Rega, Angelo (2009) Ambienti reattivi e adattivi come protesi cognitive: progettazione e studio di alcuni prototipi sperimentali. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Italiano
Title: Ambienti reattivi e adattivi come protesi cognitive: progettazione e studio di alcuni prototipi sperimentali.
Creators:
CreatorsEmail
Rega, Angeloangelo.rega@unina.it
Date: 28 November 2009
Number of Pages: 176
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Scienze relazionali "Gustavo Iacono"
Doctoral School: Scienze psicologiche e pedagogiche
PHD name: Scienze psicologiche e pedagogiche
PHD cycle: 22
PHD Coordinator:
nameemail
Miglino, Orazioorazio.miglino@unina.it
Tutor:
nameemail
Miglino, Orazioorazio.miglino@unina.it
Date: 28 November 2009
Number of Pages: 176
Uncontrolled Keywords: ambienti reattivi, protesi cognitive, ambient intelligence, logopedia, ambienti adattivi, edutainment, tecnologia, riabilitazione,playware
MIUR S.S.D.: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PSI/01 - Psicologia generale
Date Deposited: 14 Dec 2009 16:37
Last Modified: 30 Apr 2014 19:40
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/4139

Abstract

Il progetto di ricerca descritto in questo lavoro di tesi riguarda la sviluppo di un sistema hardware e software per realizzare ambienti reattivi da utilizzare nell’ambito di scenari educativi, ludici e riabilitativi. Esso nasce primordialmente da una specifica richiesta di un centro di riabilitazione che ha voluto condurre ricerche al fine di individuare e sviluppare tecnologie per realizzare ambienti reattivi da adottare nelle pratiche di riabilitazione cognitiva. Il risultato finale del progetto di ricerca consta di un sistema integrato hardware/software che permette di “dar vita” agli oggetti di uso quotidiano (giocattoli, utensili, tappeti, suppellettili, pareti, ecc.) che, quando entrano in contatto con una persona reagiscono emettendo suoni, parole, frasi, filmati o attivando delle periferiche (accensione di luci, apertura/chiusura di porte, ecc.). Un primo studio esplorativo ne ha inoltre verificato la validità all’intero di uno scenario di riabilitazione logopedia. Il prototipo, infatti, consente ad un terapeuta (o ad un genitore) di “animare” facilmente gli oggetti e, successivamente, di distribuirli in un qualsiasi spazio chiuso (una stanza di giochi, una mensa, una palestra, la stanza di un setting terapeutico, ecc.). Una prima applicazione del sistema ha riguardato la riabilitazione di bambini ipoacusici con protesi retro-digitali. Questi soggetti riacquistano la sensibilità ai suoni grazie all’innesto di specifici apparecchi elettronici acustici. La riabilitazione, di solito condotta da un logopedista, permette loro di acquisire la capacità di interpretare i suoni come parole e di produrre gradualmente delle frasi complesse. Il processo di riabilitazione è lungo e, per bambini molto piccoli (dai 3 ai 5 anni di età), può spesso risultare tedioso. Il sistema ha arricchito il consueto setting terapeutico con oggetti “parlanti” che il bambino scova giocando in una sorta di caccia al tesoro. L’idea di fondo è quella di cercare di mantenere alta la motivazione all’esercizio riabilitativo, consentendo al bambino di entrare in contatto con molti stimoli (feedback da parte dell’ambiente) in modo giocoso e autonomo.

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