Cerasuolo, Andrea (2024) L’autonomia europea alla luce dell’approvvigionamento delle materie prime strategiche. [Tesi di dottorato]
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| Tipologia del documento: | Tesi di dottorato |
|---|---|
| Lingua: | Italiano |
| Titolo: | L’autonomia europea alla luce dell’approvvigionamento delle materie prime strategiche |
| Autori: | Autore Email Cerasuolo, Andrea andrea.cerasuolo@unina.it |
| Data: | 10 Marzo 2024 |
| Numero di pagine: | 91 |
| Istituzione: | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Dipartimento: | Scienze Politiche |
| Dottorato: | Politiche pubbliche di coesione e convergenza nello scenario europeo |
| Ciclo di dottorato: | 36 |
| Coordinatore del Corso di dottorato: | nome email Amato, Vittorio vitamato@unina.it |
| Tutor: | nome email La Foresta, Daniela [non definito] |
| Data: | 10 Marzo 2024 |
| Numero di pagine: | 91 |
| Parole chiave: | Unione europea; materie prime strategiche; materie prime critiche; terre rare; geopolitica; geopolitical supply risk; indice di rischio geopolitico nell'approvvigionamento; Europa; autonomia strategica; autonomia strategica aperta; risorse; commodity; materie prime |
| Settori scientifico-disciplinari del MIUR: | Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-GGR/02 - Geografia economico-politica |
| Depositato il: | 15 Mar 2024 19:04 |
| Ultima modifica: | 18 Mar 2026 08:51 |
| URI: | http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/15473 |
Abstract
La risposta dell’Unione europea alla pandemia e al conflitto in Ucraina è stata quella di cogliere queste crisi per sviluppare una società a zero emissioni di carbonio e digitale. Questa doppia transizione si basa su materiali strategicamente importanti per l’economia dell’Unione europea, in particolare per la produzione di dispositivi elettrici ed elettronici ad alta tecnologia. Si tratta dei critical raw materials che stanno ottenendo sempre più attenzione sia a livello politico che scientifico. L’Unione europea ha redatto periodicamente diverse liste di materie prime critiche: nel 2011 queste ammontavano a quattordici mentre nel 2023 se ne contano trentaquattro. Attraverso la sua ultima iniziativa legislativa ancora in corso, la Commissione europea ha introdotto una nuova categoria: gli strategic raw materials. Questi ultimi, ricompresi all’interno dei critical raw materials, sono stati individuati tenendo conto del loro utilizzo nelle tecnologie strategiche alla base della transizione verde e digitale nonché nei settori della difesa e dello spazio. Inoltre, gli strategic raw materials sono potenzialmente soggetti a divari tra l’offerta e la domanda previste ritenendo che la loro produzione non possa subire rapide espansioni. La strategia europea per far fronte alle proprie necessità prevede tre pilastri: due interni – il riciclo e lo sfruttamento minerario sostenibile all’interno dell’Unione – e uno esterno – la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Di fatto, i principali fornitori di questo tipo di materie prime non sono soltanto partner commerciali ma anche concorrenti economici e rivali strategici: Cina, Russia e Stati Uniti. Pertanto, le istituzioni europee hanno elaborato piani e programmi per acquisire strategic raw materials da paesi terzi cercando di non restringere ulteriormente i margini della propria autonomia strategica. L’obiettivo principale della tesi è quello di “quantificare” l’approvvigionamento di materie prime strategiche a rischio. Ovvero, individuare la quota di import di ogni strategic raw materials che potrebbe subire verosimilmente interruzioni. Quindi, la domanda di ricerca che muove l’intera tesi si può riassumere come segue: a quanto ammontano le quote di approvvigionamento a rischio delle materie prime strategiche per l’Unione europea? In subordine vi è anche un altro obiettivo a cui mira questa ricerca: avviare una riflessione sulla cosiddetta “autonomia strategica aperta” – open strategic autonomy – che da qualche anno è il paradigma europeo nelle proprie relazioni internazionali con i paesi – e i gruppi di paesi – terzi. Si ragionerà, quindi, su quanto i risultati dell’analisi effettuata per rispondere alla prima, e principale, domanda di ricerca influenzino le possibilità europee di dar seguito alla propria autonomia strategica.
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