Di Santi, Annalisa (2011) NUOVA PROSPETTIVA DI TERAPIA E ASPETTI ETICI NEL TRATTAMENTO DI NEOPLASIE LINFOIDI IN ETA’ PEDIATRICA. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Abstract

Nell’ambito della sperimentazione clinica, che viene svolta nei paesi industrializzati, si rende necessario porre una specifica attenzione ai criteri etici di riferimento affinché siano salvaguardati i beni e i valori umani fondamentali. Il rischio è che gli interessi commerciali possano nascondersi dietro gli interessi scientifici, danneggiando il benessere psichico del malato e la sua dignità di essere umano. Nei pazienti oncologici la sofferenza fisica, che rappresenta soltanto un sintomo della malattia, determina necessariamente un’alterazione della qualità di vita e può condizionare la vita di relazione. Tutto questo viene ovviamente amplificato quando il malato è un bambino che, talora, è incapace di esprimere, localizzare e quantificare la sua sofferenza. Gli oncologi pediatrici lamentano la mancanza di farmaci antitumorali studiati per i bambini, in considerazione del fatto che i chemioterapici utilizzati nei protocolli di cura degli adulti non sono spesso egualmente efficaci in età pediatrica. Le aziende farmaceutiche hanno poco interesse a sviluppare farmaci per la popolazione pediatrica oncologica per motivi di natura economica, dipendenti dalla esiguità del numero di pazienti pediatrici rispetto alla popolazione adulta. In generale la produzione di farmaci antitumorali alternativi trova resistenza nell’ambito della industria farmaceutica coinvolta nei profitti relativi al mercato dei chemio e radioterapici. Obiettivo primario del mio progetto di ricerca è stato, pertanto, la messa a punto di una terapia non tossica, o a ridotta citotossicità, per la cura delle neoplasie ematologiche in età pediatrica. In particolare l’obiettivo di tale progetto è stato, nella prima fase, testare l’efficacia d’azione, sulle cellule di Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), la patologia più frequente in età pediatrica, del peptide leader della rMnSOD (manganese superossido dismutasi ricombinante) quale carrier di citostatici (cisplatino ed epirubicina) allo scopo di ridurre la dose di citostatico necessaria per una efficace internalizzazione dello stesso nelle cellule tumorali e per ottenerne quindi la morte riducendo gli effetti collaterali. Nella seconda fase, è stata studiata l’azione, sulle cellule in coltura di LLA B e T ex vivo e su una linea stabilizzata, della r-MnSOD, una proteina isolata e sequenziata, per la prima volta, da cellule di liposarcoma umano (LSA) presso il laboratorio di Oncologia Sperimentale dell’Istituto dei Tumori di Napoli, G. Pascale, dal Dott. A. Mancini. Tale molecola ha dimostrato attività antitumorale su altri tipi di tumore. I dati ottenuti in questo lavoro hanno dimostrato che il peptide leader è un buon carrier di citostatici all’interno delle cellule leucemiche, tuttavia i citostatici legati al suddetto peptide non si sono rivelati efficaci nell’indurre la morte delle cellule leucemiche in coltura. Sarà necessario quindi, quale proseguimento della ricerca, testare l’azione di altri citostatici legati al peptide. L’utilizzo del peptide leader coniugato a dosi micro molari di un diverso citostatico, efficace nella LLA pediatrica, potrà, se confermato dai risultati, ottenere una riduzione notevole degli effetti collaterali migliorando la qualità di vita e la prognosi dei pazienti leucemici pediatrici ad alto rischio. Diversamente, il trattamento con l’intera molecola rMnSOD ha dimostrato sia la sua capacità di internalizzazione (dovuta alla presenza del peptide leader) nelle cellule leucemiche di LLA B e T in coltura, che la sua potente azione antitumorale, avendo indotto la morte di un alto numero di cellule leucemiche trattate. É stato, così, dimostrato l’effetto citotossico di tale proteina nei confronti delle cellule neoplastiche trattate e la mancanza di effetti tossici sulle cellule sane di controllo, sulle quali svolge, invece, una benefica ossigenazione. L’entità delle alterazioni morfologiche osservate in microscopia ottica ed elettronica nelle cellule trattate con rMnSOD alla concentrazione di 2 µg/mL ha suggerito che questa sia la concentrazione più efficace, tra quelle sperimentate. Tale dato è stato confermato dai risultati di biologia molecolare: è stata riscontrata, infatti, a seguito del suddetto trattamento, la massima espressione dei geni proapoptotici (Bax) e la minima espressione dei geni antiapoptotici (Bcl-2); ciò a conferma dell’attivazione della via apoptotica nelle cellule leucemiche. Pertanto, la rMnSOD potrebbe rivelarsi un efficace farmaco antitumorale, non tossico come i chemioterapici, per il trattamento delle leucemie ad alto rischio.

Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: nuova terapia, paziente oncologico, etica della chemioterapia, Leucemia Linfoide Acuta
Depositing User: Anna Tafuto
Date Deposited: 05 Dec 2011 10:17
Last Modified: 30 Apr 2014 19:46
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8529

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