Errico, Maria Gabriella (2009) Parchi Agrari Periurbani: una nuova proposta di paesaggio. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Abstract

Per il maturato interesse verso possibili soluzioni atte a mantenere vivo e vitale il paesaggio agrario nell’ambito dei territori periurbani, si sono analizzate teorie e concetti che intrecciano l’opera dell’uomo sul territorio con aspetti economici, sociali, scientifici e politici. Si è avviato lo studio della complessa ed articolata tematica dei caratteri paesaggistici di quelle parti di territorio comprese tra città e campagna che conservano ancora i segni della nostra storia culturale e fanno emergere i valori del paesaggio rurale e agrario. Con una attenta sintesi su alcune delle principali criticità delle aree periurbane ci si è posto l’obiettivo di individuare alcune strategie progettuali, per la conservazione e la trasformazione attiva del territorio, con il progetto dei parchi agrari e approfondire le loro connessioni con la città. La scelta degli argomenti trattati consente di indagare sul percorso conoscitivo del paesaggio agrario e propone la progettazione di parchi agrari per una nuova immagine dei territori periurbani. Il paesaggio agrario è chiamato a svolgere un importante ruolo strategico nelle politiche di riqualificazione delle aree urbane nelle periferie delle città. Gran parte del processo di riqualificazione del territorio urbano-periurbano può essere realizzato con la riqualificazione delle aree residuali rurali di tipo tradizionale per la produzione di prodotti più significativi per la vita dell’uomo. Lo studio ha richiesto un’ampia ed elaborata selezione di saggi e pubblicazioni scientifiche, sia sui paesaggi agrari che su quelli periurbani maturati in ampi e diversificati ambiti disciplinari. Si è scelta una posizione il più possibile oggettiva, cercando di evidenziare il percorso evolutivo dei concetti di paesaggio, paesaggio agrario e paesaggio periurbano; concetti che nel tempo hanno avviato numerosi studi specialistichi, umanistico-letterari, urbanistici, botanici, sociologici ed etnografici, fino agli attuali arricchimenti multidisciplinari fondati sul dato, ormai acquisito, della necessità di condurre lo studio del paesaggio periurbano con indagini articolate su più livelli, con la garanzia di una più ampia comprensione dei fenomeni che caratterizzano queste nuove forme di paesaggio. Si è quindi proceduto al riconoscimento dei caratteri e delle criticità del paesaggio agrario periurbano. La periurbanità è un fenomeno di forte attualità comune a molte regioni italiane ed europee. Si è rafforzata l’ipotesi di un progetto del paesaggio (urbano) che in maniera graduale vada ad abbracciarsi, a fondersi, confondersi ed amalgamarsi con quello agrario periurbano ridando qualità e identità estetica al territorio. Nella progettazione di queste nuove figure di parchi la multidisciplinarietà è un elemento indispensabile per la sostenibilità presente e futura di tali contesti; ci si muove dalle discipline sociali-economiche a quelle urbanistiche fino a quelle più strettamente legate all’estetica e alla progettazione del paesaggio. Dalla scomposizione della definizione “Parco agrario periurbano” si definisce il paesaggio agrario, il territorio periurbano e il concetto stesso di paesaggi ed infine il parco agrario. Riassumendo la storia sul paesaggio agrario italiano e del come l’uomo, la storia e la cultura, nel corso dei secoli, lo abbiano sensibilmente modificato, si sono analizzate le molteplici fasi storiche legate alle diverse esigenze dettate dai mutamenti di ordine sociale, tecnologico, economico e le differenti conformazioni geo-morfologiche dei luoghi. Questi hanno generato dei paesaggi ciascuno caratterizzato da una diversa combinazione di fattori sociali e culturali con elementi colturali, irrigui, morfologici e insediativi. Si è indagato per individuare le principali componenti del paesaggio agrario, le loro relazioni e il ruolo che ciascuna di esse riveste nella determinazione del paesaggio stesso. L’agricoltura contribuisce a dar forma al territorio e al paesaggio. L’attività agricola è tra tutte le forme di occupazione del territorio quella che storicamente e quantitativamente, insieme all’insediamento abitativo. Superata una prima fase di lettura storica del paesaggio, si sono individuate le permanenze storiche nel paesaggio contemporaneo attraverso la lettura dell’agromosaico. Questo studio, fornisce importanti informazioni sul territorio rurale in quanto all’uso del suolo, alla struttura della proprietà fondiaria e alla struttura, dimensione e geometria dei campi coltivati. Dagli studi di Emilio Sereni e Renato Zangheri si apprende che la struttura della proprietà fondiaria, congiuntamente alle diverse tecniche di coltivazione, sono elementi cardine