Pizzo, Francesco (2025) Profilo immunologico e marcatori infiammatori nei cani con malattia mixomatosa della valvola mitrale. [Tesi di dottorato]
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| Tipologia del documento: | Tesi di dottorato |
|---|---|
| Lingua: | Italiano |
| Titolo: | Profilo immunologico e marcatori infiammatori nei cani con malattia mixomatosa della valvola mitrale |
| Autori: | Autore Email Pizzo, Francesco francesco.pizzo95@libero.it |
| Data: | 11 Febbraio 2025 |
| Numero di pagine: | 119 |
| Istituzione: | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Dipartimento: | Medicina Veterinaria e Produzioni Animali |
| Dottorato: | Scienze veterinarie |
| Ciclo di dottorato: | 37 |
| Coordinatore del Corso di dottorato: | nome email De Girolamo, Paolo paolo.degirolamo@unina.it |
| Tutor: | nome email Piantedosi, Diego [non definito] Cortese, Laura [non definito] |
| Data: | 11 Febbraio 2025 |
| Numero di pagine: | 119 |
| Parole chiave: | Malattia mixomatosa della valvola mitrale, cane, profilo immunologico, citochine, infiammazione. |
| Settori scientifico-disciplinari del MIUR: | Area 07 - Scienze agrarie e veterinarie > VET/08 - Clinica medica veterinaria |
| Informazioni aggiuntive: | 37° Ciclo di dottorato in Scienze Veterinarie |
| Depositato il: | 17 Feb 2025 10:07 |
| Ultima modifica: | 09 Ago 2026 06:06 |
| URI: | https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16731 |
Abstract
Lo scompenso cardiaco attualmente non è considerato soltanto come una condizione di squilibrio emodinamico, ma anche uno stato infiammatorio. Nell’uomo è stato dimostrato che le citochine pro-infiammatorie (ad esempio, TNF-α, IL-1 e IL-6) sono elevate in corso di insufficienza cardiaca congestizia (CHF), contribuendo allo sviluppo di rimodellamento cardiaco e, quindi, alla disfunzione sistolica e diastolica. La malattia mixomatosa della valvola mitrale (MMVD) è la condizione patologica cardiaca acquisita più frequente nella specie canina ed è responsabile di CHF. Il coinvolgimento del sistema immunitario, nonché l’attivazione dei meccanismi infiammatori nei cani con CHF dovuta a MMVD, non sono stati ancora studiati in modo approfondito. La presente tesi si compone di due parti sperimentali. Nella prima parte è stato indagato il profilo immunologico e i livelli sierici delle citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-1β e IL-6) in cani con MMVD a diverso stadio clinico, e suddivisi in base agli stadi indicati dalle linee guida dell’American College of Veterinary Internal Medicine (ACVIM, 2019). Sono stati inclusi nello studio 36 cani MMVD e 2 gruppi di controllo di animali sani (gruppo CTR 1:11 cani giovani; gruppo CTR 2:12 cani anziani). I nostri risultati mostrano che nei cani con MMVD, nonostante sia stato osservato un aumento delle cellule T CD8+ CD3+ tipico dei soggetti anziani, la percentuale di linfociti T CD4+ CD3+ appariva più elevata nelle forme avanzate di malattia (stadio C-D) in confronto ai cani sani anziani (p < 0.05), suggerendo che la risposta pro-infiammatoria mediata dai linfociti T, potrebbe essere attiva nelle fasi avanzate della MMVD. Inoltre, gli animali cardiopatici hanno presentato una percentuale di Treg significativamente più alta rispetto ai sani cani anziani (p < 0.0005) e paragonabile a quella riscontrata nei cani sani giovani, suggerendo la presenza un meccanismo omeostatico di immunoregolazione, volto a ridurre i potenziali meccanismi fisiopatologici coinvolti nella CHF e il danno tissutale immunomediato a livello cardiaco. Infine, le citochine pro-infiammatorie apparivano aumentate significativamente in rapporto alla gravità della malattia nei cani MMVD (p < 0.01), suggerendo una maggiore attivazione infiammatoria nelle fasi più avanzate. Nella seconda parte sperimentale della tesi, sono stati indagati, in cani con MMVD a diverso stadio clinico, alcuni marcatori infiammatori (WBC, NLR, MLR, PLR) direttamente derivati dall’esame emocromocitometrico, e per tale ragione semplici ed economici da determinare. Lo studio è stato condotto su 87 cani affetti da MMVD. L’analisi statistica non ha evidenziato differenze significative tra NLR, MLR e PLR tra i cani con MMVD suddivisi secondo la classificazione ACVIM. Sebbene sia stato riscontrato un trend di aumento tra gli stadi ACVIM per quanto riguarda la conta assoluta di WBC e monociti non si osservava una differenza significativa (WBC: P = 0.061; monociti: P = 0.085). Inoltre, nella popolazione generale dei cani cardiopatici sono state riscontrate interessanti correlazioni tra i parametri ematologici indagati e alcune variabili ecocardiografiche (LVIDdN vs. WBC, p = 0.009; LVIDdN vs. monociti, p = 0.032; LVIDsN vs. monociti, p = 0.021; LVIDdN vs. neutrofili, p = 0.046; LVIDdN vs. PLR, p = 0.021; La/Ao vs. WBC, p = 0.025; La/Ao vs. monociti, p = 0.001; La/Ao vs. MLR, p = 0.015). In conclusione, i risultati della presente tesi, sebbene ottenuti su un numero ridotto di animali, mostrano una disfunzione del sistema immunitario e una attivazione citochinica nei cani con MMVD in fase avanzata e quindi con maggiore compromissione emodinamica. Queste evidenze possono rappresentare il presupposto di ulteriori studi, il cui orizzonte dovrebbe essere la soppressione dell’attivazione citochinica in corso di CHF del cane attraverso l’impiego di farmaci. Infine, per quanto riguarda NLR, MLR e PLR i nostri dati confermano che sono parametri ematologici semplici da ottenere ed economici, ma sono necessari ulteriori studi su un numero più ampio di cani con MMVD prima di poterli considerare come test aggiuntivi utili per la diagnosi e prognosi della CHF del cane nella pratica clinica.
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