Tamburrino, Raffaele (2006) Valutazione quali – quantitativa di patata allevata con tecnica di produzione biologica e convenzionale. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: Agricoltura biologica; Qualità; Antiossidanti
Date Deposited: 21 Jul 2008
Last Modified: 30 Apr 2014 19:33
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/2828

Abstract

La qualità delle produzioni orticole è senza dubbio il principale obbiettivo dell’agricoltura moderna. Tuttavia il concetto di qualità rimane di non facile definizione. In Italia, dal secondo dopoguerra ad oggi, il concetto di qualità degli ortaggi per il consumo fresco ha subito una profonda evoluzione. Dai parametri di qualità strettamente commerciali ed organolettici, il concetto si è allargato fino a raggiungere un ambito ampio ed articolato che spazia dalle caratteristiche igienico-sanitarie a quelle salutistiche e nutrizionali intrinseche, fino ad un concetto “etico” di qualità legato al processo produttivo. Il cambiamento dello stile di vita, dei gusti, l’aumento del reddito, l’innalzamento del livello di istruzione e del tenore di vita hanno determinato il fenomeno, ancora fortemente dinamico e mutevole. In tal senso si assiste in questi ultimi anni ad una forte affermazione del metodo di produzione biologico, in risposta anche ad una notevole espansione della richiesta di prodotti in grado di dare sufficienti garanzie ad un consumatore sempre più attento. Lo scopo del lavoro è stato quello di valutare l’effetto del sistema di produzione (“biologico” e “convenzionale”) al variare di alcuni fattori agronomici: quantitativo di azoto utilizzato, volume d’irrigazione, cultivar ed epoche di impianto sulla resa e su alcune caratteristiche qualitative della patata. I risultati sperimentali, ottenuti in questo lavoro, hanno evidenziato, dal punto di vista qualitativo, delle differenze significative dovute al sistema di conduzione (biologico/convenzionale). Dal punto di vista chimico è stato possibile rilevare che le patate “convenzionali” hanno, rispetto a quelle “biologiche”, un contenuto di nitrati più alto dovuto, probabilmente, alla maggiore disponibilità di azoto prontamente assimilabile da parte delle piante, ciò per la diversa tipologia di concimi impiegati (chimici/organici). Anche in merito al contenuto in polifenoli, le patate ottenute tramite coltivazione biologica hanno mostrato valori più elevati. Inversamente a quanto osservato per l’attività antiossidante idrofila, il contenuto di polifenoli aumenta dopo la cottura (con la buccia) sia nelle patate coltivate in biologico che in maniera convenzionale. Questo risultato potrebbe essere spiegato con il fatto che, alcuni acidi fenolici sono presenti nello strato esterno della patata, cioè la buccia (Sharma e Le Maguer, 1996). Durante la cottura in acqua, dette sostanze fenoliche sembrerebbero essere rilasciate dalla buccia alla polpa del tubero.

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