Mandalà, Giuseppe and Bellettini, Anna (2020) Bartolomeo e Giuseppe Lagumina e gli studi storici e orientali in Sicilia fra Otto e Novecento. UNSPECIFIED. UniorPress, Napoli.

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Item Type: Monograph (UNSPECIFIED)
Lingua: Italiano
Title: Bartolomeo e Giuseppe Lagumina e gli studi storici e orientali in Sicilia fra Otto e Novecento
Creators:
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Mandalà, GiuseppeUNSPECIFIED
Bellettini, AnnaUNSPECIFIED
Autore/i: [Italiano]:Giuseppe Mandalà Giuseppe Mandalà è specialista in storia intellettuale e trasmissione culturale dei testi; ha pubblicato estesamente nell’ambito degli studi transculturali medievali, in particolare sulla Sicilia nel suo contesto mediterraneo. Anna Bellettini Anna Bellettini ha una formazione in codicologia e paleografia latina e le sue ricerche riguardano la storia delle biblioteche, delle collezioni e dei manoscritti, con particolare attenzione ai testi in essi contenuti, alla loro tradizione e ai loro lettori fra VIII e XVI secolo ./[English]: Giuseppe Mandalà Giuseppe Mandalà specializes in intellectual history and cultural transmission of texts; he has published extensively on transcultural medieval studies, in particular on Sicily and its Mediterranean context. Anna Bellettini Anna Bellettini has an education in Latin codicology and paleography; she specializes in the history of libraries, collections and manuscripts, the texts contained therein, their circulation and their readers, from the 8th to 16th centuries.
Date: 3 November 2020
Number of Pages: 364
Institution: Università degli Studi di Napoli L'Orientale
Official URL: http://www.fedoabooks.unina.it/index.php/fedoapres...
Nazione dell'editore: Italia
Place of Publication: Napoli
Publisher: UniorPress
Date: 3 November 2020
Series Name: Collana Matteo Ripa
ISBN: 978-88-6719-208-3
Number of Pages: 364
NBN (National Bibliographic Number): urn:nbn:it:unina-26414
Date Deposited: 20 Nov 2020 10:47
Last Modified: 20 Nov 2020 10:47
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/12831
DOI: 10.6093/978-88-6719-208-3

