Ruggiero, Simona (2006) Fattori che influenzano l’assorbimento da preparazioni topiche. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Italiano
Title: Fattori che influenzano l’assorbimento da preparazioni topiche
Creators:
CreatorsEmail
Ruggiero, SimonaUNSPECIFIED
Date: 2006
Date Type: Publication
Number of Pages: 73
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Patologia sistematica
PHD name: Dermatologia sperimentale
PHD cycle: 13
PHD Coordinator:
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Ayala, FabioUNSPECIFIED
Tutor:
nameemail
Ayala, FabioUNSPECIFIED
Date: 2006
Number of Pages: 73
Uncontrolled Keywords: Assorbimento percutaneo, Enhancers, Carrier vescicolari
MIUR S.S.D.: Area 06 - Scienze mediche > MED/35 - Malattie cutanee e veneree
Date Deposited: 31 Jul 2008
Last Modified: 30 Apr 2014 19:24
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/876

Abstract

L’assorbimento percutaneo di una preparazione topica coinvolge la sua diffusione, usualmente dal veicolo, nella biofase cioè la cute e comprende l’intero processo che conduce una sostanza applicata sull’epidermide alla sua diffusione attraverso gli strati superficiali della cute fino al raggiungimento della barriera dermo-epidermica. I farmaci topici dermatologici- devono essere formulati in modo da attraversare lo strato corneo, l’epidermide e raggiungere il derma papillare, ma non il derma reticolare e l’ipoderma. L’eventuale effetto sistemico dovuto alla presenza in circolo del principio attivo, non è generalmente ricercato e, anzi, è spesso considerato un effetto indesiderato. Se per i farmaci sistemici si conoscono bene i processi di distribuzione , metabolismo ed escrezione , poco note invece, sono le fasi dell’assorbimento percutaneo dei farmaci per uso topico , essendo questo un processo estremamente complesso, in cui numerosi fattori influenzano l’assorbimento per cutaneo, da quelli biologici a quelli biofarmaceutici e chimico-fisici. La principale funzione di “barriera” della cute risiede quasi interamente nello strato corneo. Questo ultimo è rappresentato da una sottile e compatta membrana , costituita da un complesso cheratina-fosfolipidi e da cellule morte, che si oppongono alla penetrazione di sostanze chimiche. La bassissima permeabilità del corneo a sostanze idrosolubili è legata alla matrice extracellulare lipidica costituita da ceramidi, colesterolo, acidi grassi a catena lunga in definito rapporto molare, critico e funzionale alla integrità della barriera. Le sostanze possono attraversare il corneo per via intercellulare , transcellulare, attraverso l’apparato pilosebaceo e le ghiandole eccrine. In termini temporali, la prima via d'accesso è attraverso i follicoli piliferi; per alcuni farmaci, come gli steroidi, questa può addirittura essere l’unica via. Ai fini dell’assorbimento per cutaneo l’opportunità di modificare la permeabilità di barriera è di grande interesse. La riduzione della funzione di barriera consente di incrementare l’efficacia terapeutica delle formulazioni dermatologiche attraverso l’ottenimento di un significativo aumento del grado di assorbimento cutaneo. Per aumentare la diffusione percutanea è possibile utilizzare dei promotori dell’assorbimento, i cosiddetti “enhancers”, ovvero agenti in grado di ridurre l’efficienza della barriera dello strato corneo con meccanismi diversi, chimici o fisici. Gli enhancers chimici: a) incrementano la diffusibilità della sostanza all’interno della barriera, b) ne aumentano la solubilità nel veicolo, c) migliorano il coefficiente di partizione. Inoltre, vi sono sistemi capaci di interferire con la biosintesi di alcuni lipidi che alterano la struttura della barriera incrementano la penetrazione. Di grande interesse sono i meccanismi fisici come, la iontoforesi, l’elettroporazione e gli ultrasuoni (ionoforesi), che aumentano la penetrazione transdermica. La iontoforesi incrementa la penetrazione di sostanze ionizzate mediante un campo elettrico, ma risulta indicata per brevi applicazioni e dovrà essere migliorata probabilmente da studi futuri. La elettroporazione utilizza correnti di bassa intensità fornite da un elettrodo della stessa carica della polarità netta del farmaco creando nuovi percorsi. La sonoforesi produce alterazioni nella struttura del corneo, e permeabilizzazione. Le frequenze utilizzabili in Dermatologia sono comprese tra i 20 e i 25 KHz. Restano ancora da valutare con attenzione l’efficacia sul trasporto intradermico della crioelettroforesi e della idroelettroforesi. Negli ultimi anni la ricerca dermocosmetica è impegnata nello sviluppo di nuove tecnologie formulative sempre più avanzate e sofisticate che migliorino l’assorbimento e contemporaneamente minimizzino i potenziali effetti collaterali delle sostanze applicate sulla cute. Queste tecnologie possono essere suddivise in tre tipi: vescicolari (liposomi e niosomi), molecolari ( ciclodestrine) , e particellari (microcapsule e matrici particellari) e sono basate su tre diversi sistemi: chiusi, aperti e sistemi di riserva. I sistemi chiusi consistono in una totale incapsulazione in cui il principio attivo è chiuso e intrappolato in un guscio o muro continuo; a questa categoria appartengono liposomi, ciclodestrine, microcapsule , submicrocapsules / microsfere, nanosfere. I sistemi aperti non hanno un guscio continuo, ma la fase interna e esterna sono in contatto attraverso piccoli canali presenti nella matrice. Sia i sistemi chiusi che quelli aperti contengono sostanze solide, che legano il loro componente idrofilo o liofilo. Il terzo sistema polymeric reservoir , non è un solido, ma un reservoir polimerico basato su un meccanismo di ripartizione. I vantaggi dell’utilizzo di un veicolo appropriato possono essere vari: aumento della stabilità e del rilascio graduale del principio attivo; prevenzione dell’incompatibilità tra diversi ingredienti di una stessa preparazione; prevenzione di fenomeni irritativi legati al contatto diretto tra la cute ed il principio funzionale o all’assorbimento sistemico del principio stesso. Gli studi stanno proseguendo nell’ambito dello sviluppo di formulazioni dermocosmetiche contenenti sistemi colloidali e nella verifica della loro efficacia mediante l’utilizzo di tecniche diagnostiche non invasive.

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