Picarelli, Serena (2024) Note al margine: un’indagine sulla produzione dei manoscritti illustrati nel Trecento in Italia attraverso l’analisi delle istruzioni al miniatore. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Note al margine: un’indagine sulla produzione dei manoscritti illustrati nel Trecento in Italia attraverso l’analisi delle istruzioni al miniatore
Autori:
Autore
Email
Picarelli, Serena
serena.picarelli@unina.it
Data: 11 Marzo 2024
Numero di pagine: 586
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: ARRAY(0x56488550f810)
Dottorato: Testi, tradizioni e culture del libro. Studi italiani e romanzi
Ciclo di dottorato: 35
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Mazzucchi, Andrea
andrea.mazzucchi@unina.it
Tutor:
nome
email
Cursi, Marco
[non definito]
Watteeuw, Lieve
[non definito]
Manzari, Francesca
[non definito]
Data: 11 Marzo 2024
Numero di pagine: 586
Parole chiave: istruzioni al miniatore; illustrazione; manoscritti; Cristoforo Orimina; Dante Alighieri; Divina Commedia; miniatura
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/09 - Paleografia
Depositato il: 10 Ago 2026 19:51
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:39
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/17155

Abstract

Il seguente progetto di ricerca è finalizzato ad indagare un elemento cruciale per la progettazione e realizzazione dei manoscritti miniati e tuttavia ancora poco valorizzato: le indicazioni al miniatore. Si tratta di direttive elaborate dal concepteur del corredo iconografico del codice (come l’artista, il committente o il librario), vergate sul manufatto o su un supporto esterno e finalizzate a guidare la traduzione in immagini del testo. Tali direttive potevano presentarsi come descrizioni del soggetto iconografico (istruzioni scritte), disegni vergati al margine dello spazio da illustrare (istruzioni visive) o richiami alfanumerici o simbolici collegati a repertori di modelli visivi o di indicazioni scritte. Una volta utilizzati, tali dispositivi erano generalmente rimossi o camuffati; tuttavia essi sono fortunatamente sopravvissuti in un buon numero di manoscritti. Probabilmente a causa della loro natura effimera, tali ausili per gli artisti non sono ancora stati indagati sistematicamente – nonostante diversi saggi siano dedicati a singoli casi studio. A partire dalla consultazione della bibliografia sull'argomento e attraverso una ricerca ex novo è stato raccolto un corpus di circa 350 manoscritti, prevalentemente confezionati in epoca gotica in Europa occidentale e che trasmettono i principali tipi di istruzioni iconografiche. Dopo una disamina dello stato dell’arte e un tentativo di sistemazione cronologica di alcuni casi studio, nell’ottica della costituzione di una storia delle istruzioni al miniatore nell’illustrazione libraria occidentale, il primo capitolo fornisce una tassonomia di tali direttive iconografiche. Il secondo e il terzo capitolo sono dedicati all’analisi di due sotto corpora di manoscritti ritenuti particolarmente interessanti dal punto di vista dell’indagine del fenomeno. Il secondo capitolo è dedicato allo studio della produzione della bottega di Cristoforo Orimina, il principale miniatore di corte durante i regni di Roberto e di Giovanna d’Angiò. Tra i testimoni illustrati dalla bottega di Orimina sono emersi diversi esemplari corredati da istruzioni al miniatore che hanno permesso un’indagine dei metodi di lavoro dell’atelier napoletano. Il terzo capitolo approfondisce l’analisi della pianificazione dei primi cicli illustrati della Commedia dantesca attraverso lo studio di alcuni testimoni trecenteschi del poema corredati da istruzioni al miniatore.

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