ascolese, marianna (2017) Camminando a testa in giù: vagare, girovagare, divagare. Una metodologia di lettura dello spazio della strada. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Title: Camminando a testa in giù: vagare, girovagare, divagare. Una metodologia di lettura dello spazio della strada
Creators:
CreatorsEmail
ascolese, mariannamarianna.ascolese@gmail.com
Date: 10 December 2017
Number of Pages: 417
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: dep02
Dottorato: phd004
Ciclo di dottorato: 30
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Russo, Michelangelorussomic@unina.it
Tutor:
nomeemail
Izzo, FerruccioUNSPECIFIED
Date: 10 December 2017
Number of Pages: 417
Uncontrolled Keywords: STRADA URBANA, SPAZIO DELLA STRADA, LETTURA URBANA, DESCRIZIONE, OSSERVAZIONE, FORMA, FIGURA, IMMAGINE
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/14 - Composizione architettonica e urbana
Date Deposited: 21 Dec 2017 17:54
Last Modified: 22 Mar 2019 11:08
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/12149

Abstract

La ricerca ha provato ad indagare un tema complesso e ampio, che ha in sé ancora un vivo interesse: la strada urbana nella città contemporanea, luogo fisico in cui l’architettura e l’esperienza umana si incontrano e generano quella condizione di urbanità e di specificità propria di ogni città. La strada appartiene alla personale esperienza di vita. È attraversata, percorsa, abitata, ogni giorno. La maggior parte delle persone cammina e guida, lavora e compera nelle strade, molti le usano per attività di piacere e di divertimento. La strada, spazio necessario tra gli edifici, ha un ruolo principale nella struttura della forma degli insediamenti urbani. A partire dalla seconda metà del Novecento, lo spazio pubblico è divenuto un tema ampiamente dibattuto, in alcuni casi è stato affrontato seguendo le principali tendenze teoriche del periodo con particolare attenzione al tema sociale, antropologico e politico; in altri casi, ne è stata studiata la morfologia e la consistenza fisica. Il tema, in questa ricerca, è stato affrontato includendo molteplici aspetti - sociali, economici, relazionali e culturali - e discipline, dalla sociologia all’antropologia, dall’arte alla filosofia, per provare, attraverso una metodologia deduttiva, ad osservare i fattori generali, per poi specificare alcuni aspetti. Lo spazio della strada richiede uno sguardo profondo che scruta il visibile per provare a cogliere dei significati altri che difficilmente possono essere separati dalla consistenza fisica degli edifici che la delimitano e dalla morfologia dello spazio vuoto. La struttura della ricerca è costituita essenzialmente da tre parti. Nella prima fase si è provato a raccogliere in maniera strutturata e tendenziosa il contributo di alcuni autori, che a differenti titoli e interessi, hanno affrontato il tema dello spazio della città ponendo particolare attenzione alla strada urbana. A valle di questa prima fase è stata proposta una possibile definizione di strada, che prova a tenere insieme alcune considerazioni emerse dai diversi contributi teorici e la complessità del ruolo che la strada assume nella condizione contemporanea. Pur riconoscendo l’importanza di una raccolta di dati sistematici, l’incontro con lo spazio della città richiede una maggiore interazione sensoriale. La seconda parte della ricerca, infatti, propone un approccio empirico che guarda al visibile e prova, attraverso un’accurata e comparabile indagine, ad estrapolare quei dati sensibili che sono un aspetto dominante ma spesso celato dello spazio urbano. Questo approccio si è avvalso della descrizione e dell’osservazione di due strade di Napoli e Londra. La scelta di queste due città, estremamente diverse, non è casuale, ma è legata alla volontà di sperimentare una lettura urbana in luoghi estremamente dissimili, in cui la variazione determina a diversi livelli e significati la condizione di queste due città. L’esito di questa fase è la costruzione di una definizione di strada, che guarda e completa quella derivante dall’approccio analitico. Le due definizioni convengono in una visione sintetica dello spazio che include e allo stesso tempo specifica questioni e condizioni proprie dell’ambiente urbano. L’ultima parte propone una metodologia di lettura dello spazio della strada, che combina gli aspetti analitici ed empirici, una lettura che parte dal visibile, dal dato reale e si sviluppa attraverso tre interpretazioni. La prima si sofferma sulla pianta, che a differenti scale di rappresentazione è in grado di fornire informazioni numericamente precise e geometricamente definite che consentono una comparazione tra le componenti dello spazio. La seconda interpretazione guarda alla forma dello spazio della strada. Questa modalità interpretativa si esplicita attraverso la lettura del volume, l’articolazione delle sequenze spaziali che nascono dalla variazione delle forme che generano i caratteri di unicità per ogni città. La terza e ultima interpretazione si concentra sull’immagine della strada. L’immagine è come afferma George Didi-Huberman, uno strumento del pensiero, capace di tenere insieme il dato fisico e immateriale che costantemente caratterizza lo spazio urbano. La fotografia, e in generale l’immagine, esplicita non semplicemente la riproposizione di un luogo, ma l’esperienza di uno spazio vissuto. Questo approccio ha provato a considerare i dati fisici e sensibili dello spazio come componenti non separate, e pur provando a specificare e soffermarsi sugli aspetti che definiscono e strutturano l’architettura della strada, si è preferito mantenere una visione multidisciplinare e aperta al confronto e al dibattito. Per la complessità dell’oggetto e per il costante interesse che ha nella costruzione della città contemporanea, la metodologia di lettura proposta prova a sottolineare nuovamente l’importanza della narrazione dei luoghi, della loro interpretazione, come pratica necessaria per l’approccio alla città. La ricerca si prospetta come l’inizio di un ragionamento più ampio e complesso che pone la strada urbana nuovamente al centro del dibattito architettonico lasciando, quindi, diverse questioni aperte, da continuare, approfondire e indagare.

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