Angelone, Marco (2011) I limiti del principio di non contestazione. [Tesi di dottorato] (Inedito)

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: I limiti del principio di non contestazione
Autori:
AutoreEmail
Angelone, Marcoiftsangelone@tiscali.it
Data: 28 Novembre 2011
Numero di pagine: 168
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Diritto dei rapporti civili ed economico-sociali
Scuola di dottorato: Scienze giuridico-economiche
Dottorato: Diritto processuale civile
Ciclo di dottorato: 24
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Boccagna, Salvatore[non definito]
Tutor:
nomeemail
Iannicelli, Luigi[non definito]
Data: 28 Novembre 2011
Numero di pagine: 168
Parole chiave: contestazione, preclusioni, autoresponsabilità
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/15 - Diritto processuale civile
Depositato il: 09 Dic 2011 08:46
Ultima modifica: 15 Lug 2015 01:00
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8642

Abstract

La prima sezione ha un contenuto sostanzialmente ricostruttivo. Il primo capitolo è dedicato alla individuazione delle matrici storico-culturali del principio del contestazione nell’ordinamento processuale nostrano. Particolare attenzione è volta ai modi di intendere la non contestazione da parte della dottrina e della giurisprudenza (specie nomofilattica) prima della novella del 2009. Non mancano i riferimenti alla disciplina comunitaria che, per esigenze di armonizzazione, ha fatto sovente uso della regola. Successivamente, il secondo capitolo esamina la formulazione dell’art. 115 c.p.c. nel contesto degli scopi della legge n. 69 del 2009. Proverò a spiegare le ragioni che hanno spinto il legislatore ad ufficializzare e generalizzare l’onere di contestazione nel codice di rito. Dovuta è la riflessione, propedeutica alla intera indagine, sul fondamento teorico del principio di non contestazione. Ricerca quanto mai indispensabile per specificare i differenti piani di studio e per constatare che l’interpretazione di questo principio si pone nel più generale dibattito sulla ideologia del processo civile italiano. La seconda sezione ha un cospicuo impatto pratico e costituisce uno dei momenti focali del lavoro. Il principio di non contestazione è esaminato dal versante soggettivo dei c.d. “protagonisti” del processo (primo capitolo) e da quello oggettivo dei “fatti” che cadono sotto l’applicazione della regola (secondo capitolo). Desta interesse soprattutto la parte dedicata alle modalità di assolvimento dell’onere di contestazione specifica previsto dall’art. 115, co. 1°, seconda parte, c.p.c. Qui si rinvengono i limiti più rilevanti del principio di non contestazione enucleati al fine di rendere effettivo e meno gravoso il diritto di difesa delle parti. La terza sezione ha, invece, una portata necessariamente teorica e di sistema. In tale cornice, si rinvengono la mie personali preferenze sull’argomento. Il primo capitolo si occupa del profilo temporale della attività di contestazione, specialmente nei procedimenti governati dal principio di preclusione in cui la regola è maggiormente sentita per ovvie ragioni di coordinamento con le altre attività tese a delimitare il thema decidendum e il thema probandum. Nel secondo capitolo si coglie il cuore della ricerca afferendo alle conseguenze “patologiche” derivanti dal mancato rispetto dell’art. 115 c.p.c e ai rapporti dell’istituto con alcune discipline di nuovo conio come la mediazione a fini conciliativi (d. lgs. 28/2010), la regolamentazione delle spese di lite, nonché l’ennesima riforma del ricorso per cassazione.

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