Giugliano, Giuseppe (2016) Effetti della rivascolarizzazione percutanea degli arti inferiori sul profilo infiammatorio sistemico e sul rischio cardiovascolare dei pazienti affetti da claudicatio intermittens. Uno studio prospettico. [Tesi di dottorato]

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Tesi di Dottorato Giuseppe Giugliano XVIII ciclo.pdf

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Effetti della rivascolarizzazione percutanea degli arti inferiori sul profilo infiammatorio sistemico e sul rischio cardiovascolare dei pazienti affetti da claudicatio intermittens. Uno studio prospettico.
Autori:
AutoreEmail
Giugliano, Giuseppegiuseppe.giugliano@unina.it
Data: 29 Marzo 2016
Numero di pagine: 50
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scienze Biomediche Avanzate
Scuola di dottorato: Medicina clinica e sperimentale
Dottorato: Fisiopatologia clinica e medicina sperimentale
Ciclo di dottorato: 28
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Marone, Giannigianni.marone@unina.it
Tutor:
nomeemail
Esposito, Giovanni[non definito]
Data: 29 Marzo 2016
Numero di pagine: 50
Parole chiave: Claudicatio intermittens; angioplastica; prognosi.
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 06 - Scienze mediche > MED/11 - Malattie dell'apparato cardiovascolare
Depositato il: 12 Apr 2016 08:08
Ultima modifica: 31 Ott 2016 09:52
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/10790

Abstract

Background. L’arteriopatia obliterante degli arti inferiori (AOAI) è un’importante causa di disabilità e si associa a un elevato rischio di eventi cardiovascolari. La rivascolarizzazione endovascolare delle arterie degli arti inferiori mediante angioplastica (PTA) migliora la capacità di camminare e la qualità di vita dei pazienti affetti da AOAI e claudicatio intermittens. Nel presente studio abbiamo valutato se una rivascolarizzazione efficace delle arterie degli arti inferiori mediante PTA, oltre a migliorare i sintomi, abbia un effetto positivo anche sul rischio cardiovascolare globale dei pazienti affetti da AOAI e claudicatio intermittens. Metodi. Sono stati arruolati nello studio 479 pazienti consecutivi affetti da AOAI allo stadio II della classificazione di Fontaine, con un indice pressorio caviglia/braccio ≤0,90 e una o più stenosi >50% in almeno una delle arterie degli arti inferiori. In accordo con le raccomandazioni del Trans-Atlantic Inter Society Consensus II, 264 pazienti (55,1%) sono stati sottoposti a rivascolarizzazione percutanea mediante PTA (gruppo PTA), mentre 215 pazienti (44,9%) sono stati trattati con la sola terapia medica massimale (gruppo TM). L’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori (morte per cause cardiovascolari, infarto del miocardio, ictus cerebrale, rivascolarizzazione coronarica o carotidea) è stata valutata prospetticamente mediante le curve di sopravvivenza di Kaplan-Meier. La regressione di Cox univariata e multivariata è stata inoltre utilizzata per calcolare il rischio di sviluppare un evento cardiovascolare durante il follow-up in relazione al tipo di trattamento. Risultati. Non vi erano differenze significative tra i due gruppi all’arruolamento, fatta eccezione per una minore capacità di marcia nel gruppo PTA. Durante un follow-up mediano di 21,0 mesi (12,0-29,0), l’incidenza di eventi cardiovascolari totali era significativamente più bassa nel gruppo PTA rispetto al gruppo TM (6,4% contro 16,3%; p=0,003), e i pazienti nel gruppo TM mostravano un rischio 4,1 volte maggiore (IC al 95% 1,22-13,57, p=0,023) di avere un evento cardiovascolare rispetto ai pazienti del gruppo PTA dopo correzione per i possibili fattori confondenti. Conclusioni. Il presente studio dimostra che la rivascolarizzazione efficace delle arterie degli arti inferiori mediante PTA nei pazienti affetti da AOAI e claudicatio intermittens, oltre a migliorare la sintomatologia, si associa ad una riduzione dell’incidenza di futuri eventi cardiovascolari maggiori.

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