Mazzella, Francesca (2009) Marcatori di fragilità in età avanzata: ruolo della fragilità nel recupero funzionale del cardiopatico anziano. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Italiano
Title: Marcatori di fragilità in età avanzata: ruolo della fragilità nel recupero funzionale del cardiopatico anziano
Creators:
CreatorsEmail
Mazzella, Francescaframazzella@libero.it
Date: November 2009
Number of Pages: 36
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Medicina clinica e scienze cardiovascolari e immunologiche
Doctoral School: Medicina clinica e sperimentale
PHD name: Fisiopatologia clinica e medicina sperimentale
PHD cycle: 22
PHD Coordinator:
nameemail
Marone, GianniUNSPECIFIED
Tutor:
nameemail
Rengo, Francorengo@unina.it
Date: November 2009
Number of Pages: 36
Uncontrolled Keywords: FRAGILITA', INVECCHIAMENTO, MALATTIE CARDIOVASCOLARI, RIABILITAZIONE
MIUR S.S.D.: Area 06 - Scienze mediche > MED/09 - Medicina interna
Date Deposited: 19 May 2010 09:31
Last Modified: 30 Apr 2014 19:38
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/3805

Abstract

Razionale: La fragilità è una tipica condizione geriatrica caratterizzata da una aumentata vulnerabilità legata ad eventi turbativi determinanti deficit di uno o più sistemi. Un numero sempre maggiore di pazienti ultra-65enni a seguito di un evento acuto cardiovascolare viene ricoverato in riabilitazione cardiologica. Il percorso riabilitativo e quindi il recupero funzionale è influenzato dalle condizioni cliniche del paziente dopo l'evento. Scopo dello studio: verificare dopo un infarto miocardico acuto, rivascolarizzazione miocardica mediante angioplastica o by-pass aorto-coronarico e sostituzione valvolare, la prevalenza di fragilità, i suoi correlati clinici e biologici, e quanto la fragilità influenzi il recupero funzionale e riabilitativo del paziente cardiopatico anziano. Metodi:Sono stati arruolati 350 pazienti ultra-65enni, consecutivamente ricoverati in riabilitazione cardiologica intensiva (RCi) presso l’Istituto Scientifico della Fondazione Salvatore Maugeri di Telese Terme. Sono state prese in considerazioni le seguenti variabili: a) clinico-anamnestiche; b) variabili biologiche e parametri bioumorali di routine; c) variabili emodinamiche (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, indici ecocardiografici di funzione ventricolare); d) misure di performance fisica e disabilità (Forza arti superiori ed arti inferiori, Scala di Tinetti,test del cammino, Basic Activities of Daily Living e scala di Barthel; e)Mini Mental State Examination (MMSE), Geriatric Depression Scale - short form (GDS); f) Cumulative Index Rating Scale (CIRS); g) Social Support Assessment; h) Valutazione neurosensoriali: Deficit Vista ed Udito; i) Valutazione attività fisica: Physical Activity Elderly Scale (PASE); l) Valutazione qualità di vita: Euroquol. La valutazione Fragilità è stata fatta con Frailty Staging System, 70-item CSHA frailty system e Fried scale for frailty. Risultati: lo studio dimostra come la fragilità sia una condizione ad alta prevalenza nei pazienti con malattia cardiovascolare ricoverati in RCi. Circa la metà dei pazienti è affetta da fragilità che come abbiamo visto è associata più frequentemente a condizioni di malattia come lo scompenso cardiaco. Misure predittive di fragilità sono la forza misurata agli arti inferiori, il PASE, la GDS, il deficit visivo ed uditivo, il supporto sociale e gli indici di comorbidità misurati con la CIRS (CIC –IDS. La PCR è la variabile biologica predittiva di fragilità, Inoltre, la fragilità è predittiva di risultato riabilitativo, infatti, il recupero del punteggio della scala Barthel e della scala di Tinetti sono positivamente correlate al livello di fragilità e che il recupero è maggiore per i soggetti gravati da più alti livelli di fragilità indagati con la scala di Fried e Lacks. La fragilità predice inoltre la durata della degenza. Le diverse misure di fragilità utilizzate indicano diversi potere di predizione del risultato riabilitativo, infatti, sia la fragilità misurata con la scala di Fried e con quella di Lacks si evidenzia un ruolo predittivo indipendente, cosa che non mostra la scala di Rockwood. Conclusioni: La valutazione multidimensionale aggiunge importanti informazioni nella gestione assistenziale e riabilitativa del cardiopatico anziano, evidenziando i vari domini deficitari e quindi orientando in modo specifico il programma e progetto riabilitativo. Inoltre, la capacità di evidenziare soggetti con fragilità in fase pre-clinica e clinica può guidare il team riabilitativo ad una gestione orientata dai domini deficitari e quindi ad un recupero soprattutto dei soggetti gravati da una maggiore fragilità, dove il nostro studio dimostra un risultato particolarmente efficace nel ridurre la disabilità del paziente anziano ed escludendo dal percorso riabilitativo i pazienti per i quali i livelli di cura necessari non sono più quelli di una riabilitazione intensiva ma di una cura orientata alla gestione di una disabiltà oramai cronicizzata.

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