Visone, Roberta (2018) «Visse tutta una lunga vita a fare professione di pessimismo»: Michelstaedter vs Schopenhauer. [non definito]. FedOA - Federico II University Press, Napoli.

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Tipologia del documento: Monografia ([non definito])
Lingua: Italiano
Titolo: «Visse tutta una lunga vita a fare professione di pessimismo»: Michelstaedter vs Schopenhauer
Autori:
AutoreEmail
Visone, Robertaroberta.visone@unina.it
Autore/i: Roberta Visone, Università di Napoli Federico II Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Filosofiche presso l’Università di Napoli Federico II. È stata assegnista di ricerca presso l’ex-Dipartimento di Filosofia dell’ateneo federiciano e presso l’Ispf-Cnr, con il quale attualmente collabora. È autrice di numerosi contributi sul pensiero di Carlo Michelstaedter e di Herbert Spencer (tra i quali il volume Prima dell’evoluzione. Le radici politiche della filosofia di Spencer e la Social Statics del 1850, Firenze, Le Cariti).
Data: 2018
Numero di pagine: 40
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
URL ufficiale: http://www.fedoabooks.unina.it/index.php/fedoapres...
Nazione dell'editore: Italia
Luogo di pubblicazione: Napoli
Editore: FedOA - Federico II University Press
Data: 2018
Titolo della serie: Fuori Collana
ISBN: 978-88-6887-037-9
Numero di pagine: 40
NBN (National Bibliographic Number): urn:nbn:it:unina-22351
Depositato il: 03 Apr 2018 11:02
Ultima modifica: 03 Apr 2018 11:02
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/11951
DOI: 10.6093/978-88-6887-037-9

Abstract

[English]:This paper examines the meaning of Carlo Michelstaedter’s judgement on Arthur Schopenhauer, according to which Schopenhauer does not fully accept the consequences of his own system of thought but only makes a «profession of pessimism», in the light of Michelstaedter’s categories of «Persuasion» and «Rhetoric»./ [Italiano]: Il saggio analizza, alla luce delle categorie di «persuasione» e «rettorica», il significato del giudizio espresso dal filosofo goriziano Carlo Michelstaedter su Arthur Schopenhauer secondo il quale quest’ultimo, lungi dall’accogliere pienamente le conseguenze del proprio sistema di pensiero, avrebbe fatto soltanto «professione di pessimismo».

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