dell’organizzazione dell’agromosaico e sono chiaramente leggibili sul territorio. Successivamente si è svolto l’approfondimento del rapporto tra la città e la campagna nella storia fino all’età contemporanea, con la dissoluzione del limite, la nascita della città diffusa e del territorio periurbano e di come questo fenomeno abbia contribuito a creare le nuove forme di paesaggio. Si è dunque condotta una breve ricognizione storica sul rapporto tra la città e i territori rurali soffermandosi sui casi novecenteschi delle “garden city” e delle “green way” in cui il paesaggio agrario svolgeva un ruolo determinante per la vita della stessa città. Dopo aver approfondito i termini “agricoltura” e “periurbano” si è ritenuto opportuno dare una definizione di paesaggio. Attraverso la lettura di studi autorevoli quali quelli di R. Assunto, J. Appelton, M. Venturi Ferriolo e P. D’angelo si è definito il paesaggio come identità estetica dei luoghi con la compresenza di natura, cultura e storia. Sono state, poi, considerate le più rilevanti definizioni di paesaggio di noti paesaggisti tra cui quelle date da Gilles Clement e Annalisa Maniglio Calcagno, e infine quella della Convenzione Europea del Paesaggio. Affrontando lo studio sulle caratteristiche delle aree agricole periurbane e dei nuovi ruoli che potranno assumere, sono state considerate tutte quelle sporadiche iniziative private, talvolta abusive, da parte di coloro che mostrano la volontà di riappropriarsi degli spazi verdi periurbani. Iniziative come gli orti urbani o come quelle politiche dei “guerrilla gardening” o le più pacifiche dei “community garden” mostrano questo desiderio di possedere una porzione di territorio rurale sia per lo svago che per migliorare le proprie condizioni di vita. Si identifica una specifica domanda, che da latente diviene evidentemente esplicita: come poter attuare un adeguato processo indirizzato al consolidamento di specifiche politiche di sviluppo e di metodologie progettuali per le aree periurbane di ogni città e dei comuni circondari? Questa domanda ha fornito diversi spunti di riflessione e solleva altri interrogativi in merito alla costruzione di tale processo. La questione centrale è quella di capire quale efficace gestione della pianificazione urbanistica, della progettazione urbana e del pesaggio può essere realizzata per i terreni agricoli periurbani in modo da utilizzare tali ambiti come parte di un processo utile a garantire una gestione sostenibile delle grandi città. La soluzione proposta è la costruzione di parchi agrari periurbani. In questi anni si sta assistendo ad una radicale riorganizzazione del ciclo produttivo agricolo mirando alla riduzione degli sprechi energetici e all’incremento della biodiversità e delle coltivazioni autoctone. Anche le politiche comunitarie vertono sulla riduzione dei consumi di concimi e pesticidi, sulla diffusione di metodi e processi naturali attraverso la reintroduzione di rotazioni agrarie e della concimazione naturale con compost e di nuove tecnologie compatibili con l’ambiente, sulla cura dei terreni agricoli e forestali periurbani abbandonati ed infine sulla formazione di nuove figure di agricoltori. L’ultima parte è stata dedicata alla definizione del parco agrario periurbano e ad una raccolta di progetti contemporanei di parchi agricoli realizzati in Italia e in ambito europeo. Si propone il modello del Parco Agrario Periurbano attraverso il quale ci si occupa progettualmente di quei paesaggi non più riconoscibili come agrari ma non ancora urbani, confermandogli una nuova identità. Il paesaggio del Parco Agrario Periurbano è un modello progettuale che, attraverso l’individuazione di elementi e criteri di intervento, costruisce un paesaggio produttivo e di svago per i cittadini riconfigurando, contemporaneamente, i bordi della città. Non si tratta solo di ricostruire il limite della città, ma prendendo atto di come generalmente la pianificazione e la progettazione procedano per frammenti, senza progetti organici, si sperimenta un nuovo approccio integrato che mette in relazione le tre tipologie di modelli qui catalogati: parchi urbani periurbani che richiamano una immagine estetica del paesaggio agricolo, parchi di cintura agrari con valenze più urbanistiche di area vasta che progettuali ed infine due esempi recenti di realizzazioni di parchi agrari in Italia. Il presente lavoro umilmente utilizza le esperienze indagate e le teorie sviluppate per verificare una possibile applicazione nelle città metropolitane contemporanee.

Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: parchi, agrari, periurbani
Depositing User: Francesca Migliorini
Date Deposited: 29 Apr 2010 13:10
Last Modified: 30 Apr 2014 19:38
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/3725

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