Pironti, Gabriella (2005) Entre Ciel et Guerre: figures d’Aphrodite en Grèce ancienne. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Français
Title: Entre Ciel et Guerre: figures d’Aphrodite en Grèce ancienne
Creators:
CreatorsEmail
Pironti, GabriellaUNSPECIFIED
Date: 2005
Date Type: Publication
Number of Pages: 489
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II - École Pratique des Hautes Études
Department: Discipline storiche "E. Lepore"
PHD name: Storia antica
PHD cycle: 13
PHD Coordinator:
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Mele, AlfonsoUNSPECIFIED
Tutor:
nameemail
Tortorelli Ghidini, MarisaUNSPECIFIED
Date: 2005
Number of Pages: 489
Uncontrolled Keywords: Afrodite, Grecia antica, Politeismo
MIUR S.S.D.: Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/02 - Storia greca
Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/04 - Numismatica
Date Deposited: 31 Jul 2008
Last Modified: 30 Apr 2014 19:23
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/554

Abstract

[ITALIANO] La tesi si propone di analizzare alcuni aspetti di Afrodite che risultano occultati dalla definizione univoca di “dea dell’amore”, e di esplorare la polisemia inerente, in Grecia antica, all’eros e alla mixis. La polivalenza della dea è percepibile sia nei racconti dei poeti che nei pantheon delle città greche. In quest’ottica sono stati considerati con particolare attenzione il suo legame genetico con Urano, il Cielo, e la coppia che Afrodite forma con Ares, il dio del furore guerriero. Il racconto di Esiodo, nella Teogonia, permette di evidenziare alcuni indizi essenziali riguardanti le prerogative di Afrodite, quali, ad esempio, l’inquietante ambiguità e il legame con il seme virile di origine urania (Cap. I). Nel disegnare il ritratto della divinità preposta alla genesi della vita e alla mixis dei corpi, i Greci hanno messo l’accento sulla dimensione cosmica e sul carattere autoritario della sua azione (Cap. II). Afrodite è la dea dell’aphros, la “schiuma”, e il discorso dei Greci sul teonimo ne conferma l’intima relazione con l’umidità vitale. Le sue competenze sulla fioritura, la fisiologia e la virilità hanno condotto a riconsiderare il rapporto di Afrodite con i giovani ragazzi nel fiore dell’età (Cap. III). Contrariamente alla communis opinio, l’Afrodite greca può prendere un aspetto guerriero e assumere, nella religione della polis, delle funzioni di ordine politico e militare. Le intersezioni tra il mondo di Afrodite e quello di Ares, tra mixis sessuale e mischia guerriera, tra furore erotico e ardore di lotta, permettono di comprendere che la dea sia chiamata a suscitare l’“eros della battaglia” (Cap. IV). / [ENGLISH] The aim of this study is to analyse some aspects of Aphrodite which the restrictive definition as “goddess of love” tends to overshadow, and furthermore to explore the intrinsic polysemy of eros and mixis in Ancient Greece. The polyvalence of the goddess is inscribed both in the poets’ stories and in the pantheons of Greek cities. Particular attention has been given to the genetic relationship between Aphrodite and Ouranos, the sky god, and to the couple that she forms with Ares, the god of warlike fury. Hesiod’s Theogony sheds some light on several of Aphrodite's significant traits, among which her ambiguity and her bond with the manly seed of Ouranos (Chapter I). In depicting the goddess who rules over genesis and the mixis of bodies, the Greeks have underlined the cosmic dimension and the imperiousness of her influence (Chapter II). Aphrodite is the goddess of aphros, “foam”, and the writings of the Ancient Greeks concerning the theonym confirm her genetic link with vital humours. The study of her competences over flowering, corporeity and virile strength contributes to an improved understanding of her role alongside young blossoming boys (Chapter III). Contrary to common belief, the Greek Aphrodite can assume a warlike aspect as well as political and military functions within the city's pantheon. Considering the intersections of Aphrodite’s and Ares’ domains, of sexual mixis and close combat, of erotic fury and fighting ardour, one can understand why the goddess should be invoked to give rise to the “eros of battle” (Chapter IV).

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