Aliberti, Liberato (2015) Preadattamento e trasformabilità dei siti alterati da attività estrattiva. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Title: Preadattamento e trasformabilità dei siti alterati da attività estrattiva
Creators:
CreatorsEmail
Aliberti, Liberatootarebill@libero.it
Date: 30 March 2015
Number of Pages: 187
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Architettura
Scuola di dottorato: Architettura
Dottorato: Progettazione architettonica ed ambientale
Ciclo di dottorato: 27
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
piemontese, antoniettaantpiemo@unina.it
Tutor:
nomeemail
Scarano, RolandoUNSPECIFIED
Date: 30 March 2015
Number of Pages: 187
Uncontrolled Keywords: cava, quarry, drosscape, preadattamento, servizi ecosistemici
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/12 - Tecnologia dell'architettura
Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/14 - Composizione architettonica e urbana
Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/15 - Architettura del paesaggio
Aree tematiche (7° programma Quadro): AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Cambiamenti climatici
AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Migliorare l'efficienza delle risorse
AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Proteggere i cittadini dai rischi ambientali
AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Mobilitare conoscenza ambientale per la politica, l'industria e la società
Date Deposited: 09 Apr 2015 05:39
Last Modified: 25 Sep 2015 07:29
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/10267
DOI: 10.6092/UNINA/FEDOA/10267

Abstract

Questo lavoro indaga il tema del recupero e trasformazione delle aree degradate e/o alterate da attività estrattiva. La ricerca esplora le possibilità di trasformazione preadattative finalizzate a reimmettere in ciclo le aree estrattive reintegrandole propositivamente nel metabolismo territoriale. Si indagano i siti di cava piuttosto che di miniera, ma i concetti elaborati sono in parte trasferibili considerato le analogie tra le due tipologie di aree. Per quanto oggi sia pratica consolidata quella del recupero ambientale legato ai concetti di "ripristino morfologico o di "mimetizzazione ambientale", si è preferito declinare il tema in virtù delle opportunità di trasformazione che puntino ad innescare nuovi equilibri e a ricreare cicli di vita che, oltre a rendere disponibile il sito recuperandolo, diano nel contempo risposte alle esigenze delle comunità locali per affrontare le sfide del futuro in una sana prospettiva di sviluppo sostenibile. Si tratta di atti di trasformazione coevolutivi che producono neoecosistemi capaci di riequilibrare i territori attraverso l'erogazione di servizi ecosistemici. Di riposizionarli all'interno di processi di autosostenibilità piuttosto che adoperare astratte e forzate operazioni di mimetismo o camouflage. Si tenta di ribaltare la comune visione problematica dei siti estrattivi e semplicistica del ripristino, si punta alla scoperta delle opportunità, relazionate e congiunte, in riferimento ai contesti territoriali ed ambientali. Notevoli opportunità sono rintracciate soprattutto per i casi situati a margine di aree urbane o periurbane e in generale per le zone climaticamente vulnerabili o con crescenti criticità ambientali. Un sito sfruttato da attività estrattiva ha cambiato seppur temporaneamente natura rientrando legittimamente in una nuova categoria: area post-produttiva, area di scarto, drosscape, etc. Ha assunto quindi nuovi e peculiari caratteri: di forma, di superficie, di livello ecologico, etc. A partire da questi caratteri assunti vengono indagati valori e potenzialità - dal punto di vista ambientale, paesaggistico e territoriale - al fine di individuare le più coerenti suscettibilità di trasformazione.

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