Petrazzuolo, Marcella (2009) Nuove ipotesi patogenetiche nel pemfigo indotto da farmaci: ruolo dell'acetilcolinesterasi e meccanismi di autofagia. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Italiano
Title: Nuove ipotesi patogenetiche nel pemfigo indotto da farmaci: ruolo dell'acetilcolinesterasi e meccanismi di autofagia
Creators:
CreatorsEmail
Petrazzuolo, Marcellamarcypet1978@libero.it
Date: 27 November 2009
Number of Pages: 68
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Patologia sistematica
Doctoral School: Medicina clinica e sperimentale
PHD name: Fisiopatologia clinica e medicina sperimentale
PHD cycle: 22
PHD Coordinator:
nameemail
Marone, Giannimarone@unina.it
Tutor:
nameemail
Ayala, Fabioayala@unina.it
Date: 27 November 2009
Number of Pages: 68
Uncontrolled Keywords: Pemfigo, acetilcolinesterasi, autofagia.
MIUR S.S.D.: Area 06 - Scienze mediche > MED/35 - Malattie cutanee e veneree
Date Deposited: 19 May 2010 09:27
Last Modified: 30 Apr 2014 19:38
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/3804

Abstract

Il pemfigo è una malattia autoimmune potenzialmente letale, che interessa la cute e le mucose, caratterizzata dal distacco delle cellule dell’epitelio stratificato (acantolisi). Il pemfigo si sviluppa in seguito ad un’ interazione tra fattori endogeni (genetici) ed esogeni. Infatti, in letteratura sono riportati differenti casi di sviluppo o esacerbazione della malattia in pazienti direttamente esposti a pesticidi, o sottoposti al trattamento con farmaci come il captopril o l'enalapril per periodi prolungati, oppure in pazienti che assumono regolarmente alcuni cibi contenenti tannini o vegetali appartenenti alla specie Allium (Raff, 1993; Hetts 1998, Thomberry, 1998; Nicholson, 1999; Gervais, 1999; Ona, 1999; Contassot, 1999). Gli anticorpi circolanti, prodotti nel corso della malattia, sono considerati responsabili della formazione di bolle e di erosioni della pelle e delle mucose. Questo progetto di ricerca è stato suddiviso in due fasi. Nella prima fase è stato valutato l’effetto del captopril sul metabolismo dell’acetilcolina, in cheratinociti umani. L’acetilcolina (ACh) è un importante mediatore dell’adesione cellulare che interviene sulla crescita, differenziazione, adesione, motilità, formazione della barriera cellulare, secrezione ghiandolare e modulazione della microcircolazione (Kurzen et al., 2007). I cheratinociti umani sintetizzano acetilcolina non neuronale, che agisce a livello locale, regolando alcune funzioni cellulari come proliferazione, adesione cellulare, contatti cellulari mediati dai desmosomi (barriera funzione) e attività ghiandolare (Wessler et al., 2003). Il pemfigo è caratterizzato dalla presenza di autoanticorpi diretti contro la desmogleina 1 e la desmogleina 3. Oggigiorno è stato però dimostrato che tra i vari autoanticorpi ci sono anche quelli diretti contro le subunità dei recettori dell’acetilcolina α3 e α9 e la pemfassina. In particolare, gli autoanticorpi diretti verso i recettori dell’acetilcolina sono stati trovati nell’85% dei pazienti con pemfigo volgare e pemfigo foliaceo. A tale proposito, l’interesse del nostro lavoro è stato rivolto alla modulazione dell’acetilcolina durante le manifestazioni acantolitiche del pemfigo. In particolare, è stato valutato se il captopril, noto induttore di pemfigo, potesse interferire con il rilascio di Ach, modulando l’acetilcolinesterasi (AChE), enzima deputato alla sua degradazione. Mediante RT-PCR e western blot sono stati valutati i livelli di espressione di AChE, in colture primarie di cheratinociti (NHEK) e HaCat trattati con captopril. In seguito, per valutare l’effetto del captopril su AChE, è stato eseguito un saggio enzimatico. Infine, per valutare l’effetto della riduzione di ACh sulla coesione cellulare è stata analizzata l’espressione di alcuni geni coinvolti nell’acantolisi quali la metalloproteinasi 9 (MMP-9), la desmogleina 3 (DSG3), la caspasi 3 e la caderina E. Nella seconda parte del progetto, sono stati analizzati i pathway di morte cellulare attivati da differenti molecole, noti induttori di pemfigo. Scopo di questa seconda fase è di verificare se nella patogenesi del pemfigo intervengono diversi pathway di morte cellulare oltre a quello accertato di tipo apoptotico. Essendo, il pemfigo una malattia multifattoriale, l’attenzione si è focalizzata sul pemfigo indotto da farmaci e da molecole presenti negli alimenti. Colture primarie di cheratinociti (NHEK) e HaCat sono stati trattati con acido tannico, derivato allilico e ampicillina, tutti noti induttori di pemfigo, per valutare mediante RT-PCR i livelli di espressione di beclin-1 e μ-calpain, rispettivamente marcatori di autofagia e necrosi programmata. Inoltre, è stata valutata l’espressiome della MMP-9, DSG3, caspasi 3 e caderina E. Gli esperimenti sono stati condotti anche in presenza di inibitori specifici per l’apoptosi.

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