Mele, Valentina (2009) Effetti di cellule stromali di origine mesenchimale sulla proliferazione e capacità invasiva di cellule tumorali di carcinoma colorettale. [Tesi di dottorato] (Inedito)

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Effetti di cellule stromali di origine mesenchimale sulla proliferazione e capacità invasiva di cellule tumorali di carcinoma colorettale
Autori:
AutoreEmail
Mele, Valentinavalym@libero.it
Data: 27 Novembre 2009
Numero di pagine: 81
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scienze biomorfologiche e funzionali
Scuola di dottorato: Scienze biomorfologiche e chirurgiche
Dottorato: Morfologia clinica e patologica
Ciclo di dottorato: 22
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Montagnani, Stefaniamontagna@unina.it
Tutor:
nomeemail
Montagnani, Stefaniamontagna@unina.it
Data: 27 Novembre 2009
Numero di pagine: 81
Parole chiave: carcinoma colorettale, cellule stromali mesenchimali, co-colture
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 05 - Scienze biologiche > BIO/16 - Anatomia umana
Depositato il: 26 Mag 2010 11:07
Ultima modifica: 19 Nov 2014 10:11
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/3928

Abstract

È ormai ben noto che lo stroma tumore-associato svolga un ruolo attivo nella cancerogenesi, nella vascolarizzazione e nella metastatizzazione di molte tipologie di carcinomi, tra cui il carcinoma colorettale (CRC). Lo stroma è un ambiente eterogeneo che consiste di matrice extracellulare, di cellule immunitarie ed infiammatorie, di cellule endoteliali e precursori endoteliali, di vasi sanguigni, linfatici, di nervi e soprattutto di MSCs e di fibroblasti di varia tipologia. Il possibile ruolo svolto dalle MSCs nello sviluppo e progressione del tumore è attualmente oggetto di dibattito. Numerosi studi sperimentali hanno dimostrato che le MSCs sono reclutate al sito primario e ai siti metastatici, e contribuiscono alla progressione tumorale. Le MSCs sono infatti in grado di indurre l’angiogenesi e la crescita tumorale, mediante la secrezione di fattori di crescita o citochine, o di favorire la formazione metastatica mediante produzione di proteasi come le MMPs capaci di degradare la matrice extracellulare (ECM). Altre evidenze sperimentali indicano invece un’attività inibitoria svolta dalle MSCs sulla crescita di diversi tipi di tumori. Sulla base di queste evidenze, sono stati iniziati e sono attualmente in corso dei trial clinici che utilizzano MSCs amministrate per via endocranica, nella terapia del glioblastoma. Un ulteriore potenziale utilizzo terapeutico delle MSC in campo oncologico si basa sulla loro capacità di migrare ai siti tumorali. Dato che possono esprimere transgeni in maniera efficiente e per un lungo periodo, senza alterare le proprie caratteristiche, sono molto più resistenti all’irradiazione se paragonate alle tumorali e hanno un’ottima capacità antiossidante di espulsione delle specie reattive dell’ossigeno e di riparo delle rotture a doppio filamento, le MSCs potrebbero costituire dei vettori ottimali per il rilascio mirato di farmaci direttamente nel sito tumorale. Una chiarificazione del potenziale pro-oncogenico delle MSCs è pertanto necessaria, alla luce di un loro possibile impiego terapeutico. Inoltre lo studio degli effetti esercitati dalle MSCs sullo sviluppo e progressione tumorale e dei meccanismi coinvolti, potrebbe portare all’identificazione di molecole su cui focalizzare l’attenzione per lo sviluppo di nuove terapie. Al fine di investigare il contributo delle MSCs nella formazione e progressione del CRC, nel presente studio sono stati valutati gli effetti di BM-MSCs umane su cellule tumorali di CRC, mediante co-colture bidimensionali. In particolare sono state analizzate la proliferazione, adesività, invasività, produzione di fattori pro-infiammatori ed angiogenetici, e tumorigenicità.

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