Grieco, Daphne (2024) Petrarchini prima del “petrarchino”: la tradizione manoscritta quattrocentesca del Canzoniere da mano. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Petrarchini prima del “petrarchino”: la tradizione manoscritta quattrocentesca del Canzoniere da mano
Autori:
Autore
Email
Grieco, Daphne
daphne.grieco@unina.it
Data: 2024
Numero di pagine: 782
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: ARRAY(0x564885574a58)
Dottorato: Testi, tradizioni e culture del libro. Studi italiani e romanzi
Ciclo di dottorato: 35
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Mazzucchi, Andrea
andrea.mazzucchi@unina.it
Tutor:
nome
email
Cursi, Marco
[non definito]
Guérin, Philippe
[non definito]
Data: 2024
Numero di pagine: 782
Parole chiave: Petrarca; petrarchismo; manoscritto umanistico; manuscript studies; storia del libro; Rinascimento.
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/09 - Paleografia
Depositato il: 10 Ago 2026 19:51
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:39
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/17152

Abstract

Il presente lavoro di tesi analizza la fortuna di un modello codicologico poco conosciuto della tradizione dei Rerum vulgarium fragmenta di Francesco Petrarca, ovvero quello costituito dai codici “da mano” dell’opera, qui denominati “petrarchini”. La ricerca è stata strutturata in tre sezioni e un catalogo di manoscritti. Nella prima, si è cercato di ricostruire, attraverso il vaglio della bibliografia sul tema, le premesse per l’evoluzione della forma-libro Canzoniere dal Vaticano Latino 3195 all’edizione di Aldo Manuzio del 1501. Dunque, è stato isolato un corpus di 69 manoscritti di taglia piccola, analizzati tanto da un punto di vista codicologico-paleografico quanto in relazione ai circuiti di produzione e di circolazione libraria. Lo sguardo è stato poi rivolto alla Francia, Paese nel quale, dopo l’Italia, le opere petrarchesche conobbero un successo maggiore: si è dunque proceduto al vaglio dei codici dei Fragmenta ivi conservati, in numero di 26, nel tentativo di rintracciare i testimoni arrivati precocemente oltralpe e verificarne l’influenza o meno sulla produzione manoscritta locale. Quest’ultima è testimoniata da 28 manoscritti veicolanti diverse traduzioni in francese dei Trionfi, tradotti già a partire dagli anni ’70 del Quattrocento (per il Canzoniere bisognerà attendere il XVI secolo): anch’essi sono stati oggetto di approfondimento e analisi, con qualche novità rispetto allo stato attuale degli studi. Il catalogo raccoglie infine le descrizioni analitiche di tutti i petrarchini, mentre in appendice sono state poste le schede relative ai manoscritti francesi dei Fragmenta. Si offrono al lettore anche riproduzioni fotografiche degli esemplari analizzati.

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