D'Orio, Concetta (2010) Analisi proteomica del siero di pazienti con Immunodeficienza Comune Variabile e valutazione degli effetti della terapia sostitutiva con immunoglobuline. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Abstract

La Immunodeficienza Comune Variabile (ICV) rappresenta la più frequente immunodeficienza primitiva sintomatica, con una incidenza di circa 1:25.000. Colpisce prevalentemente gli adulti, infatti si manifesta per lo più tra II e III decade, sebbene non siano infrequenti casi ad esordio più tardivo (forme late-onset). Dal punto di vista immunologico, la ICV è caratterizzata da una alterata risposta anticorpale, che si traduce in bassi livelli sierici di immunoglobuline e conseguente riduzione delle difese immunitarie. Ciò comporta che i pazienti con ICV, clinicamente, abbiano una aumentata suscettibilità alle infezioni, sia a carico dell’apparato respiratorio che del tratto gastrointestinale. Nel nostro lavoro abbiamo condotto esperimenti su siero di pazienti affetti da ICV, utilizzando la tecnologia 2D-DIGE, che ha permesso di identificare differenze nel pattern di espressione proteica dei pazienti affetti da ICV rispetto al pattern proteico di soggetti sani, nonche’ differenze tra l’espressione proteica dei pazienti con ICV alla diagnosi, ovvero prima dell’inizio della terapia sostitutiva con immunoglobuline endovena, e dopo un anno dall’inizio della suddetta terapia. Tali risultati sono stati validati mediante esperimenti di Western Blot ed allestimento di modelli “in vitro” ed hanno confermato quanto segue: il proteoma dei pazienti affetti da ICV mostra differenze significative rispetto al proteoma dei soggetti sani presi come controlli. Tra le proteine differenzialmente espresse, alcune potrebbero denotare specifici fenotipi clinici, in particolare il dosaggio di una proteina, clusterin, potrebbe rivelarsi utile per l’individuazione di pazienti a maggior rischio neoplastico. Inoltre il nostro lavoro ha dimostrato che, confrontato con il proteoma dei controlli, il pattern di espressione proteica dei pazienti con ICV alla prima diagnosi, non ancora in trattamento ed in assenza di segni obiettivi di flogosi, risulta di tipo prevalentemente infiammatorio, suggerendo l’esistenza di uno stato di infiammazione subclinico. Nel nostro studio, infine, le immunoglobuline si sono mostrate capaci sia “in vivo” che “in vitro” di normalizzare le suddette differenze, suggerendo concretamente che la terapia infusionale con immunoglobuline non abbia soltanto un ruolo sostitutivo, ma anche un effetto di immunomodulazione nei pazienti con ICV.

Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: Immunodeficienza Comune Variabile, Proteomica, Immunoglobuline
Depositing User: Francesca Migliorini
Date Deposited: 02 Dec 2010 14:43
Last Modified: 30 Apr 2014 19:46
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8349

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