Mosolino, Salvatore (2011) Il lavoro non standard tra flessibilità e precarietà: una ricerca sui lavoratori atipici del Terzo Settore. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: lavoro; flessibilità; destandardizzazione; precarietà esistenziale;disuguaglianza; Terzo Settore
Date Deposited: 06 Dec 2011 11:22
Last Modified: 17 Jun 2014 06:03
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8640

Abstract

Negli ultimi decenni l’Italia è stata partecipe dei numerosi cambiamenti che hanno coinvolto tutte le economie globalizzate. Guardando a questi cambiamenti dal punto di vista del lavoro emerge senza dubbio un tratto unificante, che può essere sintetizzato nel tendenziale decremento delle carriere lavorative standard, capaci di garantire nel tempo condizioni di stabilità ed ampie protezioni di welfare, e nel tendenziale aumento delle carriere lavorative cosiddette atipiche, caratterizzate da frammentarietà, discontinuità ed incertezza. In questo scenario occupazionale così cambiato rispetto all’epoca fordista, che era impostata sui valori della stabilità e della protezione del lavoro, è andato progressivamente crescendo il numero dei cosiddetti contratti atipici, intesi come tutti quei rapporti di lavoro diversi dai rapporti di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato. Oltre a non dare garanzie di continuità nel tempo, le formule contrattuali atipiche offrono bassissime e/o carenti tutele legislative e contrattuali, costringendo i lavoratori a costruire le loro biografie occupazionali su una organizzazione transitoria del lavoro, schiacciati sul presente da un welfare debole e dall’instabilità permanente. Rispetto a quanto detto, lo studio intrapreso in questo lavoro di tesi ha l’obiettivo di analizzare, dal punto di vista economico e sociale, il complicato processo di destandardizzazione del mercato del lavoro italiano, con un affondo analitico specifico sulla realtà del terzo settore. In particolare le analisi svolte, cavalcando l’onda della crisi economica apertasi nel 2008, che ha riproposto con forza i nodi problematici derivanti da una flessibilità non governata, mettono in luce i limiti e le criticità sociali dei nuovi assetti occupazionali che, avendo prodotto nuovi rischi e nuove forme di disuguaglianza, implicano rilevanti costi personali e sociali a carico dell’individuo, della famiglia, della comunità.

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