Calogero, Armando (2011) Ruolo delle metodiche avanzate di Imaging nel follow-up del cancro del retto extraperitoneale. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Language: Italiano
Title: Ruolo delle metodiche avanzate di Imaging nel follow-up del cancro del retto extraperitoneale
Creators:
CreatorsEmail
Calogero, Armandoarmcalo@libero.it
Date: 30 November 2011
Number of Pages: 51
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Scienze biomorfologiche e funzionali
Doctoral School: Scienze biomorfologiche e chirurgiche
PHD name: Imaging molecolare
PHD cycle: 24
PHD Coordinator:
nameemail
Salvatore, MarcoUNSPECIFIED
Tutor:
nameemail
Lobello, Robertolobello.roberto@alice.
Date: 30 November 2011
Number of Pages: 51
MIUR S.S.D.: Area 06 - Scienze mediche > MED/36 - Diagnostica per immagini e radioterapia
Area 06 - Scienze mediche > MED/18 - Chirurgia generale
Date Deposited: 24 Jul 2012 11:42
Last Modified: 30 Apr 2014 19:49
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9020

Abstract

Il carcinoma o cancro del retto è un tumore maligno che rappresenta il 30-35% di tutti i tumori del grosso intestino che a loro volta rappresentano il 10% di tutti i cancri. L'80% dei pazienti con CRC presenta una malattia suscettibile di intervento chirurgico curativo (R0) . Purtroppo,circa il 40% di questi pazienti svilupperà una recidiva, soprattutto entro i primi tre anni. Per il cancro del retto,soprattutto in quello del retto extraperitoneale la recidiva pelvica rimane un problema significativo, che si verifica nel 3-47% dei pazienti. Per tale motivo oggetto dello studio sono stati pazienti affetti da cancro del retto medio-distale. La maggior parte delle recidive locali provengono dal letto tumorale, ciò sottolinea l'importanza della visualizzazione diretta del tessuto rettale perimurale come focus del follow-up post-operatorio.Ad oggi non sono stati condotti studi randomizzati su larga scala documentanti l’efficacia di un programma standard di monitoraggio post-chirurgico. Il follow-up post-operatorio dovrebbe essere rivolto in primo luogo alla diagnosi di recidive loco regionali potenzialmente resecabili.L'obiettivo di questo studio è quello di revisionare lo stato attuale delle metodiche avanzate di Imaging per la rilevazione di recidiva del cancro rettale in base alla letteratura recente ed alla nostra esperienza personale. Riportiamo i risultati dell’analisi dell’outcome postoperatorio in una casistica di pazienti high risk operati per carcinoma del retto extraperitoneale. I pazienti che presentavano uno stadio T1/2 erano 8 (42%) contro i restanti 11(58%) con uno stadio T3/4; un interessamento linfonodale c’era nel 26% (5) dei pazienti;gli interventi chirurgici eseguiti sono stati 14 R.U.B.,una R.A.,4 AAPsec. Miles.Per tale motivo, oltre agli esami routinari , secondo i protocolli internazionali , tutti i nostri pazienti sottoposti a follow-up intensivo hanno eseguito almeno una TC tb come indagine di primo livello. Sono stati riscontrati 6 recidive locoregionali(31,5%) e 2 metastasi a distanza; Una paziente è deceduta per complicanze non oncologiche;un paziente ha avuto pluricomplicanze benigne( stenosi attinica ed ascessi multipli). Il tasso di sopravvivenza libera da malattia e’ stato 47% con un follow-up variabile tra almeno 2 e 5 anni ed una sopravvivenza globale di poco <80%. Tutti i pazienti con immagine TC e/o endoscopiche dubbie per ripresa neoplastica sono stati candidati ad imaging di secondo livello(RM,PET ,PET/TC). L’imaging per la sorveglianza da operati per CRC dovrebbe avere la potenzialità per distinguere tra cicatrice e recidiva extraluminale,e naturalmente,rilevare recidive anastomotiche. Dei nostri pazienti la conferma di malignita’ per 2 era la progressione di malattia ed in 4 l’istologia post-rechirurgia.Mettendo a confronto le varie metodiche la TC riportava una sensibilità del 42% ,una specificità dell’82% ed un’accuratezza diagnostica del 67%; la RM mostrava una sensibilità del 100% ed un’accuratezza del 67%;infine la PET una sensibilità del 71%, specificità del 50% ed accuratezza del 64%. Tali dati sono piu o meno sovrapponibili a quelli riscontrati dalle piu recenti review della letteratura.La risonanza magnetica grazie alla sua eccellente risoluzione dei tessuti molli ed alla sua multiplanarità fornisce dettagliate informazioni anatomiche e rispetto alla TC, la distinzione di tessuto eteroplastico all'interno di una cicatrice chirurgica è più accurato. Questa peculiarità si basa sulle differenze dell'intensità del segnale tra tumore e fibrosi con sequenze T2-pesate e tecniche di imaging contrast-enhanced.I benefici della metodica sono pero’ gravati da costi elevati e casi frequenti di falsi positivi rendendo l’esame meno specifico.La FDG-PET risulta essere molto sensibile e specifica per le recidive locali ed ancor di piu per quelle a distanza.L’integrazione con scansioni TC ne migliora ulteriormente la precisione. Limite e’ anche in questo caso il costo elevato ,risoluzione spaziale non <4-6mm,una discreta percentuale di falsi positivi in special modo post-radioterapia.Ad oggi percio’ e’ dibattuto su quale procedura di imaging dovrebbe essere parte di un programma di sorveglianza post-operatorio evidence-based. Vi è la necessità di ben disegnati trials clinici;una opzione può essere adattare al rischio i follow-up.Requisito fondamentale sarà un approccio multidisciplinare che sensibilizzi chirurghi,oncologi e radiologi per una sua corretta esecuzione al fine di ridurre in futuro il tasso di recidiva ed aumenti la sopravvivenza globale.La TC e’ un indagine meno costosa e di piu facile esecuzione ma gravata da una bassa sensibilita’. Percio’ andrebbe sempre eseguita solo come esame di primo livello perché nei casi sospetti e’ poco dirimente.In futuro quindi sarà completamente sostituita con metodiche di imaging avanzate(RM,PET e/o PET-TC) gravate da costi piu elevati ma con sensibilita’ ed accuratezza globale più elevata.

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