Orabona, Manuel (2025) L’analisi multidimensionale delle frange periurbane: un framework per la lettura e la classificazione dei paesaggi marginali. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: L’analisi multidimensionale delle frange periurbane: un framework per la lettura e la classificazione dei paesaggi marginali
Autori:
Autore
Email
Orabona, Manuel
manuel.orabona@unina.it
Data: 11 Dicembre 2025
Numero di pagine: 402
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Biologia
Dottorato: Intelligenza artificiale Area Agrifood e ambiente
Ciclo di dottorato: 38
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Loreto, Francesco
phd-ai.agr@unina.it
Tutor:
nome
email
De Toro, Pasquale
[non definito]
Data: 11 Dicembre 2025
Numero di pagine: 402
Parole chiave: Analisi, GIS, Paesaggio
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/15 - Architettura del paesaggio
Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/21 - Urbanistica
Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/22 - Estimo
Informazioni aggiuntive: cellulare +39 3293960365 email alternativa:manuelorabona93@unina.it
Depositato il: 29 Dic 2025 15:54
Ultima modifica: 02 Set 2026 08:05
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16060

Abstract

La ricerca origina da un percorso di formazione e sperimentazione nel campo dell’urbanistica e del paesaggio, sviluppato attraverso studi e pratiche che hanno posto al centro il rapporto tra valore territoriale e forma insediativa, tra dimensione tangibile e intangibile del paesaggio. L’interesse per la correlazione tra morfologia fisica e struttura sociale dei luoghi ha orientato l’impianto del lavoro, portando a interpretare le trasformazioni contemporanee non solo come fenomeni spaziali, ma come espressioni complesse di interazione tra natura, società e progetto. Sviluppata nell’ambito del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale – Agrifood & Ambiente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la ricerca ha definito nei primi due anni – sotto la supervisione del Pasquale De Toro – il quadro teorico e metodologico di riferimento, chiarendo le relazioni tra pianificazione basata sull’evidenza, ecologia del paesaggio e processi di transizione urbano-rurale. Nel terzo anno, durante il periodo di ricerca presso la TU Delft guidato dal Daniele Cannatella, l’attività si è tradotta nello sviluppo del framework operativo e nella messa a punto di un sistema di automazione delle analisi spaziali, mediante regole computazionali esplicite che hanno reso ogni passaggio dell’analisi tracciabile, verificabile e riproducibile. L’indagine esplora il tema delle frange periurbane come campo privilegiato di osservazione delle dinamiche territoriali dell’Antropocene, in cui processi urbani, agricoli ed ecologici si sovrappongono generando forme ibride e instabili, spesso difficili da classificare con gli strumenti della pianificazione tradizionale. L’obiettivo non è la formulazione di un modello predittivo, ma la costruzione di un metodo scientificamente fondato e tecnicamente riproducibile per riconoscere, descrivere e interpretare questi paesaggi di transizione. Il metodo è implementato come workflow automatizzato di analisi spaziale basato su algoritmi open-source, definendo un sistema conoscitivo trasparente e adattivo, capace di integrare dimensioni morfologiche, ecologiche e insediative in un unico quadro interpretativo, mantenendo la centralità del giudizio umano nel controllo e nella validazione dei risultati. Le frange periurbane sono interpretate come dispositivi territoriali complessi, nei quali la forma urbana e la matrice agricola si intrecciano generando una duplice identità infrastrutturale e produttiva, ecologica e sociale. L’ibridazione le rende al tempo stesso vulnerabili e ricche di potenzialità, centrali per comprendere la relazione tra sistemi urbani e ambientali. La ricerca restituisce una visione multidimensionale delle frange attraverso un sistema di criteri e indicatori in grado di misurarne la complessità senza ridurla a categorie rigide o dicotomiche. Il cuore metodologico del lavoro è rappresentato da una matrice analitica articolata in sei dimensioni – paesaggistica, ambientale, insediativa, infrastrutturale, socioculturale ed economica – che organizza criteri, indicatori e metriche spaziali in un sistema coerente di lettura e valutazione. Ogni indicatore è tradotto in un flusso operativo automatizzato all’interno del Graphical Modeler di QGIS, dove le procedure di estrazione, intersezione e calcolo sono realizzate con algoritmi open-source, garantendo la piena trasparenza e interoperabilità dei risultati. La normalizzazione fuzzy consente di rappresentare la gradualità dei fenomeni, mentre la Principal Component Analysis (PCA) riduce la complessità informativa individuando le variabili guida nella definizione delle strutture di frangia. L’applicazione sperimentale, condotta nell’area dei Campi Flegrei, ha permesso di verificare la robustezza e la scalabilità del metodo, traducendo in forma empirica la struttura logica del modello. Le cinque frange analizzate sono state considerate come unità di osservazione, consentendo di leggere la diversità interna dei paesaggi di margine. L’analisi delle componenti principali ha evidenziato due assi interpretativi fondamentali: il primo, associato alla continuità ecologica e alla permeabilità infrastrutturale, descrive il grado di connessione tra le parti del territorio; il secondo, legato alla frammentazione insediativa e alla pressione urbana, esprime l’intensità delle trasformazioni e la perdita di coerenza morfologica. I risultati mostrano come le frange periurbane dei Campi Flegrei presentino elevata eterogeneità interna e una correlazione positiva e significativa tra permeabilità ecologica e grado di vulnerabilità insediativa. La ricomposizione valutativa ha tradotto questi risultati in una forma di conoscenza applicabile, capace di visualizzare le relazioni tra indicatori, componenti principali e obiettivi di rigenerazione sostenibile. In questo modo, la sintesi tra PCA e suitability non si limita a produrre una graduatoria, ma costruisce un dispositivo di lettura che restituisce la complessità del sistema territoriale e ne orienta le traiettorie di trasformazione. Il valore innovativo e disciplinare della ricerca risiede nella formalizzazione di un metodo operativo aperto e replicabile, capace di tradurre la complessità territoriale in un linguaggio calcolabile e verificabile, senza rinunciare alla dimensione critica e progettuale dell’urbanistica e del paesaggio. Il workflow sviluppato inaugura un percorso verso una GeoAI intesa come evoluzione del sapere geografico-computazionale, orientata a forme di intelligenza territoriale aumentata fondate su dati accessibili, regole esplicite e trasparenza epistemica. In questa prospettiva, la tecnologia non sostituisce il giudizio ma lo rende esplicito e lo rafforza, permettendo di costruire conoscenza condivisa, verificabile e aperta all’aggiornamento continuo. Il metodo proposto è estensibile ad altri contesti territoriali e può supportare processi decisionali orientati alla rigenerazione sostenibile. In conclusione, lo studio elabora una sintassi analitica e cognitiva per la conoscenza dei paesaggi marginali, restituendo al paesaggio la sua duplice natura di costruzione fisica e culturale. L’automazione delle analisi spaziali, orientata a principi di apertura, tracciabilità e responsabilità, diviene strumento di un’intelligenza territoriale condivisa, capace di coniugare rigore scientifico, sensibilità progettuale e valore pubblico della conoscenza. La ricerca rappresenta così un passaggio verso una nuova forma di sapere territoriale, fondata sull’integrazione fra dimensione umana e computazionale, capace di rendere il paesaggio non solo oggetto di analisi, ma campo attivo di apprendimento, progetto e innovazione collettiva.

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