Minichino, Adriano (2025) Indagini eco-epidemiologiche sulla fauna selvatica: il ruolo del CRAS “Federico II”. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Indagini eco-epidemiologiche sulla fauna selvatica: il ruolo del CRAS “Federico II”
Autori:
Autore
Email
Minichino, Adriano
adriano.minichino@unina.it
Data: 11 Dicembre 2025
Numero di pagine: 176
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Medicina Veterinaria e Produzioni Animali
Dottorato: Scienze veterinarie
Ciclo di dottorato: 38
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
De Girolamo, Paolo
paolo.degirolamo@unina.it
Tutor:
nome
email
Fioretti, Alessandro
[non definito]
Data: 11 Dicembre 2025
Numero di pagine: 176
Parole chiave: wildlife, disease surveillance, public health,
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 07 - Scienze agrarie e veterinarie > VET/05 - Malattie infettive degli animali domestici
Informazioni aggiuntive: Afferente al 38mo ciclo
Depositato il: 23 Dic 2025 11:38
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:37
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16129

Abstract

I Centri di Recupero della Fauna Selvatica (CRAS) possono essere considerati piattaforme strategiche One Health, in cui attività cliniche, necroscopiche e di laboratorio producono flussi informativi integrabili per la conservazione della biodiversità e la tutela della salute pubblica. A partire dall’esperienza del CRAS “Federico II” di Napoli, viene mostrata la possibilità di trasformare la routine assistenziale in un sistema di sorveglianza ecologico-sanitaria. Il lavoro si articola in sei capitoli: analisi dell’irruzione invernale della gazza marina (Alca torda) nel Mediterraneo e delle strategie trofiche; quantificazione e caratterizzazione di macro- e microplastiche in diversi distretti tissutali mediante FTIR-ATR; descrizione del primo isolamento in Campania di Photobacterium damselae subsp. damselae con implicazioni zoonotiche; valutazione dell’esposizione di mammiferi terrestri ricoverati a un ampio spettro di agenti infettivi e parassitari; proposta di un modello operativo per il monitoraggio ambientale della resistenza antimicrobica basato su campionamenti non invasivi e strumenti computazionali; e definizione di prevalenza e profili fenotipici di resistenza (ESKAPE e altre Enterobacterales) in uccelli selvatici campani. Nel complesso emerge il ruolo dei CRAS come osservatori permanenti capaci di fornire segnali precoci su contaminanti, patogeni emergenti e resistenza antimicrobica, con ricadute operative per la valutazione del rischio e la sanità pubblica integrata.

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