Napoletano, Daniela (2006) Dall’innovazione normativa alla pratica educativa: il caso della conferenza d'ambito della provincia di Napoli. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Italiano
Title: Dall’innovazione normativa alla pratica educativa: il caso della conferenza d'ambito della provincia di Napoli
Creators:
CreatorsEmail
Napoletano, DanielaUNSPECIFIED
Date: 2006
Date Type: Publication
Number of Pages: 261
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Sociologia "Gino Germani"
PHD name: Sociologia e ricerca sociale
PHD cycle: 18
PHD Coordinator:
nameemail
Spanò, AntonellaUNSPECIFIED
Tutor:
nameemail
Amaturo, EnricaUNSPECIFIED
Date: 2006
Number of Pages: 261
Uncontrolled Keywords: Educazione, Innovazione, Rete
MIUR S.S.D.: Area 14 - Scienze politiche e sociali > SPS/07 - Sociologia generale
Date Deposited: 30 Jul 2008
Last Modified: 30 Apr 2014 19:23
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/646

Abstract

Il lavoro di tesi approfondisce il tema delle innovazioni normative che caratterizzano le politiche educative. In particolare, analizza il processo di istituzione e di avvio della Conferenza d’Ambito, il nuovo organismo territoriale di governo del sistema scolastico e formativo costituito dall’ente locale Provincia di Napoli, Assessorato alle Politiche scolastiche e formative. Le politiche educative giocano un ruolo sempre più importante nella società odierna. L’istruzione è, infatti, al crocevia del dibattito politico-istituzionale e dei processi di riforma amministrativa e istituzionale che si sono sviluppati in questi ultimi anni. In particolare, un riconoscimento formale della centralità del ruolo dell’istruzione nelle politiche sociali si è avuto con il Consiglio Europeo, riunitosi a Lussemburgo nel 1997, che ha lanciato la Strategia Europea per l’Occupazione, definita, successivamente, “strategia di Lisbona”. Il nuovo quadro politico istituzionale del sistema di Education proprio del nostro Paese si colloca nella scia di queste profonde e significative sollecitazioni europee nel campo delle politiche dell’istruzione e della formazione. Punto di partenza fondamentale per comprendere questo nuovo scenario delle politiche educative è rappresentato dal processo di decentralizzazione intervenuto nell’assetto istituzionale dell’istruzione e in quello degli enti territoriali, sia regionali che locali. Successivamente alla legge 142/90, infatti, il passo decisivo per dare concreto sviluppo all’obiettivo del riconoscimento e della valorizzazione di una effettiva autonomia didattica, di ricerca e di gestione degli istituti scolastici si è avuto con l’ambizioso disegno di decentramento politico – amministrativo di tutto il sistema pubblico del nostro Paese, contenuto nella legge Bassanini n. 59 del 15 Marzo ‘97, che ha rappresentato il primo serio tentativo di attuare nel nostro Paese – a Costituzione invariata – una modernizzazione di tutto il sistema amministrativo, incentrato in primo luogo sui principi costituzionali dell’autonomia e del policentrismo. In tale contesto all’autonomia scolastica è dedicato l’articolo 21 che traccia gli elementi essenziali di una nuova concezione istituzionale del sistema scolastico. Considerata questa impellente esigenza di tendere verso la formazione di una politica scolastica territoriale, l’ente locale Provincia di Napoli, in materia di istruzione e formazione, sta trasformando la propria linea politica per favorire la formazione di un “Sistema Integrato scuola, formazione e lavoro”. Allo scopo di facilitare l’implementazione di queste nuove politiche d’integrazione tra diverse aree istituzionali il territorio provinciale è stato suddiviso in Ambiti Funzionali che rappresentano il riferimento territoriale della attività programmatoria e delle politiche di governo della scuola nella Provincia di Napoli. In seguito a questa funzionale suddivisione del territorio provinciale, sono state delineate nuove strutture operative dell’area “politiche scolastiche”. In particolare, risultano rilevanti gli strumenti della concertazione sociale: le Conferenze d’Ambito. Le Conferenze d’Ambito rappresentano l’organismo di rappresentanza e di partecipazione, istituito con la delibera del Consiglio Provinciale n. 154 del 31/10/03, per il miglioramento dell’offerta formativa. Quindi prevedono la gestione delle relazioni tra i soggetti titolari di funzioni proprie appartenenti