Serafino, Regina (2008) L'architettura bioclimatica: un caso studio napoletano. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: architettura bioclimatica
Date Deposited: 16 Nov 2009 11:04
Last Modified: 30 Apr 2014 19:36
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/3388

Abstract

Il concetto di bioclimatica è legato profondamente alla consapevolezza che il progresso tecnologico possa trovare un limite nella capacità di sopportazione dell'ambiente e nell'esauribilità delle risorse naturali. Oggi la casa è ancora un rifugio, ma contemporaneamente è anche un complesso centro di comunicazione che per funzionare necessita di una serie di apparecchi (televisione, telefono, computer, ecc), di elettrodomestici e di sistemi di climatizzazione attiva sempre più utilizzati che “divorano” letteralmente una quantità enorme di energia. Il fatto che per avere questa energia sia sufficiente inserire una spina in una presa e pagare una bolletta che, pur salata che sia, non tiene conto dei costi ambientali che questo consumo comporta, si traduce in un vero e proprio spreco che si svolge ogni giorno e in ogni casa. Ormai non basta più, anche se è utile e necessario comunque, risparmiare quotidianamente spegnendo la luce o gli apparecchi elettrici quando non si usano effettivamente oppure chiudere il rubinetto quando non serve, ma ci si deve rivolgere verso forme di riduzione dei consumi energetici più pesanti, come una riduzione dell’uso dei sistemi di riscaldamento e di raffrescamento, che consumano più del 60% dell’energia totale impiegata e che stanno crescendo sempre di più a causa dell’adozione di sistemi costruttivi inadeguati al clima. Ciò non significa rinunciare a questo tipo di comfort, ma vuol dire solo progettare in relazione al clima ed al territorio circostante per spendere meno energia. “Il procedimento desiderabile sarebbe quello di lavorare con le forze della natura, non contro di esse, e sfruttare le loro potenzialità per creare migliori condizioni di vita. La struttura che, in un determinato ambiente riduce gli stress indesiderabili e allo stesso tempo utilizza tutte le risorse naturali favorevoli al comfort umano può essere definita climaticamente equilibrata” (Olgyay, 1981). In tal senso un ruolo fondamentale è svolto dalla progettazione architettonica bioclimatica e in particolare dall'efficienza energetica dell'ambiente costruito. Questo lavoro mira ad evidenziare l’ efficacia dell’architettura bioclimatica attraverso l’illustrazione di un caso studio. Nelle pagine che seguono vengono mostrate le soluzioni progettuali e i sistemi che consentono di assicurare, in un edificio, il mantenimento di condizioni di benessere facendo uso quanto meno sia possibile di impianti che richiedono consumi energetici da fonti esauribili, mettendo in relazione la vita, “bios” e quindi l’uomo, in quanto “abitante” della struttura architettonica, con l’ambiente esterno, il “clima. L’edifico studiato, i suoi muri, i suoi pavimenti, le sue coperture e le sue finestre, sono organizzati in modo tale da massimizzare i benefici del riscaldamento solare durante i mesi invernali, senza ridurre i livelli di comfort desiderati, cercando al contempo di evitare i rischi del surriscaldamento durante l’estate. L’operazione effettuata con il controllo climatico naturale della costruzione ha mostrato vantaggi di ordine energetico, ecologico, tecnologico ma anche funzionale e formale.

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