Caiazzo, Antonio (2026) Tra «onesta fortuna» e «felicità de’ popoli». Economia politica, storia e filosofia nella biografia di Vincenzo Cuoco. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Tra «onesta fortuna» e «felicità de’ popoli». Economia politica, storia e filosofia nella biografia di Vincenzo Cuoco
Autori:
Autore
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Caiazzo, Antonio
antonio.caiazzo2@unina.it
Data: 9 Giugno 2026
Numero di pagine: 283
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Studi Umanistici
Dottorato: Scienze filosofiche
Ciclo di dottorato: 38
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Donise, Anna
anna.donise@unina.it
Tutor:
nome
email
De Francesco, Antonino
[non definito]
Conte, Domenico
[non definito]
Girard, Pierre
[non definito]
Data: 9 Giugno 2026
Numero di pagine: 283
Parole chiave: «Onesta fortuna» «Felicità de’ popoli» Economia politica
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-FIL/06 - Storia della filosofia
Informazioni aggiuntive: Appartengo al ciclo 38
Depositato il: 19 Giu 2026 10:41
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:37
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16118

Abstract

La ricerca ricostruisce il pensiero e la biografia intellettuale di Vincenzo Cuoco (1770-1823) attraverso due linee di ricerca intrecciate. L'approccio biografico, ritenuto metodologicamente imprescindibile, si articola attorno a due nuclei tematici portanti: l'«onesta fortuna» — l'esigenza di affermazione individuale e sociale — e la «felicità de' popoli» — l'obiettivo politico ereditato dal magistero genovesiano e rielaborato alla luce delle rivoluzioni francese e napoletana. Il punto di connessione tra i due temi costituisce il luogo in cui biografia e storiografia si saldano, rivelando l'unità profonda dell'opera cuochiana. La prima linea di ricerca segue il nesso tra elaborazione teorica e azione di governo lungo le quattro fasi della vita del Molisano: la formazione nella Napoli borbonica; l'esilio milanese (1800-1806); il ritorno durante il Decennio napoleonico (1806-1815), con i grandi scontri istituzionali su feudalità e istruzione pubblica; gli ultimi anni (1815-1823), segnati dal fallimento dell'impresa murattiana e da una progressiva paralisi psichica letta attraverso la categoria cuochiana di «rilasciatezza». La seconda linea evidenzia come lo storicismo cuochiano nasca da una continua osmosi tra prassi e teoria, approfondendo il programma genovesiano della «filosofia tutta di cose» come fondamento della visione cuochiana del sapere, e la dimensione economico-politica dello storicismo di Cuoco — con particolare attenzione allo statuto epistemologico della statistica e alla lettura della Ricchezza delle Nazioni di Smith in polemica con il liberismo astratto di Melchiorre Gioia, aspetto finora trascurato dalla critica. Ne emerge il ritratto di un pensatore capace di una sintesi originale tra rigore teorico e analisi storica concreta, il cui contributo alla storia del pensiero politico europeo risiede nel continuo movimento osmotico tra politica, storia e vita.

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