Avitabile, Francesca (2013) Prospettive ibride negli spazi urbani contemporanei. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Prospettive ibride negli spazi urbani contemporanei
Autori:
AutoreEmail
Avitabile, Francescafrancesca.avitabile@gmail.com
Data: 2 Aprile 2013
Numero di pagine: 120
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Progettazione urbana e di urbanistica
Scuola di dottorato: Architettura
Dottorato: Progettazione urbana ed urbanistica
Ciclo di dottorato: 25
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Miano, Pasqualepasmiano@unina.it
Tutor:
nomeemail
Miano, Pasqualepasmiano@unina.it
Data: 2 Aprile 2013
Numero di pagine: 120
Parole chiave: Ibrido; spazi di relazione; rigenerazione; progetto urbano
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/14 - Composizione architettonica e urbana
Depositato il: 10 Apr 2013 05:58
Ultima modifica: 15 Lug 2014 13:16
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9313

Abstract

La ricerca vuole raccogliere la necessità di una riflessione critica sugli strumenti del progetto, sulle strategie di trasformazione urbana, e sulla concezione di nuove logiche trasversali, di relazione e d’interazione tra diversi livelli della realtà, utili a stabilire nuove modalità d’interpretazione e di formalizzazione dello spazio. Il tentativo è di superare una visione che tende a schematizzare le complesse ambiguità sollevate dalla realtà contemporanea entro una rigida catalogazione, per provare a fare un ragionamento concreto che sia capace di riscoprire l’indeterminatezza dei processi, l’eterogeneità, la differenza. In questo senso il concetto di ibrido coglie un’attitudine alla trasformazione, ed è introdotto come possibile campo d’indagine, una suggestione da cui partire per rileggere con attenzione le condizioni variabili della struttura urbana e indagare i meccanismi di connessione dell’architettura nella relazione di accostamento con il tessuto esistente, agendo alla scala intermedia del progetto urbano. Il tema dell’ibrido, sebbene esplicitamente utilizzato in una molteplicità di contesti, è spesso associato in ambito progettuale e teorico per identificare in senso negativo ricerche sulla generazione digitale della forma, finalizzate alla creazione di ambienti spesso puramente virtuali e risolti in sofisticate manipolazioni degli involucri esterni. La ricerca vuole di contro verificare l’applicabilità del termine all’ambito della morfologia urbana e dimostrare che entro questa dimensione, può divenire una condizione fertile, un filtro attraverso cui guardare e intervenire nel corpo della città contemporanea e da cui poter ripartire per la riformulazione di un nuovo rapporto tra architettura e luogo. Vi è quindi una duplice questione da affrontare: comprendere da un lato in che modo l’ibrido può rappresentare una risposta a determinati meccanismi complessi e dall’altro in quale dimensione e attraverso quali strumenti esso può agire per offrire un’attitudine interpretativa e progettuale capace di costruire nuovi racconti della città contemporanea. La ricerca ha visto il tentativo di rispondere a queste domande affrontando il rapporto tra la dimensione spaziale e l’edificio, sia ad una scala architettonica, esplorando la dimensione dell’edificio come fonte di indagine e strumento per una più ampia consapevolezza del contesto, sia nelle dinamiche interne alla struttura urbana, dove si può lavorare alla costruzione di una rete di azioni capace di dare un contributo strategico al progetto urbano, garantendone la centralità e l’attualità nel dibattito disciplinare. Si tratta di un lavoro in fieri e sperimentale nel quale convergono tempi, azioni e molteplici materiali.

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