De Masi, Luigi (2011) STUDIO DELLA RISPOSTA DELLA PIANTA DI POMODORO ALL’INTERAZIONE CON FUNGHI BENEFICI DEL GENERE TRICHODERMA. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Abstract

Gli organismi vegetali, nel loro ambiente naturale, interagiscono con numerosi microrganismi, alcuni dei quali potenzialmente dannosi perché patogeni, altri invece benefici poiché possono promuovere la crescita e attivare risposte naturali di difesa delle piante. I funghi rizosfera-competenti del genere Trichoderma, da tempo noti come agenti di biocontrollo dei fitopatogeni, sono di particolare interesse per la loro capacità di stabilire interazioni simbiotiche a livello dell’apparato radicale e di esercitare, quindi, un effetto di promozione della crescita (biofertilizzante) e di attivazione delle difese naturali delle piante nei confronti di stress biotici (biopesticida). Nonostante il notevole interesse per l’agricoltura biologica e a basso input, restano ancora da indagare i meccanismi molecolari attivati da Trichoderma e il ruolo del genotipo della pianta ospite nell’interazione con il fungo benefico. Durante la presente attività di ricerca è stata studiata la risposta di diversi genotipi di pomodoro, coltivato e selvatico, all’interazione con funghi benefici del genere Trichoderma, in termini sia di promozione della crescita sia di attivazione delle risposte sistemiche di difesa al patogeno Botrytis cinerea. È stata dimostrata, per la prima volta, l’esistenza di variabilità in pomodoro per la capacità di interazione con le due specie agenti di biocontrollo T. harzianum e T. atroviride. Infatti, mentre la maggior parte delle linee testate hanno mostrato una risposta benefica, in termini di incremento della crescita e resistenza sistemica indotta (ISR) contro il patogeno B. cinerea, altre hanno evidenziato una risposta nulla o addirittura negativa. Tali risultati suggeriscono la possibilità di utilizzare il miglioramento genetico per ottenere nuove linee di pomodoro con un’ottimizzata capacità a interagire con questi microrganismi benefici e, quindi, più indicate per condizioni di coltivazione biologica o a basso input. I risultati ottenuti relativamente all’attività trascrizionale di geni marcatori delle principali vie di segnale per la difesa (PR1b1, PR-P2, PIN1, PIN2, LoxA, LoxC e LoxD) hanno evidenziato che il fungo benefico è capace di indurre una risposta di lungo periodo, che si manifesta sotto forma di un’attivazione stabile legata alla produzione di acido salicilico, senza l’intervento di un patogeno. In seguito all’infezione con B. cinerea delle piante trattate con Trichoderma, è stato osservato un potenziamento dell’espressione di geni della via di difesa mediata dall’acido jasmonico, che hanno risposto più intensamente al patogeno (priming), in maniera dipendente dal genotipo della pianta. Questi risultati indicano che il meccanismo dell’induzione della resistenza sistemica attivato da Trichoderma in pomodoro è molto complesso. L’identificazione di differenze chiave tra i genotipi di pomodoro nella capacità di beneficiare di questa interazione simbiotica potrà contribuire all’individuazione di determinanti genetici della pianta coinvolti nell’interazione con il fungo benefico.

Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: resistenza sistemica indotta (ISR), biofertilizzazione, variabilità genetica.
Depositing User: Anna Tafuto
Date Deposited: 07 Dec 2011 22:07
Last Modified: 30 Apr 2014 19:48
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8884

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