ad enti istituzionali diversi ma che insieme contribuiscono alla messa a punto di una specifica linea d’intervento quanto più possibile adatta all’ambito territoriale di riferimento, allo scopo di favorirne il pieno sviluppo. La tesi di dottorato si inserisce all’interno di questo quadro e si articola in quattro capitoli. In particolare, il primo si focalizza sulla lettura della sfida europea verso la società della conoscenza, una sfida tesa a sottolineare l’urgenza delle trasformazioni delle politiche educative per una maggiore qualificazione delle risorse umane. Nel secondo capitolo, si passa dalla prospettiva sovranazionale a quella nazionale e locale allo scopo di inquadrare il modo in cui si trasformano le politiche educative. Ecco che si ripercorrono le tappe normativo-legislative che stanno alla base della costruzione del processo di decentramento delle politiche educative in termini di autonomia locale e scolastica, con riferimento ai relativi cambiamenti socio-istituzionali. Da qui, si snoda lo studio di caso, la Conferenza d’Ambito, seguito da un’accurata descrizione degli ambiti territoriali della Provincia di Napoli. Tale descrizione parte dall’iter normativo che caratterizza la definizione degli Ambiti prevista sia dal processo di dimensionamento delle Autonomie Scolastiche, sia dall’esercizio delle competenze trasferite alle Regioni ed agli Enti Locali e si conclude con un approfondimento sulle loro caratteristiche demografiche, morfologiche, socio-economiche e storico-culturali. Nel terzo capitolo, si presenta una prima parte del lavoro di ricerca mosso dall’intento di capire come e se le Conferenze d’Ambito mettono in pratica l’azione di coordinamento tra le scuole e le realtà territoriali dei diversi ambiti. Queste Conferenze in una prima fase sono state studiate attraverso un lavoro di analisi qualitativa dei verbali, prodotti durante lo svolgimento delle stesse Conferenze, tenutesi presso la sala della Giunta Provinciale di Napoli, Assessorato alle Politiche Scolastiche e Formative, alla fine del 2003 e per tutto il 2004. Tale analisi si è svolta attraverso l’ausilio del Nud.Ist (Versione N5), uno specifico software per l’analisi dei dati qualitativi CAQDAS (Computer- Assisted Qualitative Data Analysis Softwares) che ha consentito di condurre in maniera più sistematica le diverse fasi del processo di categorizzazione secondo i principi della Grounded Theory. Inoltre, si è ritenuto opportuno partecipare alla maggior parte delle Conferenze per facilitare l’operazione di lettura e analisi dei verbali. Sulla scia di questo quadro d’azione si presentano i caratteri generali della Grounded Theory e i vantaggi e limiti dell’analisi qualitativa attraverso il Nud.Ist. In seguito, si procede alla presentazione dei principali risultati dell’analisi qualitativa, dove emerge un quadro interpretativo della Conferenza d’Ambito come una rete di organizzazioni. Infine, nel quarto capitolo si procede ad un ulteriore approfondimento delle Conferenze attraverso una serie di interviste rivolte ai diversi attori pubblici e privati (Provincia, Ufficio scolastico Regionale, Unione Industriale, Centri per l’Impiego, Comuni, Dirigenti scolastici) partecipanti alla Conferenza. In particolare, per quanto concerne i Centri per l’Impiego, i Comuni e i Dirigenti scolastici si è privilegiato l’Ambito Flegreo e l’Ambito Vesuviano Costiero. La scelta di questi ambiti e dei relativi attori è stata in parte guidata dalla prima fase di analisi della ricerca, in parte dalle stesse sollecitazioni del campo di ricerca. Lo scopo è stato quello di approfondire, attraverso l’opinione di questi testimoni privilegiati, il contesto socio -istituzionale prima e dopo l’attuazione della Conferenza d’Ambito. In particolare, l’attenzione è stata rivolta agli aspetti innovativi introdotti dalla Conferenze rispetto alle precedenti pratiche decisionali e a quanto l’efficacia della prospettiva di “rete nella decisione” si traduce in pratica. Quindi è stato attuato uno studio con la Network Analysis da un punto di vista qualitativo. Ecco che si è cercato di rinforzare il dato empirico per trarne delle linee conclusive quanto più possibile aderenti al quadro della realtà studiata, così da riflettere sui punti di forza e sui punti di debolezza di questo strumento di governance “locale” delle politiche educative.

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