Carucci, Laura (2023) Storia naturale e meccanismi fisiopatologici delle allergie alimentari non-IgE mediate in età pediatrica: risultati dello studio NIGEFA. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Storia naturale e meccanismi fisiopatologici delle allergie alimentari non-IgE mediate in età pediatrica: risultati dello studio NIGEFA
Autori:
Autore
Email
Carucci, Laura
laura.carucci@unina.it
Data: 7 Dicembre 2023
Numero di pagine: 98
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scienze Mediche Traslazionali
Dottorato: Medicina clinica e sperimentale
Ciclo di dottorato: 36
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Beguinot, Francesco
beguino@unina.it
Tutor:
nome
email
Berni Canani, Roberto
[non definito]
Data: 7 Dicembre 2023
Numero di pagine: 98
Parole chiave: proctocolite allergica, FPIES, marcia allergica
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 06 - Scienze mediche > MED/38 - Pediatria generale e specialistica
Depositato il: 11 Gen 2024 10:01
Ultima modifica: 09 Mar 2026 14:06
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/15689

Abstract

Background: Le allergie alimentari (AA) non-IgE mediate sono caratterizzate dalla presenza di sintomi gastrointestinali con esordio subacuto o cronico. In base alle caratteristiche cliniche si classificano come: sindrome enterocolitica (FPIES), proctocolite allergica (FPIAP), enteropatia (FPE) e disturbi della motilità intestinale (FPIMD) indotti da proteine alimentari. La storia naturale ed i meccanismi fisiopatologici di queste condizioni sono ancora poco definiti e questo limita la possibilità di definire strategie efficaci per la prevenzione ed il management. Lo studio NIGEFA, osservazionale prospettico, ha l'obiettivo di definire le caratteristiche cliniche e fisiopatologiche delle AA non-IgE mediate in età pediatrica. Metodi: Bambini (ambosessi, età <14 anni, follow-up 24 m) con AA non-IgE mediata, diagnosticata secondo i criteri standard presso il Centro di Terzo Livello di Allergologia Pediatrica e Gastroenterologia dell’Università Federico II di Napoli. Per lo studio dei meccanismi fisiopatologici è stato raccolto un campione di sangue periferico alla diagnosi per la valutazione delle popolazioni Th2, Th1, Treg e Th17 e delle relative citochine. Risultati: Un totale di 123 bambini (56% maschi) con un'età mediana (IQR) di 150 (60-300) giorni sono stati arruolati nello studio. La frequenza delle AA non-IgE mediate è stata: FPE (39%), FPIES (17%), FPIAP (16%) e FPIMD (28%). Il 42% dei bambini presentava AA multiple al basale e il 64% aveva rischio allergico familiare. Il sesso maschile (Odds Ratio (OR)=2,24; IC 95% 1,07-4,71) e il ritardo diagnostico di 1 mese (OR=1,09; 1,01-1,18) aumentavano il rischio di sviluppare AA multipla. Il tasso di acquisizione della tolleranza immunologica totale a 24 m è stato del 54% [FPIAP (75%), FPIMD (62%), FPE (54%), FPIES (24%)]. La presenza di rischio allergico familiare (OR=0,41; 0,19-0,89) e di AA multipla (OR=0,24; 0,11-0,51), riduceva la probabilità di acquisire la tolleranza immunologica a 24 m. Al follow-up di 24 m, la marcia allergica è stata osservata nel 46% dei pazienti, con tassi simili nei quattro fenotipi clinici. La presenza di AA multipla aumentava il rischio di sviluppare marcia allergica (OR=2,22; 1,07-4,61) a 24 m. L’analisi delle popolazioni cellulari e delle citochine sul sopranatante di cellule mononucleate di sangue periferico stimolate con proteine totali del latte, ha mostrato un incremento simile dei linfociti Th2 e dei livelli delle rispettive citochine nei pazienti IgE e non-IgE mediati con allergia alle proteine del latte vaccino. Solo i pazienti con AA non-IgE mediata mostravano un aumento della popolazione Th1 e dell’IFNγ. Conclusioni: Questi dati suggeriscono l'importanza di una diagnosi precoce per prevenire l'insorgenza di AA multiple e quindi limitare l’insorgenza di marcia allergica e accelerare l'acquisizione della tolleranza immunologica nei bambini con AA non-IgE mediata. Inoltre l’incremento dei linfociti Th1 e dell’IFNγ, risultato come marcatore di AA non-IgE mediata, potrebbe essere utilizzato nella diagnosi di queste malattie.

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