Russo, Enrico (2010) STADIAZIONE E FOLLOW UP DEL CARCINOMA ANO-RETTALE: RUOLO DELL’ECOGRAFIA ENDOANALE ED ENDORETTALE RELATORE:. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: ecografia, endoanale, endorettale
Date Deposited: 06 Dec 2010 13:38
Last Modified: 30 Apr 2014 19:44
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8104

Abstract

In questo campo la diagnostica riveste un ruolo di grande importanza anche per valutare gli effetti delle diverse terapie e per il follow-up di tali neoplasie, consentendo di individuare precocemente recidive locali precoci, asintomatiche o extraparietali, permettendo così di realizzare un reintervento con intento curativo o, comunque un tempestivo intervento anche se palliativo (chirurgico o radioterapico). Lo studio è stato condotto su 27 pazienti (19 maschi e 8 femmine, età media di 65.4 anni, range 40-86) Il protocollo diagnostico pre-operatorio ha previsto, oltre alla routine ematochimica, il dosaggio del CEA e del CA 19-9, l’ecografia addominale e l’esame Rx del torace. La valutazione dello sviluppo locoregionale del carcinoma rettale è stata ottenuta con l’esplorazione rettale, l’esame rettoscopico, il clisma opaco a doppio contrasto, e la valutazione dell’istotipo con l’ecografia endorettale e la TC pelvica (infiltrazione neoplastica nello spessore della parete del retto (uT) e la presenza di eventuali linfonodi perirettali aumentati di volume (uN). I risultati ottenuti dalla diagnostica strumentale preoperatoria sono stati confrontati con il referto istologico definitivo del pezzo operatorio. la stadiazione ecografica con tecnica endoluminale ha dato i seguenti risultati: 3 sono stati stadiati come uT1, 7 come uT2, 13 come uT3 e 4 come uT4. Il confronto con il reperto istologico dimostrava corrette le seguenti stadiazioni: 3 pT1, 6 pT2 (con 1 sottostadiazione), 12 uT3 (con 1 sovrastadiazione), 3 pT4 (con 1 sovrastadiazione). Complessivamente i tumori sono stati correttamente stadiati ecograficamente in 24 casi, con 2 pazienti sovrastadiati e 1 sottostadiato. In tabella 1 è riportato lo schema riassuntivo dello staging ecografico. Lo studio ecografico dei linfonodi perirettali si è dimostrato corretto in 22 pazienti (13 uN1=pN1 e 9 uN0=pN0). Su 16 pazienti con linfonodi positivi all’esame ultrasonografico (uN1), 13 risultavano patologici anche all’esame istologico (pN1), mentre solo in 3 casi con linfonodi ecograficamente positivi (uN1) l’istologia non mostrava la presenza di ripetizione neoplastica (pN0). Negli 11 pazienti con linfonodi ecograficamente negativi (uN0), 9 sono risultati tali anche all’esame istopatologico (pN0). Nei rimanenti 2 casi con ecografia negativa (uN0) il riscontro diagnostico sul pezzo operatorio ha dimostrato la presenza di metastasi linfonodali (pN1). L’accuratezza diagnostica per lo status linfonodale è risultata pari all’81%, con una sensibilità dell’87%, una specificità del 75%, un valore predittivo positivo dell’81% ed un valore predittivo negativo dell’82%. In seguito all’intervento chirurgico tutti i 27 pazienti sono stati seguiti con follow-up ecografico (con un minimo di due controlli) con immagini sospette per recidiva in 8 pazienti; ( 5 conferme diagnostiche con biopsia ecoguidata ed in 3 presenza di tessuto fibrosclerotico). Dei 5 pazienti con recidiva (il 17.25% dei soggetti studiati), 3 (60%) erano sintomatici già al momento della diagnosi. Nei 5 pazienti studiati per carcinoma dell’ano, lo staging ultrasonografico ha dato i seguenti risultati: 2 uT2a, 2 uT2b e 1 uT3. L’ultrasonografia consente, inoltre, di poter valutare gli effetti della radiochemioterapia. Lo studio ecografico post-radiochemioterapico può essere affiancato dalla biopsia ecoguidata che consente il prelievo mirato in aree sospette. E’ quindi auspicabile una sempre maggiore diffusione di questa metodica che, pur con i suoi limiti legati all’esperienza dell’ esaminatore e agli artefatti di tecnica, si è dimostrata sensibile, ripetibile, ben tollerata dal paziente e non eccessivamente costosa nello studio pre- e post-operatorio delle neoplasie retto-anali. I limiti intrinseci alla tecnica di ecografia endocavitaria possono essere superati affiancando ad essa altre indagini diagnostiche come TC e RMN quando l’immagine ecografica risulti dubbia o difficilmente interpretabile, ricavandone evidenti vantaggi nella gestione dei pazienti.

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