Alfano, Ylenia Zaira (2015) LA LEGITTIMITA' DEL PROVVEDIMENTO IMPOSITIVO TRA DIRITTI FONDAMENTALI E LOGICA DI RISULTATO: RIFLESSIONI SULLA FONDATEZZA DELL'ACCERTAMENTO SINTETICO NELL'AMBITO DEI RAPPORTI CON L'ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Title: LA LEGITTIMITA' DEL PROVVEDIMENTO IMPOSITIVO TRA DIRITTI FONDAMENTALI E LOGICA DI RISULTATO: RIFLESSIONI SULLA FONDATEZZA DELL'ACCERTAMENTO SINTETICO NELL'AMBITO DEI RAPPORTI CON L'ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO
Creators:
CreatorsEmail
Alfano, Ylenia Zairaavvocato.alfanozaira@gmail.com
Date: 29 March 2015
Number of Pages: 230
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Giurisprudenza
Scuola di dottorato: Scienze giuridico-economiche
Dottorato: Istituzioni e politiche ambientali, finanziarie, previdenziali e tributarie
Ciclo di dottorato: 27
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Amatucci, Fabriziostudioamatucci@tin.it
Tutor:
nomeemail
Strianese, LoredanaUNSPECIFIED
Date: 29 March 2015
Number of Pages: 230
Uncontrolled Keywords: accertamento - provvedimento impositivo - invalidità - diritti fondamentali
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/12 - Diritto tributario
Date Deposited: 07 Apr 2015 12:31
Last Modified: 24 Sep 2015 12:43
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/10202
DOI: 10.6092/UNINA/FEDOA/10202

Abstract

Il tema dell'accertamento sintetico ha occupato, nei tempi recenti, campi sempre più ampi nell'ambito della ricerca tributaria, sospinto dalla prassi, dalla dottrina, dalla giurisprudenza interna ed europea insieme. Un tema che si è imposto all'attenzione dell'interprete, però, non come "oggetto di studio" ma, piuttosto, come soggetto attivo di uno studio che si è reso tanto poliedrico quanto interessante. Il lavoro di tesi analizza, in seconda battuta,lo strumento del redditometro, a mezzo del quale l'accertamento sintetico prevalentemente si realizza. Tale analisi ha posto problematiche così ampie e discussioni così critiche, da non poter non sollevare la curiosità di un giovane studioso. Più in particolare, i primi profili critici – anche grazie alla giurisprudenza locale – sono stati mossi con riferimento al diritto alla riservatezza il quale, ad una più attenta analisi, si muta tuttavia in qualsivoglia diritto di rango costituzionale ed europeo, diritti dei quali si è voluta verificare la tenuta rispetto all'esigenza del prelievo fiscale. In terza istanza,è stata compiuta un'indagine piuttosto approfondita in merito ai rapporti che effettivamente intercorrono tra l'ordinamento tributario e quello amministrativo. Più in particolare, nel corso del lavoro, si è deciso di voler presentare, seppur in maniera sintetica, la disciplina del procedimento prima, e del provvedimento amministrativo poi. Alla luce di quanto finora illustrato, va da sé che il presente lavoro di tesi utilizza il redditometro e, più in generale, l'accertamento sintetico – che pure sono oggetto di considerazioni piuttosto approfondite - come uno spunto d'indagine, quasi come un pretesto per poter compiere, così, più ampie valutazioni. Sia con riferimento ai "non agevoli rapporti" tra procedimento amministrativo e procedimento tributario; sia con riferimento al regime dell'invalidità dell'atto amministrativo e dell'atto impositivo; sia con riferimento alle ricadute pratiche che la riforma del 2005, attuata con la legge n. 15 dell'11 febbraio, ha determinato in seno all'uno ed all'altro procedimento. Prima, infatti, si è tentata la ricostruzione della disciplina dell'accertamento sintetico e del redditometro, facendo cenno alla normativa previgente ed illustrando quella attuale. Alcuni profili – come quelli relativi alla natura delle presunzioni operanti ed al conseguente regime probatorio – sono stati resi oggetto di considerazioni più ampie, anche, e soprattutto, per le loro ricadute operative in tema di difesa del contribuente. Quanto, poi, alla questione dell'invalidità dell'atto impositivo – letta alla luce della disciplina del provvedimento amministrativo – si è voluto principalmente dare conto dell'effettiva portata della norma dell'art. 21 octies della legge n. 241 del 7 agosto 1990, nella sua vigente formulazione, col fine di verificare le interessenze, anche applicative, della disciplina delle invalidità con il sistema posto dai principi generali dell'ordinamento in tema di legalità, e di imparzialità. Più in particolare, si è voluto dedicare uno spazio quasi autonomo, ma sempre tenendo fermi i "legami" con le restanti parti della ricerca, al principio del contraddittorio, e segnatamente del contraddittorio endo-procedimentale. Tale principio, infatti, ha trovato ingresso nel novero dei diritti fondamentali grazie alla giurisprudenza di respiro europeo e, da ultimo, si è imposto quale principio portante del sistema, e requisito necessario delle procedure, finanche nelle pronunce di legittimità della nostra giurisprudenza. Con ricadute, anche pratiche, di non poco rilievo. Dunque, mentre l'Amministrazione Pubblica, e finanche Finanziaria, sta mutando la propria veste, per assumere i connotati di quella che oggi si definisce "amministrazione di risultato", il contribuente deve prepararsi a raccogliere la sfida, ad assumere un ruolo nuovo: deve esser pronto, in buona sostanza, a partecipare attivamente (collaborando e cooperando) al procedimento impositivo e, in particolare, alla fase dell'accertamento, in modo da far sì che possa essere finalmente attuata la giusta riscossione di un tributo che sia realmente giusto, finanche nella percezione che di esso ha la collettività dei consociati - contribuenti. Discutere di compliance tributaria, oggi più che mai, si impone non tanto come una scelta dettata da una certa sensibilità, o da un certo gusto giuridico, quanto – piuttosto – come un'imprescindibile necessità, quantomeno per chi voglia cogliere appieno l'autentica ed attuale fisionomia del diritto tributario.

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