Roehrssen Di Cammerata, Alessandro (2009) Gli spazi della musica. Lo sviluppo delle sale da concerto in Italia e a Napoli nella seconda metà dell'Ottocento. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Abstract

La ricerca si propone di tracciare un possibile percorso interpretativo che portò alla realizzazione in Italia delle sale da concerto. I capisaldi di questo disegno vanno dal sorgere dei primi fenomeni spontanei di associazionismo legato all’esecuzione musicale nei cafè e nelle birrerie, fino alla costruzione delle prime sale da concerto in seno alle scuole di musica: licei musicali e regi conservatori. Il supporto e il sostegno di questo “viaggio” risiede nella intensa vita sociale che, dalla metà dell’Ottocento fino alla prima guerra mondiale, lentamente trovava un saldo legante nell’attività musicale. Dai fenomeni più istituzionali quali circoli e associazioni, a quelli più spontanei all’interno dei salotti borghesi l’esecuzione musicale, al pari dello scambio culturale e della trama politica, divenne il terzo polo di attrazione della vita sociale in Italia. La ricerca analizza inoltre il duplice legame che, da un punto di vista socio – architettonico, unisce architettura e società. Solo grazie alla graduale formazione di un pubblico colto e edotto circa le modalità sonore della musica strumentale, si formò la domanda e la necessità di costruire sale da concerto; solo grazie alla progressiva nascita di sale destinate all’esecuzione musicale, dapprima piccole e improvvisate, poi sempre più strutturate, fu possibile l’educazione del pubblico alla nuova musica cameristica proveniente dalla mitteleuropa. Il teatro principale di questo processo furono le grandi città capoluoghi del regno d’Italia. In modo particolare Milano e Napoli. A Milano la vita sociale si realizzava prevalentemente nei salotti, dominati però da un interesse particolare in ambito letterario e politico. A Napoli, il processo fu più complesso. Da un lato, le iniziative erano promosse da poche personalità ma di calibro nazionale ed internazionale attraverso pubblici concerti organizzati da associazioni musicali e salotti privati con lo specifico proposito di intrattenere gli ospiti per mezzo di un pianoforte; dall’altro lato, a queste spinte si affiancavano gli impulsi più ampi all’interno di café e teatri che facevano della musica il mezzo per attrarre clienti piuttosto che un fine per la formazione del pubblico. Solo infine, al termine di questo duplice processo nacquero in Italia le prime sale da concerto Il gusto era prevalentemente storicista. Gli architetti, sulla base di una committenza per la maggior parte privata, oscillavano tra i toni revivalistici e i colori delicati l’architettura di cosmesi. Ma il panorama fu variegato, e all’interno del coro spiccano episodi solistici di natura differente. Iniziò la poetica del Volume, dapprima decorato secondo i canoni di quell’horror vacui che mai ha abbandonato gli stilemi architettonici, in seguito il senso della materia e della profondità della massa assunse un peso sempre più preponderante. Il progetto di ricerca segue un meta-schema descrivibile attraverso la traccia di un piano cartesiano dove l’asse orizzontale indica le modalità della socialità, dell’associazionismo, dei luoghi di incontro, mentre l’asse delle ordinate rappresenta le esperienze architettoniche che accompagnano tali manifestazioni. Lungi dal considerare ogni fenomeno avulso dalla dinamica storica in cui si inserisce, il legame tra l’una e l’altra condizione è considerato l’articolazione storica e meta-storica che muove, e contemporaneamente accompagna, ogni sviluppo sociale e architettonico.

Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: Architettura, musica, sala da concerto, caffè, salotto, musica sinfonica, cameristica, caffè-concerto, auditorium, edificio musica, Conservatorio
Depositing User: Francesca Migliorini
Date Deposited: 09 Dec 2009 09:35
Last Modified: 30 Apr 2014 19:40
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/4103

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