Scamardella, Marianna (2025) Gli altri scrittoi: retorica e stile tra pubblicistica e letteratura della Napoli dalla fine degli anni '70 ai primi anni '90 del Novecento. Interpretazioni critiche, filologiche e ricerche sul campo. [Tesi di dottorato]
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| Tipologia del documento: | Tesi di dottorato |
|---|---|
| Lingua: | Italiano |
| Titolo: | Gli altri scrittoi: retorica e stile tra pubblicistica e letteratura della Napoli dalla fine degli anni '70 ai primi anni '90 del Novecento. Interpretazioni critiche, filologiche e ricerche sul campo |
| Autori: | Autore Email Scamardella, Marianna mariannascamardella96@gmail.com |
| Data: | 7 Dicembre 2025 |
| Numero di pagine: | 683 |
| Istituzione: | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Dottorato: | Filologia moderna |
| Ciclo di dottorato: | 38 |
| Coordinatore del Corso di dottorato: | nome email Alfano, Giancarlo giancarlo.alfano@unina.it |
| Tutor: | nome email de Cristofaro, Francesco [non definito] |
| Data: | 7 Dicembre 2025 |
| Numero di pagine: | 683 |
| Parole chiave: | letteratura; giornalismo; Novecento; critica letteraria |
| Settori scientifico-disciplinari del MIUR: | Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-FIL-LET/14 - Critica letteraria e letterature comparate |
| Informazioni aggiuntive: | Specifico che appartengo al ciclo XXXVIII |
| Depositato il: | 19 Dic 2025 12:42 |
| Ultima modifica: | 02 Set 2026 08:09 |
| URI: | https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/17057 |
Abstract
Oggetto della tesi è la dialettica - una dialettica che è, in uno, formale, culturale e lato sensu politica tra giornalismo e letteratura, indagata attraverso il caso di studio della intersezione tra la pubblicistica e la narrativa nella Napoli del secondo Novecento. Al centro dell’indagine - con una declinazione propriamente comparatistica e nella direzione della teoria della letteratura - nel lavoro si è inteso mettere in relazione nomi diversi di scrittori e intellettuali che hanno vissuto a Napoli, documentare un percorso condiviso culturale, d’amicizia, di lavoro. A voci di romanzieri - giornalisti quali Prisco, Rea, Pomilio, La Capria - si alternano quelle di critici - accademici che hanno insegnato a Napoli: in primis la critica militante di Giancarlo Mazzacurati e Vittorio Russo e, ancor prima, il magistero di Salvatore Battaglia. A tal proposito, tra i vari aspetti contemplati nella ricerca, un’attenzione particolare è rivolta al piano stilistico, tenendo presente che gli autori studiati (fatto salvo il caso di Compagnone) non nascono come giornalisti. Non stupisce, allora, che negli articoli considerati nello spoglio si possa constatare la presenza di moltissime figure retoriche o considerazioni idiosincratiche, che trascendono il dato fattuale e “oggettivo” tipico del notiziario. La ricostruzione del contesto sociale e culturale è avvenuta all’interno del «campo letterario» prendendo in considerazione ‘pezzi’ satirici, romanzi e racconti in colonna, conversazioni immaginarie con scrittori ottocenteschi, riscritture di fiabe popolari in chiave socio-politica. In questo senso è stato interessante analizzare le funzioni stesse della letteratura, con le relative, molteplici implicazioni teoriche e, in molti casi, la loro ricaduta sulla politica («la connessione tra poetica e politica avviene all’interno di un unico sistema comune che unisce i due livelli del reale e dell’immaginario»: G. Guglielmi, L’invenzione della letteratura. Modernismo e avanguardia, Napoli, Liguori, 2001, p. 23). L’obiettivo è stato quello di giungere a una “critica del giornalismo letterario” costruita principalmente su tre linee: la sociologia dello scrittore, il contenuto sociale (e ideologico) delle opere stesse e l’influenza della letteratura sulla società. Il periodo di riferimento della ricerca - partito dalla fine degli anni Settanta (“il secondo tempo” della Giunta Valenzi) - è giunto ai primi anni Novanta (inizio del primo mandato di Antonio Bassolino), offrendo una nuova panoramica di circa un ventennio della cultura militante attiva napoletana, mostrando però dettagliati riferimenti extra testuali a opere straniere e autori che sono stati modelli indispensabili. In particolare, durante il terzo anno di ricerca, uno studio mirato alle narrazioni in volume e sui giornali, ha permesso di indagare interessanti consonanze tra gli autori napoletani e altri scrittori non italiani. Sono stati portati alla luce punti di contatto tra la narrativa di Rea e Faulkner, richiami intertestuali tra le prose brevi di Prisco e i racconti di Mansfield o, ancora, espliciti richiami al naturalismo di Flaubert e Zola fino al verismo di Verga negli scritti di Pomilio. La terza parte della tesi ha poi visto uno studio rivolto al fondo Ortese dove sono emerse importanti carte che riflettono il ritratto dell’autrice ricostruendone - oltre che la sua attività di scrittura narrativa e giornalistica - anche la personalità attraverso tappe del proprio vissuto tra difficoltà e successi. Alle dure problematiche economiche riconducibili ai pochi profitti della scrittura, la scrittrice dichiara: «Con alcuni editori sono in un rapporto che dà speranza» (Lettera a Giuliano Amato, Rapallo, 10 ottobre ‘86). Eppure, a causa del «grande problema Denaro» sono emerse lettere al sindaco in cui l’autrice chiede «ancora più tempo» prima di trasferirsi (Lettera a Mauro Cordano, Rapallo, 27 ottobre ’86), a Francesco Cossiga, a Craxi, a Luigi Di Chiara a cui confida il timore di «finire sul lastrico», a Maria Luisa Gubitosi con la quale condivide i propri sacrifici «a prova delle mie ricerche di sistemazione» (Lettera a Maria Luisa Gubitosi, Rapallo, 25 ottobre ’86), al Dr. Harold Kahnemann dichiarandogli di sentirsi «una mosca in una ragnatela» (Lettera a Harold Kaknemann, Rapallo, 12 novembre ’86). Non mancando un’attenzione filologica rivolta alla scrittura di Ortese dove pagine dattiloscritte rilevano significative varianti, aggiunte e correzioni rispetto agli autografi ricopiati a mano, è stato possibile ricostruire il difficile rapporto tra Ortese e il giornalismo, fatto per lo più di necessità di guadagno e difficoltà di aderenza al reale. Le testimonianze di “contatto” sono avvenute conducendo ricerche principalmente su quotidiani e riviste presenti, su supporto cartaceo o digitalizzati, in Biblioteche ed Istituzioni culturali di Napoli e Roma: tra le altre, l’Archivio di Stato, la Biblioteca Nazionale Centrale, l’Emeroteca Tucci. Si sono poi estese alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, al Centro manoscritti di Pavia e all’University of Savoy Mont-Blanc Chambéry. Di grande utilità per la consultazione di alcuni fondamentali testi di riferimento (opere biografiche, saggistiche e di approfondimento critico e bibliografico) è risultata utile la Biblioteca presente presso la Casa delle Letterature di Roma.
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