Ventura, Mariangela Matilde (2025) Femminilizzare la terra, disciplinare le donne. La massaia rurale, la nazione e l’impero nelle riviste fasciste (1925-1942). [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Femminilizzare la terra, disciplinare le donne. La massaia rurale, la nazione e l’impero nelle riviste fasciste (1925-1942)
Autori:
Autore
Email
Ventura, Mariangela Matilde
mariangela.ventura94@gmail.com
Data: 19 Giugno 2025
Numero di pagine: 259
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Studi Umanistici
Dottorato: Mind, gender and languages
Ciclo di dottorato: 37
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Bacchini, Dario
dario.bacchini@unina.it
Tutor:
nome
email
Bini, Elisabetta
[non definito]
Giuliani, Gaia
[non definito]
Data: 19 Giugno 2025
Numero di pagine: 259
Parole chiave: massaia rurale; fascismo; propaganda; identità nazionale; bianchezza mediterranea; ecofemminismo; studi postcoloniali; razzializzazione
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/04 - Storia contemporanea
Area 14 - Scienze politiche e sociali > SPS/01 - Filosofia politica
Area 14 - Scienze politiche e sociali > SPS/07 - Sociologia generale
Informazioni aggiuntive: 37° CICLO
Depositato il: 18 Nov 2025 13:05
Ultima modifica: 09 Ago 2026 06:08
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16797

Abstract

La tesi analizza la costruzione della figura della massaia rurale all’interno della propaganda fascista, mettendone in luce il ruolo centrale nel progetto di nazionalizzazione e colonializzazione promosso dal regime. Attraverso l’analisi di un ampio corpus di fonti coeve – tra cui riviste ufficiali, materiali iconografici e fonti normative – la ricerca evidenzia come la massaia rurale, in particolare quella meridionale, sia stata rappresentata come figura ideale di femminilità nazionale, disciplinata, produttiva e devota, funzionale alla stabilizzazione di un ordine patriarcale, autarchico e razzializzato. L’approccio teorico adottato combina strumenti dell’ecofemminismo, degli studi postcoloniali e dei Subaltern Studies, per indagare le intersezioni tra genere, razza, classe e territorio nella costruzione discorsiva dell’identità italiana durante il Ventennio. La tesi dimostra come la naturalizzazione della donna rurale nella propaganda fascista abbia operato una duplice funzione: glorificare la subordinazione femminile in patria e proiettarla nello spazio coloniale come modello civilizzatore, contribuendo alla rappresentazione dell’italianità come bianca, rurale e moralmente superiore.

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