Abstract

[Italiano]: L’orientalismo siciliano, così come quello spagnolo, rappresenta una significativa eccezione che scardina i paradigmi proposti da Edward Said centrati soprattutto sull’esperienza franco-britannica del XIX sec., un’esperienza fortemente segnata dalla fascinazione, o dalla repulsione, per l’alterità e l’esotico. Già a partire dal XVI sec. l’interesse riguardo gli studi orientali in Sicilia dimostra inequivocabilmente che esiste una diversa e concreta esperienza europea all’interno della quale s’immaginano la presenza arabo-islamica ed ebraica come componenti, a volte problematiche, della propria storia nazionale. Il volume intende mettere a fuoco il clima culturale della Palermo fra Otto e Novecento, maturato sull’onda lunga degli interessi per il mondo arabo e orientale aperti dall’opera di Michele Amari (1806-1889). Centro della riflessione è la vita e l’opera di Bartolomeo Lagumina (1850-1931), personaggio emblematico, la cui produzione scientifica si dispiega in un periodo della storia dell’orientalismo italiano dominato dalle figure di Ignazio Guidi (1844-1935) e Carlo Alfonso Nallino (1872-1938), studiosi dalla forte personalità scientifica, con i quali Lagumina ebbe rapporti oscillanti fra il riconoscimento e la negazione. Ispettore del Museo Nazionale di Palermo, docente di ebraico e poi di arabo, prima presso il Seminario e poi all’Università di Palermo, ma anche canonico della Cattedrale di Palermo e infine vescovo di Agrigento, Bartolomeo Lagumina è un trait d’union tra ambienti culturali differenti, lontani e spesso opposti. La sua attività scientifica tocca ambiti distinti, dall’epigrafia e la numismatica arabo-sicule allo studio di importanti testi arabi ed ebraici (il Codice Martiniano dell’abate Vella, la Cronaca di Cambridge, il Libro della Palma di Abū Ḥātim al-Sijistānī, le lettere di r. ‘Ovadya da Bertinoro), giungendo fino al riordino delle principali collezioni orientali palermitane (il medagliere della Biblioteca Comunale e il catalogo dei codici orientali della Biblioteca Nazionale di Palermo). Insieme al fratello Giuseppe (1855-1931), Bartolomeo Lagumina crea il Codice diplomatico dei Giudei di Sicilia, uno strumento di lavoro, a lungo indispensabile, che raccoglie oltre mille documenti relativi alla storia delle comunità ebraiche di Sicilia, da Gregorio Magno fino all’espulsione del 1492-93. Il suo impegno culturale non coinvolge direttamente soltanto la città di Palermo ma anche Agrigento, dove Bartolomeo ebbe poi modo di curare il restauro della Cattedrale e il riordino delle collezioni diocesane al tempo del suo vescovato. Oltre a delineare la temperie di un’epoca il volume intende proporre un bilancio dell’attività scientifica di Bartolomeo e Giuseppe Lagumina, attualizzando e discutendo al contempo i frutti del loro lavoro ./[English]: Sicilian Orientalism, like the Spanish one, constitutes a significant exception to the paradigms proposed by Edward Said, which have been primarily based on the Franco-British experience of the nineteenth century, an experience strongly characterized by the fascination, or repulsion, for the otherness and the exotic. The interest aroused by Oriental studies in Sicily as early as the sixteenth century unequivocally demonstrates the existence in Europe of a different, concrete experience, which construes the Arab-Islamic and Jewish presence as an integral, and sometimes problematic, component of national history. This book focuses on the cultural climate in Nineteenth and Twentieth century Palermo, in the long wave of the interest in the Arab and Oriental world created by the work of Michele Amari (1806-1889). The discussion is centered on the life and work of Bartolomeo Lagumina (1850-1931), an emblematic character, whose scientific production unfolds in a period of the Italian Orientalism dominated by the figures of Ignazio Guidi (1844-1935) and Carlo Alfonso Nallino (1872-1938), scholars with a strong scientific personality, and toward whom Lagumina had a relationship wavering between respect and lack of recognition. Bartolomeo Lagumina, who was inspector of the Museo Nazionale of Palermo, professor of Hebrew and then of Arabic, first at the Palermo Seminary and then at the University of Palermo, and also canon of the Cathedral of Palermo and finally Bishop of Agrigento, has been a trait d’union between different, distant and often opposite cultural environments.He was scientifically active in several areas, from Arabic-Sicilian epigraphy and numismatics to the study of important Arabic and Hebrew texts (abbot Vella’s Codex Martinianus, the Cambridge Chronicle, the Book of the Palm by Abū Ḥātim al-Sijistānī, the letters of r. ‘Ovadya of Bertinoro), to the reorganisation of the main oriental collections of Palermo (the numismatic collection of the Biblioteca Comunale and the catalog of the oriental codices of the Biblioteca Nazionale of Palermo). Together with his brother Giuseppe (1855-1931), Bartolomeo Lagumina created the Codice diplomatico dei Giudei di Sicilia, a long-indispensable work that collects over a thousand documents about the history of the Jewish communities in Sicily, from Saint Gregory the Great to the expulsion of 1492-93. His cultural activity directly involved not only the city of Palermo but also Agrigento, where Bartolomeo as bishop oversaw the restoration of the Cathedral and the reorganization of the diocesan collections. In addition to outlining the climate of an era, this book will make a balanced assessment of the scientific activity of Bartolomeo and Giuseppe Lagumina, updating and discussing the results of their work.

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