SILVESTRI, ALESSANDRO (2026) Genealogia dell’accertamento: tra sogno burocratico e realtà dei diritti. La sfida del modello dei diritti umani e la dignità del rischio come totem di cittadinanza. [Tesi di dottorato]
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| Tipologia del documento: | Tesi di dottorato |
|---|---|
| Lingua: | Italiano |
| Titolo: | Genealogia dell’accertamento: tra sogno burocratico e realtà dei diritti. La sfida del modello dei diritti umani e la dignità del rischio come totem di cittadinanza |
| Autori: | Autore Email SILVESTRI, ALESSANDRO silver.alessandro91@gmail.com |
| Data: | 10 Giugno 2026 |
| Numero di pagine: | 138 |
| Istituzione: | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Dipartimento: | Scuola Superiore Meridionale |
| Dottorato: | Law and organizational studies for people with disability (SSM) |
| Ciclo di dottorato: | 37 |
| Coordinatore del Corso di dottorato: | nome email SICCA, LUIGI MARIA lumsicca@unina.it |
| Tutor: | nome email SALVATORE, BARBARA [non definito] |
| Data: | 10 Giugno 2026 |
| Numero di pagine: | 138 |
| Parole chiave: | Genealogia; Accertamento disabilità; Gatekeeping |
| Settori scientifico-disciplinari del MIUR: | Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/01 - Diritto privato |
| Informazioni aggiuntive: | sono del 37° ciclo |
| Depositato il: | 15 Giu 2026 10:10 |
| Ultima modifica: | 12 Ago 2026 05:38 |
| URI: | https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16903 |
Abstract
Lungo il percorso della presente ricerca si indaga l’accertamento della condizione di disabilità non con il cristallino della procedura ad elevata competenza tecnica e neutrale, bensì come dispositivo di governo ad alto impatto escludente nella platea di persone che pretende di descrivere e categorizzare. Mutuando un approccio genealogico proprio di Michel Foucault, il lavoro tenta di decostruire l'evoluzione della valutazione, rintracciandone le radici nel passaggio dalla carità morale delle Poor Laws alla perizia tecnica del corpo consolidatasi con l'invalidità di guerra. Tale traiettoria ha trasformato il corpo in un oggetto di misurazione clinica, istituzionalizzando il modello medico come filtro d'accesso ai diritti sociali nel Welfare State. Muovendo al cuore della tesi, si analizza la profonda tensione tra questo paradigma tradizionale e il modello dei diritti umani introdotto dalla Convenzione ONU (CRPD), che ridefinisce la disabilità come l'esito dinamico dell'interazione tra menomazioni e barriere ambientali. Nonostante la ratifica della CRPD, la ricerca evidenzia come la Path Dependence e il fenomeno dell'institutional layering agiscano da potenti freni, permettendo alla logica del deficit di persistere sotto nuove vesti semantiche. Questa resistenza istituzionale emerge con chiarezza nell’analisi comparata tra Italia, Danimarca e Lettonia. Mentre l'Italia è caratterizzata da un’ipertrofia medico-legale centrata sulla "capacità lavorativa generica" e sulle tabelle percentualistiche, la Danimarca subordina la tutela a una condizionalità attivante legata alla work ability, e la Lettonia fatica a superare l'eredità post-sovietica dei "Gruppi" di invalidità. Un'attenzione specifica è dedicata alla recente riforma italiana (Legge 227/2021 e D.Lgs. 62/2024), che tenta di superare il modello burocratico attraverso l’unificazione dei procedimenti e l’introduzione di strumenti come il WHODAS 2.0. L'obiettivo è la transizione verso una valutazione multidimensionale finalizzata alla redazione di un "Progetto di Vita" individuale e partecipato, volto a mappare i sostegni necessari e gli accomodamenti ragionevoli anziché limitarsi a quantificare un danno biologico. In conclusione, la tesi sostiene che il superamento del gatekeeping difensivo richiede una riconfigurazione politica del welfare, trasformando l’accertamento da sbarramento amministrativo a dispositivo di abilitazione. Solo attraverso tale metamorfosi sarà possibile garantire l’uguaglianza sostanziale, spostando l'asse dell'intervento pubblico dalla "riparazione" del deficit alla promozione dell’autodeterminazione e della piena cittadinanza sociale.
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