Sirico, Giusy (2013) Effetto della rivascolarizzazione percutanea periferica sull’incidenza di eventi cardiovascolari nei pazienti diabetici affetti da Arteriopatia Obliterante degli Arti Inferiori. [Tesi di dottorato]

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Tesi finale Dottorato XV ciclo AA 2012-2013 Dott.ssa GIUSY SIRICO.pdf

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Effetto della rivascolarizzazione percutanea periferica sull’incidenza di eventi cardiovascolari nei pazienti diabetici affetti da Arteriopatia Obliterante degli Arti Inferiori
Autori:
AutoreEmail
Sirico, Giusygiusy.sirico@gmail.com
Data: 23 Marzo 2013
Numero di pagine: 30
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scienze Mediche Traslazionali
Scuola di dottorato: Medicina clinica e sperimentale
Dottorato: Fisiopatologia clinica e medicina sperimentale
Ciclo di dottorato: 25
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Marone, Gianni[non definito]
Tutor:
nomeemail
Esposito, Giovanni[non definito]
Data: 23 Marzo 2013
Numero di pagine: 30
Parole chiave: Arteriopatia obliterante degli arti inferiori, diabete mellito, angioplastica percutanea periferica, prognosi cardiovascolare
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 06 - Scienze mediche > MED/11 - Malattie dell'apparato cardiovascolare
Depositato il: 11 Apr 2013 09:36
Ultima modifica: 18 Lug 2014 10:45
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9095
DOI: 10.6092/UNINA/FEDOA/9095

Abstract

Introduzione. L’Arteriopatia Ostruttiva degli Arti Inferiori (AOAI), una delle principali espressioni cliniche della patologia aterosclerotica, è una condizione molto frequente nei pazienti diabetici e si associa ad una ridotta capacità deambulatoria e ad un’alta incidenza di eventi ischemici cardiovascolari (CV). La rivascolarizzazione percutanea degli arti inferiori (PTA) migliora la qualità di vita e la distanza di marcia nei pazienti diabetici. Lo scopo del presente studio è dimostrare che la PTA possa migliorare anche la prognosi CV in questa categoria di pazienti ad alto rischio. Metodi. 236 pazienti diabetici affetti da AOAI allo stadio II di Fontaine furono arruolati nello studio. Sulla base delle raccomandazioni del Trans-Atlantic Inter Society Consensus II, 123 (52,1%) pazienti furono sottoposti a PTA (gruppo PTA) e 113 (47,9%) furono trattati con sola terapia medica (gruppo MT). L’incidenza di eventi CV maggiori e le curve di sopravvivenza al follow up furono valutate con l’analisi Cox e le curve di Kaplan-Meier, rispettivamente. Risultati. Non si osservarono differenze statisticamente significative nei fattori di rischio CV tra gruppo PTA e gruppo MT. Una prevalenza minore di uomini (74.8% vs. 85.8%, p=0.034) e una peggiore distanza di marcia (108.7 ± 300.9 vs 378.4 ± 552.3 meters, p<0.001) fu rilevata nel gruppo PTA. Durante una mediana di follow up di 20 mesi (12.0-29.0), l’incidenza di eventi cardiovascolari fu significativamente inferiore nel gruppo PTA rispetto al gruppo MT (7.3% vs. 22.1%, p=0.001) e i pazienti del gruppo MT avevano all’analisi Cox un rischio 3,9 volte superiore di sviluppare eventi CV rispetto al gruppo PTA dopo correzione per possibili fattori confondenti. Conclusioni. Il presente studio mostra che la PTA degli arti inferiori nei pazienti diabetici affetti da AOAI non solo migliora lo stato funzionale ma è anche associata ad un miglioramento della prognosi cardiovascolare rispetto alla sola terapia medica.

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