Pilone, Vincenzo (2010) La Diversione Biliopancreatica per la remissione della patologia diabetica nel paziente obeso. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: obesità diversione biliopanreatica diabete
Date Deposited: 17 Feb 2011 15:27
Last Modified: 30 Apr 2014 19:43
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/7918

Abstract

Numerosi studi clinici hanno dimostrato che la chirurgia bariatrica rappresenta la metodica più efficace per la terapia del diabete di tipo 2 (T2DM) nel paziente con obesità grave (1-4); in particolare dopo diversione biliopancreatica (BPD) la glicemia si normalizza e rimane a lungo termine entro l’intervallo di normalità in più del 95% dei casi, e contemporaneamente si verifica la sostanziale risoluzione del multiforme quadro della sindrome metabolica (5,6). Nei pazienti grandi obesi con T2DM dopo BPD, nel 75% dei casi la glicemia si normalizza entro il primo mese postoperatorio, quando il peso corporeo è ancora a livelli elevati, tutti gli studi clinici evidenziano una precoce normalizzazione dell’azione insulinica: la BPD ha, quindi, effetti metabolici specifici che sono indipendenti dalla variazione ponderale. I meccanismi invocati per spiegare le azioni specifiche della BPD sulle condizioni metaboliche sono numerosi (7,8,9). L’interruzione dell’asse entero-insulare potrebbe bloccare l’iperinsulinemia, riducendo indirettamente la resistenza insulinica indipendentemente da ogni riduzione di massa (8). La presenza di cibo indigerito in tratti intestinali distali potrebbe provocare l’increzione di enterochine e incretine, con effetti benefici sulla secrezione endocrina pancreatica e sulla stessa massa beta-cellulare (9,10). Accanto a ciò, l’estrema limitazione dell’assorbimento di grassi limita a sua volta grandemente la disponibilità dei grassi circolanti (11,12). La conseguente deplezione cellulare dei lipidi che le infiltravano obbliga le cellule a tornare all’utilizzazione del glucosio come fonte energetica preferenziale, e ciò risulta in ripristino della normale sensibilità insulinica. Inoltre la deplezione lipidica riduce la tossicità dei trigliceridi e degli acidi grassi liberi sulle cellule beta del pancreas, con miglioramento globale della secrezione insulinica. Se il soggetto operato ha un introito energetico maggiore di tale valore, potendo assorbire soltanto una quantità di energia pari alla soglia, perde peso sino a che il suo consumo energetico quotidiano è divenuto pari alla quantità di energia assorbita, e si stabilizza poi al peso corrispondente indipendentemente dall’effettivo introito energetico. Se viceversa l’introito è uguale alla soglia o inferiore o inferiore a essa, come può accadere in una persona con modesto sovrappeso, non vi semplicemente in sovrappeso, il peso corporeo non ha ragione di modificarsi, poiché in soggetto mangia tanto quanto è capace di assorbire, o addirittura meno di questo.

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