Evangelista, Laura (2011) Prevalenza di Ischemia Inducibile valutata mediante Tomografia Computerizzata a Emissione di Fotone Singolo (SPECT) nei Pazienti con Diabete Mellito di Tipo II e Anomalie Elettrocardiografiche a Riposo: Risultati da uno Studio Prospettico Multicentrico. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: ischemia inducibile, diabete mellito tipo II, imaging di perfusione miocardica
Date Deposited: 24 Jul 2012 10:41
Last Modified: 30 Apr 2014 19:49
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9016

Abstract

Lo scopo del presente studio è stato di valutare il ruolo aggiuntivo della SPECT cardiaca rispetto ai dati clinici nella definizione della probabilità di ischemia miocardica in pazienti con diabete mellito di tipo II e con anomalie elettrocardiografiche (EGC) a riposo. La popolazione studiata è stata composta di 502 pazienti con una storia di almeno 5 anni di diabete mellito ed anormale ECG a riposo inviati a scintigrafia miocardica da sforzo come parte dello studio Impact of Inducile Ischemia by Stress SPECT (IDIS). Per ogni paziente, un programma computerizzato (CADENZA) è stato utilizzato per determinare la probabilità pre-test di ischemia considerando i dati clinici. I pazienti sono stati classificati in tre sottogruppi: a probabilità di ischemia bassa (<0.15), intermedia (0.15-0.85) ed alta (>0.85). In base al risultato della SPECT, i pazienti sono stati riclassificati. La morte per causa cardiaca, l’infarto miocardico non fatale e la rivascolarizzazione tardiva sono stati considerati eventi cardiaci. La differenza tra la classificazione corretta ed incorretta in accordo con l’outcome del paziente è stata definita come Net Reclassification Improvement (NRI). Assumendo una indipendenza tra gli individui che hanno avuto e non hanno avuto un evento cardiaco ed adottando il test non parametrico di McNemar per le proporzioni correlate, un semplice test asimptotico è stato impiegato per testare l’ipotesi nulla (H0) per cui NRI=0 (test z). In base alle variabili cliniche, i pazienti sono stati suddivisi in tre categorie: probabilità di ischemia miocardica bassa (n=123), intermedia (n=365) ed alta (n=19). La SPECT è risultata anormale nel 73% dei pazienti. Dopo l’aggiunta del dato SPECT nel modello, 139 pazienti avevano una probabilità post-test di ischemia bassa, 305 intermedia e 58 alta, con un cambio nella classificazione in 203 (40%) pazienti (test del chi-quadro p<0.0001). Durante il follow-up, completo in 416 (86%) pazienti in un periodo di 41±19 mesi, gli eventi cardiovascolari si sono verificati in 118 (28%) di essi; il NRI è stato di 21% (z=3.15; p<0.005). In conclusione, i pazienti diabetici con anomalie all’ECG a riposo sono meglio stratificati dalla SPECT piuttosto che dai dati clinici. Un sostanziale numero di pazienti a probabilità pre-test di ischemia bassa o intermedia e che hanno avuto un evento cardiovascolare durante il follow-up, presentano una SPECT anormale.

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