Cimmino, Carmen (2009) DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE E REGOLAZIONE AFFETTIVA: PROPOSTA DI INQUADRAMENTO NOSOGRAFICO E DI VALUTAZIONE DI “SPETTRO” DI PATOLOGIA “ENDOGENA”. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: Comportamento alimentare, spettro, affettività, umore.
Date Deposited: 04 Dec 2009 10:28
Last Modified: 30 Apr 2014 19:40
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/4155

Abstract

Oggetto: verificare l’appartenenza dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) di tipo bulimico (Anoressia Nervosa, sottotipo con condotte di eliminazione, AN-BP; Bulimia Nervosa, BN; Binge Eating Disorder, BED) allo ‘spettro’ dei disturbi dell’umore attraverso la ricerca di sintomi affettivi sottosoglia e di osservabili disturbi nella psicomotricità, considerati markers di patologia ‘endogena’ dell’umore. Soggetti&Metodi: 35 pazienti ambulatoriali, di sesso femminile, con diagnosi di AN-BP (n=11), BN (n=8), e BED (n=15) e 25 soggetti di controllo sani, paragonabili per età e sesso al campione clinico, hanno completato l’Intervista Clinica Strutturata per lo Spettro dell’Umore (SCI-MOODS); in entrambi i gruppi è stata quindi monitorata l’attività psicomotoria mediante l’applicazione al polso, per 72 ore, dell’actigrafo, un dispositivo elettronico che misura i seguenti parametri della attività psicomotoria: l’orario in cui si verifica il picco della curva dell’attività psicomotoria (acrofase), la massima ampiezza della curva medesima (amplitude), la media dell’attività motoria nelle 24 ore (mesor), e la media dell’attività motoria diurna (day mean activity) e notturna (night mean activity). Risultati: le pazienti mostrano, rispetto ai soggetti di controllo, un maggiore punteggio totale alla SCI-MOODS, una acrofase anticipata, minori valori medi dell’attività motoria nelle 24 ore e nell’intervallo diurno ed una ridotta ampiezza della curva di attività motoria. Tali differenze rimangono significative anche dopo aver escluso l’effetto dell’età e dell’indice di massa corporea. La regressione logistica ha inoltre evidenziato che, in questo campione, alti punteggi alla SCI-MOODS e bassi valori di mesor e di amplitude conferiscono una maggiore suscettibilità nei confronti di una diagnosi di DCA di tipo bulimico. Conclusioni: i dati depongono a favore dell’appartenenza delle categorie bulimiche dei DCA ad una patologia affettiva ‘di spettro’, e suggeriscono che una diatesi affettiva (identificabile in base al rilievo di sintomi subclinici dell’umore e di peculiari disturbi della psicomotricità) possa predisporre allo sviluppo di DCA di tipo bulimico. Il comportamento alimentare e la regolazione affettiva potrebbero condividere un disturbo neurobiologico ‘fondamentale’ (‘endogeno’) alla base, manifestantesi come ‘disturbo osservabile della psicomotricità’, che condiziona, ad un livello fenomenico, l’emergere di entrambe le categorie di sintomi.

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