Peluso, Gianfranco (2026) L’intelligenza artificiale tra contratto di lavoro e organizzazione. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: L’intelligenza artificiale tra contratto di lavoro e organizzazione
Autori:
Autore
Email
Peluso, Gianfranco
gianfranco.peluso@unina.it
Data: 10 Febbraio 2026
Numero di pagine: 170
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Biologia
Dottorato: Intelligenza artificiale Area Agrifood e ambiente
Ciclo di dottorato: 38
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Loreto, Francesco
francesco.loreto@unina.it
Tutor:
nome
email
Tebano, Laura
[non definito]
Data: 10 Febbraio 2026
Numero di pagine: 170
Parole chiave: Intelligenza artificiale; obblighi datoriali; obbligazione lavorativa.
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/07 - Diritto del lavoro
Informazioni aggiuntive: Sede di lavoro: Dipartimento di Giurisprudenza. Ciclo di dottorato: 38esimo.
Depositato il: 25 Feb 2026 13:42
Ultima modifica: 08 Ago 2026 03:34
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16228

Abstract

La tesi analizza l’impatto delle applicazioni di intelligenza artificiale sul rapporto di lavoro, assumendo come chiave di lettura la dicotomia contratto-organizzazione. La prospettiva adottata propone di leggere tale dicotomia con riferimento alle posizioni passive di entrambe le parti del rapporto: gli obblighi gravanti sul datore di lavoro e l’area del debito del lavoratore. L’approccio muove dalla constatazione che il dibattito sulla dicotomia ha tradizionalmente assunto rilievo in relazione all’area del debito del lavoratore, mentre per la posizione datoriale ha avuto valenza prevalentemente in chiave attiva, ossia riguardo ai poteri. Si sostiene, invece, che al potere di organizzazione debba corrispondere una speculare responsabilità di organizzazione. L’indagine è circoscritta alla dimensione individuale del rapporto. Rimane esclusa la dimensione collettiva e sullo sfondo il lavoro mediante piattaforme digitali, sebbene le manifestazioni fenomeniche registratesi in quest’ultimo ambito si stiano progressivamente estendendo ai contesti produttivi tradizionali, oggetto della ricerca. Il primo capitolo inquadra il fenomeno, mettendo in relazione i linguaggi dei tecnici e dei giuristi nella definizione di intelligenza artificiale e distinguendo tra applicazioni di IA che organizzano il lavoro e applicazioni di IA che generano output lavorativi. Il secondo capitolo esamina gli obblighi introdotti in capo al datore di lavoro sul piano europeo – a partire dall’AI Act e dal suo approccio basato sul rischio – e su quello nazionale, evidenziando un quadro caratterizzato da obblighi dai confini incerti e da profili di autoreferenzialità nell’impianto regolatorio. Il terzo capitolo analizza le ricadute sull’area del debito del lavoratore: per le applicazioni che organizzano il lavoro, ci si interroga sulla riconducibilità al debito dei dati trasferiti all’infrastruttura tecnologica e sulla tensione espansiva determinata dagli output algoritmici; per le applicazioni di IA che generano contenuti, si esaminano le diverse configurazioni d’uso e le relative implicazioni sulla condotta diligente.

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