UNSPECIFIED (2022) Nuovi paradigmi spaziali per il carcere di Secondigliano. Other. FedOA - Federico II University Press, Napoli.

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Nuovi Paradigmi Spaziali per il Carcere di Secondigliano.pdf

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Item Type: Monograph (Other)
Lingua: Italiano
Title: Nuovi paradigmi spaziali per il carcere di Secondigliano
Autore/i: [Italiano]: Francesco Casalbordino è architetto, PhD candidate in Architettura presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". La ricerca condotta nell'ambito del dottorato studia i modi in cui la mondializzazione influisce sull'architettura nell'ambito delle città globali. Ha partecipato a esperienze di progettazione condivisa con i detenuti in diverse carceri italiane e si è laureato con una tesi dal titolo “Principi spaziali per un carcere inclusivo” (2018), con un progetto per un nuovo Istituto Penitenziario a Nola con relatrice la prof. Marella Santangelo. Con la stessa, collabora alle attività didattiche e di ricerche presso il DiARC-Unina. / [English]: Francesco Casalbordino is Architect, PhD candidate at the University of Naples "Federico II". The research conducted for the PhD studies the ways in which globalization affects architecture within global cities. He participated in shared planning experiences with inmates in various Italian prisons and graduated with a thesis entitled "Spatial principles for an inclusive prison" (2018), with a project for a Detention Center in Nola with prof. Marella Santangelo. With her, he collaborates in teaching and research activities at the DiARC-Unina. [Italiano]: Sara Riccardi è architetto, PhD student in Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, conduce una ricerca sul patrimonio edilizio penitenziario finalizzata all’individuazione di soluzioni per la riqualificazione degli spazi detentivi, assicurando il benessere degli abitanti. Collabora alle attività didattiche e di ricerca con la prof. Marella Santangelo. Si laurea con una tesi dal titolo “L’altro volto della pena: rieducare attraverso gli spazi. Centro penitenziario di Secondigliano P. Mandato” (2019) e l’anno successivo partecipa a un Master di II livello, indagando ancora temi quali il rapporto tra il costruito e il confinamento, con una tesi intitolata “Il Monastero di S. Maria di Gerusalemme detto de le Trentatrè”. / [English]: Sara Riccardi is Architect, PhD student in Architecture at the University of Naples "Federico II", conducts research on the detention building heritage aimed at identifying solutions for the redevelopment of detention spaces, ensuring the well-being of the inhabitants. She collaborates in teaching and research activities with prof. Marella Santangelo. She graduated with a thesis entitled "The other face of punishment: re-educating through spaces. Penitentiary Center of Secondigliano P. Mandato "(2019) and the following year she participated in a 2nd level Master, investigating again issues such as the relationship between buildings and confinement, with a thesis entitled" The Monastery of St. Mary of Jerusalem called de le Trentatrè ".
Editors:
EditorsEmail
Casalbordino, FrancescoUNSPECIFIED
Riccardi, SaraUNSPECIFIED
Date: 2022
Number of Pages: 118
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Official URL: http://www.fedoabooks.unina.it/index.php/fedoapres...
Nazione dell'editore: Italia
Place of Publication: Napoli
Publisher: FedOA - Federico II University Press
Date: 2022
Series Name: TeA / Teaching Architecture
ISBN: 978-88-6887-141-3
Number of Pages: 118
Uncontrolled Keywords: Architettura, carcere, spazio, pena, Secondigliano, architecture, prison, space, detention
NBN (National Bibliographic Number): urn:nbn:it:unina-28274
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/20 - Tecnica e pianificazione urbanistica
Access rights: Open access
Date Deposited: 18 May 2022 08:11
Last Modified: 18 May 2022 08:11
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/13357
DOI: 10.6093/978-88-6887-141-3

Abstract

[Italiano]: Il volume restituisce gli esiti del Laboratorio di Sintesi Finale coordinato dalla prof. Marella Santangelo, svoltosi nell’anno accademico 2019/2020 nell’ambito del quinto anno del corso di Laurea magistrale in Architettura del DiARC dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Gli studenti si sono confrontati con il progetto di nuovi spazi per il centro penitenziario di Secondigliano a Napoli. Il laboratorio è stato uno spazio di sperimentazione intorno a un’architettura complessa, con l’obiettivo del miglioramento della qualità dei luoghi dove si svolge la vita dei detenuti, ma anche dei diversi utenti dell’edificio carcere. Nella prima parte i docenti del laboratorio descrivono il modo in cui ogni disciplina ha contribuito allo svolgimento del tema proposto. La seconda parte presenta i progetti sviluppati dagli studenti riconoscendo tre questioni fondamentali per il progetto degli spazi della pena: la conoscenza del funzionamento del carcere e del suo contesto, il modo in cui il progetto di architettura può restituire una dimensione pubblica all’Istituto Penitenziario e, infine, l’importanza degli spazi dedicati alle relazioni affettive tra detenuti e persone libere. La terza parte raccoglie i contributi di personalità legate al mondo del carcere che hanno interagito con gli studenti durante il corso. / [English]: The volume collects the results of the Final Synthesis Laboratory coordinated by prof. Marella Santangelo, held in the academic year 2019/2020 as part of the fifth year of the DiARC degree course in Architecture of the University of Naples "Federico II". The students were confronted with the project of new spaces for the Secondigliano detention center in Naples. The laboratory was a space for experimentation around a complex architecture, with the aim of improving the quality of the places where the life of the prisoners takes place, but also of the different users of the prison building. In the first part, the teachers of the laboratory describe the way in which each discipline contributed to the development of the proposed theme. The second part presents the projects developed by the students recognizing three fundamental issues for the project of the spaces of the sentence: the knowledge of the functioning of the prison and its context, the way in which the architectural project can restore a public dimension to the Detention Center and finally, the importance of the spaces dedicated to the emotional relationships between prisoners and free people. The third part collects the contributions of personalities related to the prison world who interacted with the students during the course.

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