Rea, Vincenza Elena Anna (2011) Studio della funzione del recettore dell'urochinasi nell'adesione, migrazione e proliferazione cellulare: identificazione di un nuovo inibitore. [Tesi di dottorato] (Inedito)

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Studio della funzione del recettore dell'urochinasi nell'adesione, migrazione e proliferazione cellulare: identificazione di un nuovo inibitore.
Autori:
AutoreEmail
Rea, Vincenza Elena Annacinzia.rea@alice.it
Data: 29 Novembre 2011
Numero di pagine: 58
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Medicina clinica e scienze cardiovascolari e immunologiche
Scuola di dottorato: Medicina clinica e sperimentale
Dottorato: Fisiopatologia clinica e medicina sperimentale
Ciclo di dottorato: 24
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Marone, Giannimarone@unina.it
Tutor:
nomeemail
Marone, Giannimarone@unina.it
Montuori, Nunzianmontuor@unina.it
Data: 29 Novembre 2011
Numero di pagine: 58
Parole chiave: uPA;uPAR;fMLP-Rs;vitronectina;matrice extracellulare;virtual screening
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 06 - Scienze mediche > MED/09 - Medicina interna
Depositato il: 06 Dic 2011 14:43
Ultima modifica: 30 Apr 2014 19:47
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8682
DOI: 10.6092/UNINA/FEDOA/8682

Abstract

La degradazione della matrice extracellulare (ECM) gioca un ruolo importante in vari processi sia fisiologici, quali fibrinolisi, angiogenesi, sviluppo embrionale, che patologici, quali infiammazione e progressione tumorale. Il sistema di attivazione del plasminogeno, che porta alla formazione di plasmina, potente serin-proteasi, è coinvolto in tutti questi eventi. La molecola chiave di questo sistema, il recettore per l’urochinasi (uPAR), possiede una vasta gamma di funzioni ed è coinvolto in numerosi eventi che includono migrazione cellulare e invasione tissutale. Nelle patologie infiammatorie l’uPAR svolge un ruolo determinante nel regolare la chemotassi delle cellule del sistema immunitario nel sito di malattia attraverso la sua interazione con i recettori per l’fMLF (FPR). Abbiamo quindi ricercato piccole molecole solubili in grado di inibire l’interazione uPAR/FPR da usare come potenziali farmaci. Attualmente, le piccole molecole solubili costituiscono una delle opzioni terapeutiche più attraenti, sia per la loro bio-disponibilità per via orale sia per i bassi costi di produzione. I potenziali inibitori sono stati selezionati mediante l’utilizzo di un metodo computazionale, il “Virtual Screening”. Esso consiste in una rapida selezione di ampie librerie virtuali di composti organici solubili allo scopo di identificare le molecole che possano legarsi più favorevolmente ad un dato bersaglio molecolare. La nostra ricerca di inibitori si è focalizzata sul dominio funzionale dell’uPAR importante per le interazioni con gli FPR, ovvero la sequenza SRSRY (a.acidi 88-92), e sul dominio di legame alla vitronectina (VN). Infatti, questi due domini condividono due residui aminoacidici (R91, Y92). Inoltre, l’adesione cellulare mediata dall’interazione uPAR-VN facilita anch’essa il richiamo di cellule dell’immunità innata nei siti dell’infiammazione. Le molecole che hanno soddisfatto le interazioni chiave (legami H, interazioni ioniche e idrofobiche) sono state selezionate come possibili ligandi e i composti con lo “score” più elevato sono stati successivamente caratterizzati in vitro, attraverso saggi biologici, per i loro effetti su adesione, migrazione e proliferazione cellulare. Sono stati quindi identificati due inibitori, specifici per l’uPAR, in grado di ridurre drasticamente la chemotassi indotta sia da agonisti dell’uPAR, sia da ligandi specifici per gli FPR. Le molecole inibitorie sono state testate prima in cellule epiteliali HEK-293 transfettate con uPAR e, successivamente, in cellule della linea leucocitaria KG1 e cellule primarie da sangue periferico. Poiché l’uPAR è fortemente espresso in diverse patologie neoplastiche e infiammatorie, ci aspettiamo che una nuova terapia basata sull’utilizzo di tali piccole molecole possa essere specifica e poco tossica.

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