Califano, Luisa (2011) Le addizioni al costruito nelle strategie di retrofit. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: retrofit, addizioni, tassonomia
Date Deposited: 06 Dec 2011 15:53
Last Modified: 30 Apr 2014 19:49
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8970

Abstract

La tesi si inscrive nell’ambito degli studi sulle modificazioni degli edifici esistenti. In particolare sceglie di approfondire il tema delle addizioni al costruito e delle ricadute che questo tipo di azione costruttiva può avere sull’equilibrio tecnologico ed energetico dell’edificio originario. Il campo al quale si estende la ricerca riguarda l’edilizia diffusa sulla quale non gravano vincoli di salvaguardia. Si tratta di edilizia “minore” che pur tuttavia costituisce il volto delle odierne città. In tal caso, il progetto sull’esistente non punta alla conservazione di precisi valori architettonici da salvaguardare, ma si richiama al filone di studi sulle possibilità e modalità di trasformazione del costruito per adeguarli alle mutate esigenze degli utenti e alle modificazioni del contesto. La tesi approfondisce, quindi, i modi in cui l’architettura si trasforma, nel corso della sua vita, partendo dalle potenzialità contenute nell’edificio originario e sollecitata da deficit prestazionali, funzionali, formali, energetici e da quant’altro sia capace di esigere, da un edificio, un cambiamento che superi i confini di un’ordinaria manutenzione. Una storia che nasce nell’ambito del Moderno ma che trova oggi un grande impulso nell’attuale pratica del retrofit energetico, inteso come importante sotto-insieme del più generale retrofit tecnologico, sempre più diffusa in Italia e ancor più in Europa. È proprio dall’incontro tra il concetto di addizione al costruito e quello di retrofit tecnologico che la tesi offre il suo contributo originale. Si propone infatti una complessa tassonomia degli interventi di addizione al costruito utile da un lato per classificare gli interventi e dall’altro per individuare le eventuali ricadute sul miglioramento energetico e tecnologico dell’edificio. Questa tassonomia è stata testata classificando una certa quantità di interventi di retrofit tecnologico, che includessero i vari tipi di addizioni, effettuati in Italia e in Europa, e si è rivelata capace di gestire la complessità degli interventi analizzati.

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