHD name: Urbanistica e pianificazione territoriale
PHD cycle: 21
PHD Coordinator:
nameemail
Belli, Attiliobelli@unina.it
Tutor:
nameemail
Laino, Giovannilaino@unina.it
Tedesco, Enricoe.tedesco@regione.campania.it
Date: 2009
Number of Pages: 291
Uncontrolled Keywords: Sicurezza Urbana, Politiche Urbane, Governance Locale
MIUR S.S.D.: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/20 - Tecnica e pianificazione urbanistica
Date Deposited: 06 Nov 2009 13:46
Last Modified: 19 Jun 2014 08:15
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/3099

Abstract

La creazione di un ambito europeo vincolato al fenomeno della globalizzazione apre un nuovo dibattito sugli spazi della sicurezza (denominati microspazi), generando una domanda crescente in spazi sempre più ridotti in ambito locale. Per effetto di questa nuova situazione (o nuova “domanda”) non risultano essere più validi i vecchi schemi politici ed organizzativi centralizzati. Oggi, assistiamo a cambiamenti nella struttura sociale e politica della società che, nel campo della gestione della sicurezza, generano nuove forme di relazioni tra sfera pubblica e privata, questionando notevolmente il ruolo monopolizzatore degli Stati centrali. Le politiche di sicurezza in Italia, come del resto in altri paesi europei, mostrano chiaramente segni di ambivalenza che caratterizzano questo nuovo approccio ai problemi di criminalità e del suo controllo, emblema del passaggio dallo Stato del Welfare a quello del neoliberismo. In sintesi, possiamo sostenere che alcune città capofila del FESU non hanno ancora espresso una politica di governo locale del bene pubblico della sicurezza. Hanno certamente conosciuto in questa ultima decade azioni di governo della sicurezza (alcune apprezzabili, altre meno), ma non messo in campo una chiara politica di governo. Sembra dunque scomparire la possibilità di un modello unico di sicurezza, da applicare a prescindere dal contesto, mentre si delineano politiche di governance della sicurezza che tengono conto di una pluralità di condizioni storiche, politiche, sociali e culturali, tutte da coordinare per avere una sicurezza realizzabile e multidisciplinare.

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