Marino, Marina (2010) Valutazione della persistenza e aderenza al trattamento diuretico come prima scelta nell’ipertensione arteriosa. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: rischio cardiovascolare, eventi avversi, efficacia, farmacovigilanza
Date Deposited: 02 Dec 2010 12:35
Last Modified: 30 Apr 2014 19:44
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8019

Abstract

L’utilizzo dei diuretici tiazidici nella terapia dell’ipertensione arteriosa,è ampiamente considerato come trattamento di prima scelta, considerati l’efficacia ed il basso costo di questa classe di farmaci. Questa indicazione, però non è unanime, dal momento che i diuretici tiazidici possono causare alterazioni metaboliche ed un aumento del rischio cardio- e cerebrovascolare. Abbiamo valutato il migliore approccio alla terapia antiipertensiva mediante uno studio che vede coinvolti, in stretta collaborazione, medici di medicina generale e specialisti dell’ipertensione arteriosa,nel quale abbiamo confrontato l’effetto del trattamento con diuretici tiazidici rispetto ad altri trattamenti considerati come terapia di prima scelta dell’ipertensione arteriosa,e abbiamo anche verificato l’efficacia e gli effetti avversi dei diuretici tiazidici nei pazienti in esame. Scopo dello studio: 1) valutare se un follow up basato su una stretta collaborazione tra medici generici e specialisti dell’ipertensione arteriosa favorisce l’uso dei diuretici come trattamento antiipertensivo di prima scelta; 2) valutazione della sicurezza ed efficacia per il controllo del rischio cardiovascolare Metodi: 260 medici di medicina generale hanno reclutato 2600 pazienti ipertesi con indicazione al trattamento farmacologico,e li hanno randomizzati per iniziare il trattamento con clortalidone (alla dose giornaliera di 12.5 - 25 mg ,1300 pts,popolazione D), oppure somministrando altri farmaci (escludendo i tiazidici,popolazione A),in singola dose o in terapia combinata ad una dose maggiormente tollerata. In entrambi i gruppi poteva essere aggiunta una qualsiasi altra classe di farmaci antiipertensivi in qualsiasi momento a seconda dei valori pressori (<140 – 90 mmHg). Il follow up ha avuto una durata di due anni. Risultati: Dopo il primo anno di follow-up il 67,6% dei partecipanti è risultato essere in controllo ottimale della pressione arteriosa (PA <140/90 mmHg): 67,4% in D e 67,9% in A(ns). Il 67,7% dei pazienti che hanno iniziato con D e il 59,3% di coloro che hanno iniziato con i medici hanno avuto modifiche della terapia: (C2 <0,001, OR = 1.439, 95% CI 1.203 -1.719) durante il primo anno di follow-up Alla fine del follow-up, la terapia antiipertensiva è risultata così distribuita: β-bloccanti (21,1% nel gruppo D contro il 24,3% del gruppo A; n.s), AT1-antagonisti (35,2% nel D, 38,9% nel gruppo A; n.s), ACE-inibitori (29,9% nel gruppo D, 28,7% nel gruppo A; n.s), calcio-antagonisti (17,2% nel gruppo D, 18,8% nel gruppo A; n.s.), diuretici (51,6% nel gruppo D, 29,7% nel gruppo A, p <0,0001). Inoltre, il numero medio di farmaci prescritti è risultato differente tra i due bracci dello studio ed in particolare i pazienti nel gruppo D hanno ricevuto 1,55 farmaci contro 1,4 nel gruppo A (p <0,0001). Un controllo ottimale della pressione arteriosa (BP valori <140/90 mm Hg e / o <135/75 mmHg nei soggetti diabetici) è stato raggiunto nel 55,1% dei pazienti nel gruppo D contro il 53,8% nel gruppo A (n.s). In questo studio abbiamo dimostrato che nel contesto di ipertensione e prevenzione CV l'uso di diuretici, come trattamento di prima linea anti-ipertensivi non ha portato ad alcun beneficio clinico rispetto ad ogni altra terapia anti-ipertensiva di prima linea. Nel nostro studio abbiamo riscontrato che i pazienti a cui era stata prescritta una terapia con diuretici, come trattamento anti-ipertensivo di prima linea,hanno modificato più spesso il regime di trattamento antipertensivo per scarso controllo della pressione arteriosa, effetti collaterali e intolleranza ai farmaci. Tali dati supportano gli studi precedenti su un più alto rischio di effetti collaterali di questa classe di farmaci antipertensivi che porta inevitabilmente ad una riduzione significativa della compliance al trattamento e, di conseguenza, ad un aumento dei costi del sistema sanitario. Inoltre, nella nostra analisi abbiamo riscontrato che i pazienti in trattamento con diuretici hanno avuto un numero maggiore di farmaci rispetto ai pazienti con altra terapia antipertensiva per ottenere gli stessi valori di pressione arteriosa nel follow-up.

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