Ambienti reattivi e adattivi come protesi cognitive: progettazione e studio di alcuni prototipi sperimentali.

REGA, ANGELO (2009) Ambienti reattivi e adattivi come protesi cognitive: progettazione e studio di alcuni prototipi sperimentali. [Tesi di dottorato] (Inedito)

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Abstract

Il progetto di ricerca descritto in questo lavoro di tesi riguarda la sviluppo di un sistema hardware e software per realizzare ambienti reattivi da utilizzare nell’ambito di scenari educativi, ludici e riabilitativi. Esso nasce primordialmente da una specifica richiesta di un centro di riabilitazione che ha voluto condurre ricerche al fine di individuare e sviluppare tecnologie per realizzare ambienti reattivi da adottare nelle pratiche di riabilitazione cognitiva. Il risultato finale del progetto di ricerca consta di un sistema integrato hardware/software che permette di “dar vita” agli oggetti di uso quotidiano (giocattoli, utensili, tappeti, suppellettili, pareti, ecc.) che, quando entrano in contatto con una persona reagiscono emettendo suoni, parole, frasi, filmati o attivando delle periferiche (accensione di luci, apertura/chiusura di porte, ecc.). Un primo studio esplorativo ne ha inoltre verificato la validità all’intero di uno scenario di riabilitazione logopedia. Il prototipo, infatti, consente ad un terapeuta (o ad un genitore) di “animare” facilmente gli oggetti e, successivamente, di distribuirli in un qualsiasi spazio chiuso (una stanza di giochi, una mensa, una palestra, la stanza di un setting terapeutico, ecc.). Una prima applicazione del sistema ha riguardato la riabilitazione di bambini ipoacusici con protesi retro-digitali. Questi soggetti riacquistano la sensibilità ai suoni grazie all’innesto di specifici apparecchi elettronici acustici. La riabilitazione, di solito condotta da un logopedista, permette loro di acquisire la capacità di interpretare i suoni come parole e di produrre gradualmente delle frasi complesse. Il processo di riabilitazione è lungo e, per bambini molto piccoli (dai 3 ai 5 anni di età), può spesso risultare tedioso. Il sistema ha arricchito il consueto setting terapeutico con oggetti “parlanti” che il bambino scova giocando in una sorta di caccia al tesoro. L’idea di fondo è quella di cercare di mantenere alta la motivazione all’esercizio riabilitativo, consentendo al bambino di entrare in contatto con molti stimoli (feedback da parte dell’ambiente) in modo giocoso e autonomo.

Tipologia di documento:Tesi di dottorato
Parole chiave:ambienti reattivi, protesi cognitive, ambient intelligence, logopedia, ambienti adattivi, edutainment, tecnologia, riabilitazione,playware
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 11 Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PSI/01 PSICOLOGIA GENERALE
Coordinatori della Scuola di dottorato:
Coordinatore del Corso di dottoratoe-mail (se nota)
MIGLINO, ORAZIOorazio.miglino@unina.it
Tutor della Scuola di dottorato:
Tutor del Corso di dottoratoe-mail (se nota)
MIGLINO, ORAZIOorazio.miglino@unina.it
Stato del full text:Inedito
Data:28 Novembre 2009
Numero di pagine:176
Istituzione:Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento o Struttura:SCIENZE RELAZIONALI "G. Iacono"
Tipo di tesi:Dottorato
Stato dell'Eprint:Inedito
Scuola di dottorato:Scuola di Dottorato in Scienze Psicologiche e Pedagogiche
Denominazione del dottorato:Scienze Psicologiche e Pedagogiche
Ciclo di dottorato:XXII
Numero di sistema:4139
Depositato il:14 Dicembre 2009 17:37
Ultima modifica:04 Agosto 2010 14:33

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