Illiano, Marianna (2009) Le piane e le "acropoli" lungo la costa da Palaepoli a Cuma. Estensione Elevazione nella costruzione dei paesaggi di costa. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Abstract

La ricerca sperimenta una lettura dello spazio costiero tra Napoli e l’estrema punta dei Campi Flegrei attraverso il ‘rilevamento’, nella descrizione dello stato di fatto, di una ‘figura’ ‘misurata’ in estensione ed elevazione: una successione di acropoli tra piane, archetipi grafici e icono-grafici della “forma insediativa” e della “forma della terra” di un luogo prossimo all’acqua. A partire dalla sintesi grafica e descrittiva del racconto di Le Corbusier di una passeggiata lungo la riviera in Bretagna la ricerca pone al centro il carattere di essenzialità del rapporto compositivo estensione-elevazione, assunti a parametri di lettura della morfologia dei luoghi. Le differenze, messe a sistema nelle sequenze urbane scelte (da est verso ovest, da Napoli a Cuma lungo costa), non hanno la pretesa di ricomporre la globalità di tutte le forme di insediamento, e di forma del disegno di suolo, ma di caratterizzare un tratto di costa specifico, posto nell’area occidentale di Napoli, in cui il gioco delle dualità, dei rimandi, è forma stessa del territorio e in cui è possibile restituire ai segni il significante, al contiguo la successione, all’iterazione l’avvenimento unico che si ripete. I segmenti di costa dopo essere stati letti in maniera ‘isolata’ rispetto al contesto, sono approfonditi, nel loro reciproco relazionarsi, in un determinato spazio e tempo attraverso l’uso di una grafia-ri-scrittura che prevede una sorta di ricorsività delle ‘estensioni’ e delle ‘elevazioni’. Si sperimenta quindi un processo che dalla prefigurazione di un rapporto compositivo (Le Corbusier), ha condotto alla individuazione di un’area (Napoli - Palaepoli tra la villa comunale e piazza municipio), e alla sperimentazione nell’iterazione del rivelamento della permanenza di alcuni caratteri dei materiali urbani. L’immagine piana-acropoli-piana, composta da una successione di tre parti differenti in estensione (profondità rispetto alla linea di costa) e secondo l’andamento in elevazione (basso–alto-basso), individua una composizione a 3 note distinte utile a fornire un’unità di misura per la lettura di un’estensione di costa più ampia. Una classificazione delle differenze (tra tre note che compongono unità) che dà visibilità alla pluralità con cui il paesaggio va inteso in senso figurale, riconoscibile nel disegno e in senso linguistico, metaforico. La sommatoria dei tanti segmenti porta, infine, ad un processo di ‘rettificazione’del profilo, come in un dispiegamento di una curva di cui è stata identificata l’unità di misura, che non coincide col metro, ma con una figura-sequenza compositiva di una nota bassa, alta, bassa. Nella struttura in capitoli si riproduce la progressiva articolazione del tema di ricerca: cap 1) la ‘figura’: il caso Napoli: Palepoli: la centralità verticale tra due (diversi) orizzonti; l’eccezione-singolarità, nel rapporto con i diversi caratteri dell’estensione del piano orizzontale; cap 2) l’iterazione della figura: la costruzione di un ‘isolario’ per i Campi Flegrei (Posillipo,Rione Terra, Baia,Cuma) cap 3) montaggio e comparazione: le variazioni dell’identità del rapporto altura-piana documentano e raccontano analogie e differenze lungo la linea di costa.

Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: Paesaggio, Costa, Morfologia
Depositing User: Francesca Migliorini
Date Deposited: 14 Jul 2010 09:27
Last Modified: 30 Apr 2014 19:39
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/4025

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